Quando gli italiani entrarono in Venezia

di DON FLORIANO PELLEGRINI

Domanda: Quando gli Italiani entrarono in Venezia?

Risposta: Vi entrarono il giorno 19 ottobre 1866.

D. Cosa si intende per Italiani?

R. S’intende l’esercito italiano.

D. E cosa fece l’esercito italiano?

R. Andò ad occupare i palazzi del potere e alzò la bandiera del regno d’Italia in piazza San Marco.

D. Come facciamo ad esserne certi?

R. Da un articolo apparso sulla Gazzetta di Venezia, di quel giorno, che diede ampio spazio all’avvenimento e pubblicò il seguente trafiletto: «ULTIME NOTIZIE – Al Presidente del Consiglio dei Ministri [del regno d’Italia] è pervenuta oggi alle ore 10 ¾ antimeridiane il seguente dispaccio da Venezia: “La bandiera Reale italiana sventola dalle antenne di piazza San Marco, salutata dalle frenetiche grida della esultante popolazione. – Generale Di Revel.”».

D. Perché tanto risalto a Venezia? Non era una città come le altre, dal momento che non era più capitale della Repubblica Serenissima?

R. No, Venezia non era città come le altre, ma capitale del regno del Lombardo-Veneto, facente parte dell’Impero d’Austria, ma pur sempre Stato a sé, anche se confederato nell’impero e regno anziché repubblica.

D. Si trattava, dunque, da parte del regno d’Italia, dell’occupazione della capitale d’un regno a lui straniero e da lui indipendente?

R. Sì.

D. Ma com’è possibile? Da chi era stato autorizzato?

R. Assolutamente no, non era possibile, e nessuno l’aveva autorizzato. Anzi, al contrario, il regno d’Italia aveva l’obbligo di non occupare Venezia prima dell’esito della consultazione chiamata plebiscito, che si sarebbe svolta il 21 e 22 ottobre.

D. Quando il regno d’Italia aveva contratto tale obbligo?

R. L’aveva firmato pochi giorni prima, cioè il 3 ottobre 1866, a Vienna, in un trattato internazionale.

D. L’Italia violò, dunque, prima militarmente e poi politicamente e amministrativamente un trattato internazionale da essa stessa sottoscritto?

R. Sì, purtroppo!

D. La consultazione referendaria del 21-22 ottobre non si svolse pertanto in libertà, ma con il territorio veneto e la stessa capitale dell’allora regno Lombardo-Veneto occupati militarmente dagli Italiani?

R. E’ così, non c’è il minimo dubbio; e ciò compromette la validità del referendum stesso, essendo stato fatto in violazione d’un trattato internazionale.

D. Perché l’imperatore d’Austria non intervenne a difesa di un regno che faceva parte ancora della Corona austriaca?

R. Perché era leale, sincero e cattolico e sperava lo fossero anche i reali d’Italia, per quanto avesse dei dubbi che l’avrebbero tradito, come poi avvenne.

D. Ma non poteva intervenire egualmente, il 19 ottobre, quando si accorse del tradimento italiano, con l’occupazione militare di Venezia?

R. Poteva, ma ciò avrebbe comportato la ripresa della guerra e non voleva che venisse sparso ancora, per colpa degli Italiani, il sangue dei Veneti.

D. Un grande! E la Francia, perché non intervenne?

R. La Francia ragionò come l’Austria; l’imperatore Napoleone III si trovò di fronte al tradimento dei Savoja e non aveva alcuna intenzione di riprendere la guerra, neppure lui, tra l’altro contro l’Italia, che sino allora gli era stata alleata e in quel momento aveva tradito, in un colpo solo, l’Austria, la Francia e il Veneto, e in più la sua stessa parola, scritta e firmata.

D. E il Popolo Veneto come reagì?

R. Con il territorio e la capitale occupati da un esercito straniero aveva ben poco da decidere, non poteva far altro che «far buon viso a cattiva sorte».

D. Ma ora, che si sappiamo tutte queste cose, come si potrà ignorarle, sia a livello interno della Repubblica italiana, sia a livello internazionale?

R. Infatti, non si può e non si potrà far a finta di niente; bisogna per forza di cose riparare al misfatto e tradimento italiano del 1866.


