Quando il vescovo Maggiolini scriveva: Meglio il martirio al comunismo

maggiolini

di CHIARA BATTISTONI –  C’ è una branca della fisica, nota come termodinamica e nata nel XIX secolo, che si occupa del calore e delle sue dinamiche; quando nacque, per opera di scienziati come Boyle, Boltzman, Clausius e Carnot, concentrò la sua attenzione soprattutto sui gas e le relative trasformazioni che sono alla base del funzionamento delle macchine termiche, quelle cioè che trasformano il calore in movimento, l’energia in lavoro.

Ed è in seno alla termodinamica, osservando i sistemi conosciuti nel XIX secolo e constatandoche in essi le trasformazioni avvenivano sempre e solo in una direzione, quella del massimo disordine, che Clausius coniò il termine Entropia (1864), di fatto la misura del disordine di un sistema fisico. Significa cioè che per passare da una condizione di disordine a una condizione di ordine devo consumare energia, mentre l’ordine nuovo che ho creato è andato a svantaggio del disordine complessivo, che è aumentato. In altre parole, la termodinamica ci dice che non solo non posso né creare né distruggere l’energia (I principio), ma nemmeno posso completamente trasformarla da una forma in un’altra senza che una parte di essa venga dissipata in calore irrecuperabile (II principio), entropia appunto.

Applicate questo principio ai sistemi sociali (così come è stato fatto soprattutto nel Novecento); scoprirete
che, per usare le parole di Vaclav Havel nella lettera “Caro dott. Husak” scritta nell’aprile del 1975, in piena dittatura comunista, al segretario generale del Partito Comunista della Cecoslovacchia, la vita si ribella all’uniformità e al livellamento; se la legge che guida l’universo è l’entropia e il suo costante aumento, allora la vita è un’avventura quotidiana contro lo status quo. In quello stato di paura, nel “sistema totalitario più sofisticato al mondo” Havel ricorda a Husak che la natura stessa non può che ribellarsi, prima o poi, a questa condizione; non c’è modo di violare il secondo principio della termodinamica perciò ogni ordine coatto non può che generare intorno a sé nuovo disordine, fino al ristabilimento dell’equilibrio.

Con il comunismo all’apice della diffusione, la lucida audacia di Havel gli permette di denunciare e vedere con quasi trent’anni di anticipo il crollo di quel sistema, sotto il peso delle brutali violazioni all’Uomo e alla sua stessa natura, sotto il peso delle leggi della fisica. Rilette oggi, quelle parole suonano come un sinistro monito: anteporre all’Uomo-Persona lo Stato, trasformare quest’ultimo nel fine ultimo dell’Uomo, lasciando che pércoli in ogni attività, con imposizioni (fiscali o legislative non fa molta differenza) significa mortificarne la natura, sottrargli dignità, renderlo schiavo.

Ricordiamolo, quando ascoltiamo i nostri politici; non dimentichiamo mai che è l’Uomo (e non lo Stato o la Società) il centro della politica; quando si smarrisce l’Uomo si è fatto il primo passo verso il totalitarismo: il colore, a questo punto, fa solo la differenza sulla scelta degli strumenti di repressione. In uno scritto degli anni Ottanta, “L’esigenza del trascendente nel mondo postmoderno”, Vaclav Havel completa le riflessioni sul “regime entropico”, ricordando che l’unica ranza reale per l’Uomo di oggi, l’unica alternativa realistica all’estinzione è ritrovare la consapevolezza che le nostre origini sono nel nostro pianeta e nell’universo. È ciò che qualche filosofo (e un sociologo come Edgar Morin in testa) definisce l’auto-trascendenza, una sorta di approccio razionale alla trascendenza, più frutto di un’evidenza fisica che di un atto di fede, la via verso la cosiddetta antropolitica di cui ha scritto Morin nel suo libro “Terra-Patria”.

Havel lo dice con molta chiarezza: sono i paesi di quello che fu il blocco sovietico del mondo, vittime di quel perverso totalitarismo, a poter comunicare tutta la negatività di una politica fatta di cedimenti e compromessi dovuti al Male. Perché il Male su questa terra esiste, ha facce e colori diversi, parla lingue talvolta sconosciute, ma lascia dietro di sé una lunga scia di martiri. Senza valori, però, non lo sappiamo identificare, se non quando è troppo tardi. Diciamolo con molta chiarezza: ogni volta che riconosciamo una qualunque istanza sociale prescindendo dal diritto naturale, dalla tensione alla verità dell’Uomo, anteponiamo lo Stato all’Uomo-Persona e gettiamo la prima pietra per un sistema laicista-totalitario.

Sul quotidiano Libero  in un’intervista al Vescovo di Como, Alessandro Maggiolini, egli chiarisce: «Che il
laicismo sia stato all’origine di totalitarismi è di evidenza palmare. A furia di pretendere una libertà imprecisa, si è giunti alla violenza o all’individualismo. Ciò dice che uno Stato sanamente laico deve permettere e suscitare un continuo dialogo tra persone e gruppi: un dialogo dove le singole impostazioni culturali si confrontano in un pluralismo rispettoso dell’autentica libertà personale e comunitaria.

