Quando il Sole scriveva… Migranti, un traffico da 3 miliardi di euro. E la chiamate ancora Solidarietà!? Se vi va bene, votate ancora per Renzi al referendum?

sole affari stranieri

di ROBERTO BERNARDELLI – E’ cronaca che non invecchia mai, anche e soprattutto perché l’inchiesta è di fine 2015, ma sembra non sia stata letta da nessuno. Allora la ripeschiamo noi, giusto per capire che con questo governo, se ancora lo volete e votate sì al referendum che inchioda alle poltrone Renzi, il destino che ci aspetta è di sudditi cornuti e mazziati.

E dal Sole 24 Ore scopri che anche la stampa, con i suoi tempi, prima o poi ci arriva. Benvenuti a bordo. Benvenuti nel mondo reale, della gente comune, che non crede alla favola dell’accoglienza a prescindere. Eh sì, perché dalla molto argomentata inchiesta di Claudio Gatti, apprendi questo: Mercanti di uomini L’INCHIESTA MIGRANTI, UN AFFARE DA 3 MILIARDI CHE FINANZIA ANCHE IL TERRORISMO.

E’ una novità? Neanche per sogno, però vuol dire che il muro si sta sgretolando e che il politicamente corretto dell’informazione è un po’ in discussione.

Lo avranno letto  anche a Palazzo Chigi il paginone del quotidiano rosa?

Non occorrono l’Onu, né il papa né gli 007 per sapere che “In Libia c’è “il dottore”, che grazie alla sua rete di fornitori eritrei movimenta decine di migliaia di persone. E “il sudanese”, che gestisce il flusso di barconi con il supporto di un alto funzionario del corpo diplomatico somalo a Tripoli. In Turchia in vece opera un trafficante di nazionalità siriana finora identificato solo con il primo nome, Abu. Nel corso di un’inchiesta condotta sulla base dei risultati di indagini giudiziarie e attività di intelligence, il Sole 24 Ore è oggi in grado di identificare alcuni dei principali trafficanti che alimentano lo tsunami umano abbattutosi sull’Europa negli ultimi io mesi e quantificare in oltre 3 miliardi il volume d’affari finora generato. Dalla nostra inchiesta – leggiamo – risulta evidente che per l’Europa quei soldi e quei criminali non rappresentano soltanto una potenziale bomba sociale, ma una minaccia alla sicurezza. E alla stessa democrazia”.

Ecco, potremmo anche fermarci qui.Ma andiamo avanti. “II punto di svolta è stato dato dagli attentati di Parigi. Il fatto che due dei jihadisti siano entrati in Europa spacciandosi per rifugiati ha infatti trasformato un rischio potenziale in un « pericolo chiaro e presente». Ci riferiamo a quella che l’intelligence chiama « saldatura di convenienza» tra gruppi criminali dediti al traffico di migranti e formazioni terroristiche. «Da tempo sappiamo che il traffico di esseri umani sta attirando l’attenzione di milizie estremiste e formazioni terroristiche, incluso Islamic State. Sia come possibile metodo di veicolamento verso l’Europa di elementi ostili a loro affiliati, sia in quanto canale di finanziamento», conferma a II Sole 24 Ore un funzionario di un servizio di intelligence europeo.

Lo sa anche la gente comune, poi tanto meglio se c’è la pezza d’appoggio della fonte riservata ma confermata.

Solo dalla Libia il traffico fa introitare ai mercanti tra i 400 e gli 800 milioni di euro, mentre il volume di affare complessivo si calcola abbia già superato i tre miliardi. “Secondo fonti di intelligence europee, nel caso di gruppi criminali questi fondi vengono re-investiti nell’ampliamento di attività illegali o riciclati in attività legittime, sia in loco sia all’estero. Ma nel caso di gruppi terroristici come quelli attivi in Libia, queste risorse potrebbero essere usate per finanziarie attentati all’estero. Per questa ragione nell’ultimo anno non solo le forze di polizia ma anche i servizi di intelligence hanno impegnato risorse nella mappatura delle organizzazioni transnazionali che dominano il business del contrabbando umano”.

Basta e avanza perché in Parlamento su un fatto così incontestabile, si faccia cadere un governo o il suo ministro dell’Interno.

Queste organizzazioni hanno  posizioni di forza specialmente in Libia dove, secondo fonti di intelligence, hanno anche rapporti con gruppi affiliato ad al-Qaeda e a Islamic State, si legge.

“In una lettera inviata il 18 luglio 2011 al Consiglio di sicurezza dell’Onu – cioè secoli fa –  l’UN Monitoring Group on Eritrea and Somalia, ha identificato tra i principali referenti dei trafficanti eritrei Mabrouk Mubarak Salini, identificato come «Ministro dei trasporti del governo di Khartum». Altrettanto importanti sono state connivenze e complicità fornite da figure istituzionali eritree quali Mohammed Maritai, ambasciatore a Khartum, e il generale Teklai Kifle “Manjus”.

Se per il 2015 l’attesa era di un milione di migranti, per il prossimo anno andrà anche peggio: 1,5 milioni. E come si paga il viaggio?

“Da tutte le indagini risulta che quello dell’hawala, metodo noto per essere stato usato anche da al Qaeda, è di gran lunga il più usato. In pratica consiste nel trasferimento di fondi mediante una rete informale di commercianti, i cosiddetti hawaladar, che grazie a rapporti fiduciari di tipo compensativo consentono di evitare siai canali bancari sia quelli a essi alternativi, a volte comunque usati, come Western Union, MoneyGram o PostePay.

Insomma, si sa chi muove i fili, come paga e dove si appoggia. Eppure non sta cambiando nulla. Anzi.

Poi, dalle indagini è pure emerso che la politica greca al governo ha una burocrazia che è stata pure connivente. Tsipras ne sa qualcosa. Ma non era un eroe della nuova sinistra?

 Presidente Indipendenza Lombarda

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1 Commento

  1. caterina says:

    se non ci fossero tutti i traffici da tener nascosti per maneggiare tanto denaro anche da noi, il problema delle immigrazioni dall’Africa con partenza principale dalla Libia avrebbe trovato già soluzioni ben più ragionevoli e meno costose… pensiamo all’ironia di mantenere in mezzo al mediterraneo navi militari pronte ad eseguire protocolli su chiamate di barconi scassati che, dopo aver spennato gl’imbarcati del denaro fornito in partenza dalle loro famiglie e privati ovviamente dei documenti, chiamano soccorso appena fuori dalle acque territoriali…
    Non sarebbe più semplice istituire una linea di traghetti Libia-Sicilia, come esiste sull’Adriatico da sponda a sponda?
    Pagamento di corsa all’imbarco e controllo di documenti con relativi video fotografici… chi s’imbarca non parte all’avventura ma ha già in mente un meta finale, un programma o qualcuno che l’aspetta…
    Il problema sarebbe quasi risolto alla partenza, altro che soste di anni a sbaffo in balia di meccanismi astrusi per un documento o un foglio di via che arriva dopo anni di spese giudiziarie tutte a nostro carico, quando magari il soggetto è già sparito per altra meta, e chissà se è quella che aveva alla partenza.. o più facilmente va ad ingrossare le fila dei cosiddetti clandestini cooptati in traffici di droga..
    Chi fugge da zone di guerra che si spera siano sempre di meno è solo una ristretta minoranza… per loro solidarietà fino alla definitiva soluzione qui o in patria….

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