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15 Comments

  1. caterina says:

    questa è una bella lezione di catechismo: il rispetto della verità e della dignità dei popoli!
    ne avrebbe da imparare anche il nostro Patriarca e il clero di una diocesi storica che invece si è accodato alle lezioni di Bertone, il più succube del Vaticano al Governo italiano…gli interessi sono tanti e non proprio confessabili, anzi!
    Accettare di essere schiavi non ha mai nobilitato gli uomini, e il Cristo sulla terra non lo ha mai insegnato!

  2. Boanerghes says:

    Mi scusi reverendo, si occupi di anime e non di politica….mi verrebbe da dirle.

    Gli italiani, non occuparono Venezia, entrarono a giochi fatti e decisi, e nessuno li accolse con le bombe, ma con grida di di giubilo. Se poi, nei fatti ci fu pentimento per aver aderito all’Italia, non posso che condividerne il dolore.
    Preferivo mestamente il Lombardo-Veneto !!!

    Di fatto il sentimento italiano era già nato nel 1848 con Manin D., che svendette palesemente Venezia al Savoia, e dal quale nacque un grosso dissidio con il Tommaseo.
    Non è un caso che fu il Manin D. stesso, a fondare la Società Nazionale Italiana a Torino.

    La propaganda italica lavorò subdolamente ben prima del plebiscito del 1866, e questo lo affermano tutti i documenti e i carteggi dell’epoca. Le elitè ( o lobby) nobiliari, colte, massoniche spesso appartenenti al nuovo ceto imprenditoriale borghese filo-ebraico, volevano i Savoia, mentre quello che voleva il popolino nullatenente e senza diritti, non ha mia contato allora come adesso, a prescindere dal voto.

    • Lord Ferrel says:

      Sono in assoluta concordia con te, sia sul fatto che i preti facciano i preti e non si occupino di altre cose di cui sono spesso molto ignoranti e sono d’accordo con te anche su come sono andate veramente le cose, finalmente uno che conosce la verità e dice pubblicamente il vero e che non si lascia lavare il cervello da falsità.
      Bravissimo

  3. Alvise Giaretta says:

    Grazie per l’articolo! Semplice e immediato

  4. luigi bandiera says:

    Lord Ferrel 2 Maggio 2014 at 12:13 pm #

    scrive:

    …Diciamo come stanno le cose; i giochi erano gia’ fatti e le decisioni erano già state prese nelle stanze dei bottoni, …

    Questa e’ sicuramente vera.

    Nei consigli comunali, provinciali, regionali e statali la gira proprio cosi’: prima si mettono d’accordo poi vanno a formalizzare gli accordi raggiunti (magari con dei patti tipo: uno a me e uno a te) e nei conigli e nel parlamento votando quello che nei preconsigli avevano stabilito o pattuito.

    Ovviamente questa la chiamano demokrazia.

    Kome si puo’ ben evincere il popolo non decide un kax.

    E tornando ai tempo si puo’ davvero capire che il popolo non e’ nemmeno visto salvo quando non paga il PIZZO chiamato per dargli un senso di “nobilta’ “: TASSA.

    Le tasse vanno pagate impone il tiranno.
    La mafia usa lo stesso principio… se non paghi il PIZZO salti per aria. Ovvio, il pizzo ha un significato generico, a volte venale a volte umano. Anche di potere.

    Ma il potere lo da il venale per cui pizzo = a grano.

    E sempre tornando al tempo degli inganni e dei tradimenti, qualcuno volle l’itaglia una e indivisibile… non certamente i vari popoli all’ora esistenti e genocidati strada faccendo con il massiccio uso della KST e con tanti altri sistemi.

    L’inghilterra e poi altri ci misero del suo perche’: TUTTO FOSSE COMPIUTO.

    ECCE HOMO, mai stato sapiens sebbene va in te la Luna, che dara’ come suo naturale ed unico frutto solo:
    PIANTI, STRIDOR DI DENTI E STRAGI DI INNOCENTI… per sempre o in aeternum.

    Salam

    PS:
    i trattati sono scritti solo per far vedere le “BUONE INTENZIONI” ma non per essere rispettati.
    Vengono calpestati QUOTIDIANAMENTE..!

  5. serenissimo says:

    La verità dell’articolo é che “pacta NON sunt serbanda” quando la Storia é incanalata per il suo verso. La verità dell’articolo é che “pacta NON sunt serbanda” quando la Storia é incanalata per il suo verso. Oggi la china va verso un ritorno agli stati nazionali alla faccia di Costituzioni piú belle del mondo e di proclami intimidazioni ed arresti.AlloraOggi la china va verso un ritorno agli stati nazionali alla faccia di Costituzioni piú belle del mondo e di proclami intimidazioni ed arresti.