Come si vede, l’ideale dello Stato non è l’assoluta neutralità di conoscenza e di azione: deve muoversi in vista della tutela e della promozione di un pluralismo che si arricchisce via via. In questo senso i corpi intermedi
non solo costituiscono una salvaguardia nei confronti dello statalismo: sono la società che si esprime dal basso con una iniziativa e una fantasia che spesso mancano alle strutture politiche». E ancora, a proposito del termine “laico”: «(…) il termine ha un’origine ecclesiale: designa chi fa parte del laos – del popolo – di Dio. Per dire tutto in sintesi: lo Stato è una struttura amministrativa a servizio della persona e delle aggregazioni sociali. Come tale deve permettere l’insorgere di iniziative personali e comunitarie caratterizzate da una fede globale. Inizia a essere dispotico quando impone idee e comportamenti prefissati.

A questo scopo occorre che lo Stato non faccia propria alcuna visione del mondo. Deve, invece, rispettare i valori sommi della persona quali la vita, l’istruzione, la sanità e così via». Se il Novecento ha decretato la morte (apparente) di molte ideologie, intese nel senso di sistemi di pensiero e di comportamenti chiusi rispetto al trascendente, strumentali rispetto alla persona umana, oggi corriamo il rischio di trasformare il laicismo nell’ideologia del Ventunesimo secolo, chiusa al trascendente, cristallizzata nel suo relativismo, dove ogni desiderio soggettivo viene tradotto in diritto.

Alessandro Maggiolini, nel suo libro “Meglio il martirio” osserva: «(…) per certa mentalità contemporanea, sembra un dogma il ritenere che, per costruire una democrazia, occorra non avere sicurezze teoretiche e morali. La verità oggettiva segnerebbe il crollo di una democrazia perché si imporrebbe in modo intollerante. A ben guardare questa critica si rivolge contro se stessa, poiché, come la storia insegna e come rivela Giovanni Paolo II, il concedere, per principio, valore etico a una legge frutto di una maggioranza puramente numerica, segna, nei lunghi tempi, almeno la possibile instaurazione di una dittatura. E spesso, l’instaurazione di fatto di una dittatura, se non si pone a fondamento della convivenza civile il rispetto della persona e il bene comune». (da Meglio il Martirio, Leonardo, 1995, pagg. 73-74).

 

 

 

evidenza

 

palmare.

 

A furia di pretendere una libertà imprecisa, si è giunti alla violenza o
all’individualismo. Ciò dice che uno Stato
sanamente laico deve permettere e suscitare
un continuo dialogo tra persone e gruppi: un
dialogo dove le singole impostazioni culturali
si confrontano in un pluralismo rispettoso
dell’autentica libertà personale e comunitaria.
Come si vede, l’ideale dello Stato non è
l’assoluta neutralità di conoscenza e di azione:
deve muoversi in vista della tutela e della
promozione di un pluralismo che si arricchisce
via via. In questo senso i corpi intermedi
non solo costituiscono una salvaguardia nei
confronti dello statalismo: sono la società
che si esprime dal basso con una iniziativa
e una fantasia che spesso mancano alle
strutture politiche». E ancora, a proposito
del termine “laico”: «(…) il termine ha
un’origine ecclesiale: designa chi fa parte
del laos – del popolo – di Dio. Per dire tutto
ranza reale per l’Uomo di oggi, l’unica alternativa
realistica all’estinzione è ritrovare la
consapevolezza che le nostre origini sono
nel nostro pianeta e nell’universo. È ciò che
qualche filosofo (e un sociologo come Edgar
Morin in testa) definisce l’auto-trascendenza,
una sorta di approccio
razionale alla trascendenza, più frutto
di un’evidenza fisica che di un
atto di fede, la via verso la cosiddetta
antropolitica di cui ha scritto
Morin nel suo libro “Terra-Patria”.
Havel lo dice con molta chiarezza:
sono i paesi di quello che fu il
blocco sovietico del mondo, vittime
di quel perverso totalitarismo,
a poter comunicare tutta la
negatività di una politica fatta di
cedimenti e compromessi dovuti
al Male. Perché il Male su
questa terra esiste, ha facce e
colori diversi, parla lingue talvolta
sconosciute, ma lascia
dietro di sé una lunga scia di
martiri. Senza valori, però,
non lo sappiamo identificare,
se non quando è troppo
tardi. Diciamolo con molta
chiarezza: ogni volta che riconosciamo
una qualunque
istanza sociale prescindendo
dal diritto naturale,
dalla tensione alla
verità dell’Uomo, anteponiamo
lo Stato all’Uomo-Persona e gettiamo la
prima pietra per un sistema laicista-totalitario.
Sul quotidiano Libero di giovedì 15 settembre,
in un’intervista al Vescovo di Como,
Alessandro Maggiolini (Laura d’Incalci,
pag. 13, il titolo dell’intervista è “Maggiolini:
i gay si possono curare”) chiarisce: «Che il
laicismo sia stato all’origine di totalitarismi è
in sintesi: lo Stato è una struttura amministrativa
a servizio della persona e delle
aggregazioni sociali. Come tale deve permettere
l’insorgere di iniziative personali e
comunitarie caratterizzate da una fede
globale. Inizia a essere dispotico quando
impone idee e comportamenti prefissati. A
questo scopo occorre che lo Stato non faccia
propria alcuna visione del mondo. Deve,
invece, rispettare i valori sommi della
persona quali la vita, l’istruzione, la sanità
e così via».
Se il Novecento ha decretato la morte (apparente)
di molte ideologie, intese nel senso di
sistemi di pensiero e di comportamenti chiusi
rispetto al trascendente, strumentali rispetto
alla persona umana, oggi corriamo il
rischio di trasformare il laicismo nell’ideologia
del Ventunesimo secolo, chiusa al trascendente,
cristallizzata nel suo relativismo,
dove ogni desiderio soggettivo viene tradotto
in diritto.
Alessandro Maggiolini, nel suo libro “Meglio
il martirio” osserva: «(…) per certa
mentalità contemporanea, sembra un dogma
il ritenere che, per costruire una democrazia,
occorra non avere sicurezze teoretiche
e morali. La verità oggettiva segnerebbe
il crollo di una democrazia perché si imporrebbe
in modo intollerante. A ben guardare
questa critica si rivolge contro se stessa,
poiché, come la storia insegna e come rivela
Giovanni Paolo II, il concedere, per principio,
valore etico a una legge frutto di una
maggioranza puramente numerica, segna,
nei lunghi tempi, almeno la possibile instaurazione
di una dittatura. E spesso, l’instaurazione
di fatto di una dittatura, se non
si pone a fondamento della convivenza
civile il rispetto della persona e il bene
comune». (da Meglio il Martirio, Leonardo,
1995, pagg. 73-74). n
Culture – Chi non scrive sotto dettatura

