Quando era il sindacato di Polizia a parlare di clandestini. Erano altri tempi…!!!

di GIOVANNI D’ACQUINOfatto

Dalle cronache del maggio 2015, quando ancora si poteva scrivere di clandestini…. Ecco il resoconto di Giovanni D’Acquino sul nostro giornale.

 

C’è un paese reale e ce n’è un altro, quello del Viminale. Quello del va tutto bene e quello che mette la pezza dove si può, ma senza però tacere. Come sta facendo il sindacato di polizia Coisp. Una loro dolente nota spiega che da “Bolzano, Giugliano e Castellammare di Stabia, la situazione è al collasso tra fughe senza fotosegnalamenti, casi di scabbia  e proteste per ottenere soldi. E ancora qualcuno ha il coraggio di dire che è tutto sotto controllo… La situazione è allo sbando totale!” .

Vediamo nel dettaglio la denuncia.

“Proprio nei giorni in cui da Catania il Ministro Alfano ha continuato a ripetere che in tema  di immigrazione è tutto sotto controllo e a farneticare di assenza di pericoli per via delle riunioni settimanali del comitato analisi strategica anti terrorismo, arrivano puntuali, visto che sono quotidiane, le smentite dei fatti che dimostrano, invece, quanto allo sbando sia l’intera gestione delle varie problematiche legate al fenomeno. Problematiche che, è bene ricordarlo, non hanno a che fare solo con l’emergenza terrorismo, ma riguardano la sicurezza dei cittadini sotto profili che non sono affatto secondari. In due giorni proteste, fughe e nuovi allarmi sanitari hanno per l’ennesima volta messo a nudo non solo le debolezze di un sistema al collasso, ma soprattutto le difficoltà ed i rischi gravissimi per gli Operatori della sicurezza esposti a conseguenze nefaste e sprovvisti dei numeri        e dei mezzi minimi adeguati a scongiurare i pericoli più immediati, e questo mentre in ogni dove     i clandestini inscenano proteste perché pretendono soldi! Questa la vera realtà. Siamo allo sbando”.

Che parla è  Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia,  dopo una due giorni in cui da Nord a Sud si sono rincorse notizie riguardanti serie difficoltà connesse al fenomeno dell’immigrazione.

BOLZANO ESPLODE

La più allarmante certamente quella proveniente da Bolzano dove nelle ultime ore sono arrivati  quasi 300 profughi, principalmente a bordo di treni diretti in Germania ma anche quasi un centinaio    in pullman, che hanno subito chiesto asilo politico. “Fatti scendere alla stazione di Bolzano    dalle pattuglie trilaterali, (un poliziotto italiano, uno austriaco ed uno germanico) una ventina di loro, di origine eritrea, si è data alla fuga senza farsi fotosegnalare dagli Agenti della Polizia ferroviaria dileguandosi addirittura attraversando diversi binari e rischiando incidenti con i treni in transito”.  La situazione ha destato subito grande allarme poiché, oltre al problema della sicurezza legato al fatto che i profughi non sono stati identificati, si è manifestato soprattutto quello sanitario, spiega il sindacato.

Il personale sanitario, ormai costantemente presente sul binario interessato dagli arrivi, ha infatti accertato che alcuni profughi erano affetti da scabbia. Immediatamente è scattata per tutti    gli operatori, poliziotti compresi, l’emergenza sanitaria con l’obbligo di indossare mascherine e guanti.

CAMPANIA FELIX

Problematiche diverse a Giugliano in Campania (Napoli) ed a Castellammare di Stabia,  dove si sono registrate proteste in diversi centri di accoglienza.

A Giugliano alcuni degli immigrati ospiti del centro di accoglienza “Onda del Mare”, in località Varcaturo, hanno inscenato stamattina una sommossa al punto che alcuni di loro sono stati fermati dalla Polizia di Stato e trasferiti nel locale commissariato.”Alla base della protesta lo stop ai fondi per la sussistenza minima che non vengono erogati da alcuni mesi!”.

SOMMOSSA A CASTELLAMMARE: allontanati i volontari sgraditi!

Non dissimile la situazione a Castellammare di Stabia (Napoli), dove hanno protestato   gli immigrati ospitati nella ex pensione ‘Villa Angelinà in via Quisisana. Gli 85 ospiti del centro   di accoglienza, provenienti dal Mali, Ghana, Gambia, Nigeria, sono tutti uomini tra i 25 e i 30 anni, “ed hanno preteso ed ottenuto di allontanare dalla struttura alcuni dipendenti e volontari “sgraditi”    agli immigrati. I manifestanti hanno bloccato la strada Quisisana con materassi e reti dei loro letti, trascinati all’esterno della pensione, anche perchè non hanno ancora ricevuto i voucher da 75 euro    al mese, hanno la tessera sanitaria scaduta, i commercianti stabiesi non accettano i bonus dello Stato   e loro sono costretti a recarsi a Napoli per poterli spendere.

“Esasperato il personale a cui è affidata   la struttura – la ditta è stata scelta dalla Prefettura – che ha lamentato di non poter più gestire un piccolo centro di accoglienza: “Non possiamo neppure entrare nelle cucine per controllare quanto cibo è in deposito – ha spiegato una dipendente – eppure noi gli laviamo persino le mutande”. “Questo è il vero, desolante quadro che emerge dalle varie realtà locali interessate dal fenomeno dell’immigrazione clandestina. Lotte quotidiane contro aggressioni, rischi sanitari e superlavoro   che non riusciamo più a smaltire. Altro che le fandonie che in tanti raccontano nelle conferenze stampa. Il Coisp continua da anni a visitare uno dopo l’altro i punti nevralgici del Paese   dove l’emergenza immigrazione ha messo in ginocchio intere porzioni di territorio; ha sfiancato i colleghi lì impegnati, schiacciati sotto al peso di una situazione ingestibile a causa dei pochi numeri, dell’assenza di mezzi e della predisposizione di servizi al limite del dilettantesco; e continua a mettere a repentaglio l’intera cittadinanza che deve subire in silenzio ciò che più aggrada a molti immigrati che nemmeno si sognano di prendere in considerazione l’idea di rispettare le leggi e di non creare pericoli per gli altri”.

E l’altro giorno il Fatto quotidiano ha realizzato a Bolzano un servizio che conferma la denuncia del Coisp.

“Lo scalo alpino si è trasformato in una piccola Lampedusa perché ogni mattina arrivano in stazione centinaia di immigrati desiderosi di proseguire il loro viaggio verso la Germania. Sono tutti senza documenti e sono arrivati fino in Alto Adige dopo la fuga da un centro d’accoglienza dove sono stati alloggiati dopo lo sbarco sulle nostre coste. I controlli sono particolarmente laschi, come se le regole sull’immigrazione, quando si lascia l’Italia non valessero più. “Ci danno un foglio nel quale veniamo invitati a regolarizzare la nostra posizione”, spiegano i migranti accalcati sulla banchina in attesa del treno per Monaco. Le forze dell’ordine sono davanti a loro, ma non fanno niente. “Li lasciamo passare”, ammettono gli agenti della Polfer. “Dato che lo Stato si è messo a fare il passeur almeno conceda un salvacondotto per liberarci dalla burocrazia”, attacca il sindacato di polizia Coisp di Lorenzo Galeazzi”.

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