  6. Piero Soranzo says:

    A dire il vero il problema dello impero austriaco era l’Ausgleich cin l’Ungheria e la sconfitta subita dai prussiani a Sadowa.
    Ergo l’impero di Austria non aveva alcuna forza per opporsi ai Savoia

  7. Aldo says:

    Infine tutto ciò spiega perche il famigerato plebiscito abbia raccolto per l’annesione poco meno di cento voti contrari su quasi settantamila votanti . Intorno all’un per mille.
    W SanMarco

  8. Lord Ferrel says:

    Ma che stronzate sono queste?

    Viva il Veneto, ma non si dicano idiozie del genere per cortesia. Vero anche che i Savoia e l’esercito italiano è passato alla storia per essere sempre stato traditore però si cerchi invece di riconoscere chi era il vero nemico all’epoca…

    Ma secondo voi l’inetto Regno d’Italia e gli inettissimi Savoia erano davvero così potenti da piegare il potentissimo Imperatore austro ungarico? E cosi potenti da piegare un’altra potenza europea dell’epoca, la Francia? Sono davvero impressionato, dunque i Savoia ed il Regno d’Italia erano la potenza piu grande al mondo…

    Diciamo come stanno le cose; i giochi erano gia fatti e le decisioni erano già state prese nelle stanze dei bottoni, ciò spiegherebbe perchè Austria e Francia non sono intervenuti. Dalle parole che ho letto si evince che il potentissimo imperatore d’Austria si sia rinchiuso nella sua stanza e si sia messo a piangere, per il tradimento dei Savoia, come fa una fanciulletta quando il suo spasimante la tradisce, e questa fanciuletta pensa solo a piangere senza voler ne mangiare ne vivere…così era davvero l’imperatore Austriaco? Ma povera stella!!!
    Sinceramente è un offesa per la potente e retta Casa degli Asburgo…

    Io non mi stancherò mai di ripetere qual’era la verità, l’Italia è stata unificata su progetto della Gran Bretagna con il consenso della Francia e dell’ Austria che avranno avuto i loro interessi.
    Ricordate che la Gran Bretagna considerava e considera tutt’ora, il Mare Mediterraneo come un lago britannico e ricordate che siamo tutt’ora un protettorato anglo americano…

    • marco moggia says:

      giusto, però dovresti smorzare un po’ il tono, l’italia non è stata unificata su progetto della gran bretagna, nel senso che detta così sembra un complotto inglese, bisognerebbe piuttosto dire che l’italia era supportata da UK e francia

  9. marco moggia says:

    quando e chi ha auorizzato l’incorporazione della lombardia nel regno lombardo-veneto?

  10. luigi bandiera says:

    Ma dai su, ma a che serve spaccare il capello in quattro…
    Ormai siamo itagliani, cioe’ nella merrrrddd, e andiamo avanti cosi’, dai su volemose ben e che sia finita dato poi che sono passati circa 150 anni.

    I trattati e le carte piu’ sporche del mondo ignoriamole..!!

    Sporche le carte e sporchi chi le ha calpestate, appunto perche’ erano sporche, tanto NON SERVONO A NULLA.

    Sono state scritte e controfirmate per lasciarle lì a prendere polvere.

    Ma dai, se le toccate vi prendete un sacco di polvere sporca ovviamente.

    Dai, invece, commemoriamo le schifezze trikolorite…

    E ci danno dentro in questi anni.

    E, concludendo, da un lato tradirono per fare sto sgorbio, da un altro lo tradiscono lasciandolo INVADERE…

    Ma di, non spacchiamo il capello in quattro anche noi e dormiamo, anzi, continuiamo a dormire se no ti mettono in galera al solo pensiero di LIBERTA’ e GIUSTIZIA..!

    Amen

    PSM
    WSM

  11. Enrico Andrian says:

    Purtroppo sul piano legale queste questioni non possono essere ridiscusse (tutti gli Stati europei si sono formalmente impegnati ad abbandonare eventuali rivendicazioni su avvenimenti accaduti il millennio scorso), ma può essere un forte, legittimo e valido punto sul quale far leva nella diffusione culturale e di coscienza storica dell’indipendentismo in Veneto.

  12. gianpaolo says:

    Ottimo articolo, una vicenda in cui pochi ne sono a conoscenza.

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