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One Comment

  1. luigi bandiera says:

    Una interessante intervista la trovate qua:

    http://www.ilgiornale.it/news/politica/lislam-pericolo-vogliono-sottometterci-armi-e-i-figli-1314051.html

    Capite bene che la mancanza di cristiani porta all’avanzata dei maomettani e dei komunisti.

    Domanda ai piu’ dotati:
    le cosiddette FEMMINISTE ndo kax sono finite..?
    Sono tutte in palestra, in chiesa, in cucina, al cinema, a ballare, in moschea o dove..?
    Il mondo sta cambiando (e’ gia’ cambiato) e anche grazie al loro lavoro perche’ il loro partito non e’ mai partito o andato via.

    Se leggete l’intervista del vescovo (Monsignor Raymond Leo Burke) capite come ormai gira il modo: siamo sotto la religione rosso-nera (komunista e califfonista o maomettonista). (Termini che sentite per la prima volta..?).
    Le azioni, invece, le avete gia’ viste e pure ignorate.
    Il monsignore in USA dice e condivido su tutto il suo dire: “L’islam è un pericolo”.

    Lo fu anche il CAVALLO DI TROJA ma Cassandra fu ignorata. E i trojani finirono molto male..! La consolazione e’ che CASSANDRA EBBE RAGIONE..!
    Dalla storia (purtroppo manipolata bene per non accorgercene) non abbiamo imparato nulla.
    Le religioni prevalenti e vincenti oggi sono il komunismo e il maomettanismo.

    Scrivevo: l’intellighenzia occidentale e’ malata, molto malata e, per questo stiamo SOCCOMBENDO.
    Dai, dite: le femministe ndo kax sono finite..??
    Badate bene che sono all’opera piu’ che mai, pero’, sono INVISIBILI..!
    Il KOMUNISMO (KAMALENTE E IKONOKLASTA DA SEMPRE E PER SEMPRE) usa la sua arma piu’ potente: il trasformismo..!
    Oggi e’ e si chiama cosi’; doma e’ e si chiama cola’…
    Vedete come penetra nella societa’ che sembra inebetita e non vede e sente che ormai e’ in pericolo massimo perche’ ha abbassato tutte le sue difese..?
    Un tempo c’erano i PONTI LEVATOI…
    OGGI CI SONO LE CORSIE PER I NEMICI per paura di essere accusati di razzismo in primis.
    Come sanno seminare bene sti KOMUNISTI finti amici del PROLETARIATO.

    Mi preoccuperei molto del fatto ke non si veda bene chi sono e dove sono i ROSSO-NERI.

    Stanno conquistando l’Europa e non solo, e sono ad un buon punto..!
    Ovviamente GRAZIE A NOI INEBETITI DALLA LORO PROPAGANDA CONTINUA.
    Non si fermano un secondo, non riposano MAI con la loro semina..!

    Ricordiamoci che nell’ODISSEA vi e’ la chiave per la nostra salvezza.

    Dunque: il komunismo e l’islamismo (uniti perche’ i due sono l’anti CRISTO) sono un pericolo reale.

    Lo scemo del villaggio dice: ma io non credo a nessun Dio. Bravo, mona, soccomberai lo stesso perche’ oggi pensano ai cristiani e ad altri per occuparci e poi ai cosiddetti laici.

    Bacio le mani.

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