Quando c’era la Padania… Ma c’è ancora / Due Paesi sempre più lontani. Con buona pace della exLega

padania 1997

di ROBERTO BERNARDELLI – Archivio. Febbraio 1997. E’ la bellezza di 21 anni fa. La Padania apriva con un editoriale di Stefania Piazzo, l’attuale direttore de l’indipendenzanuova.com sui dati di un paese duale, doppio, lontano, diviso. Ditemi che cosa è cambiato, se non in peggio. Soluzioni al problema ancora zero. Eppure la svolta nazionalista ha preso il sopravvento nel corso del tempo nella politica del Nord. Ma non per me e per chi crede ancora in una via d’uscita che difenda gli interessi del Nord. Correttamente il titolo d’apertura indica due realtà diverse, la Padania, il Nord, e l’Italia. Vedete un po’ voi.

 

 

1997-02-14

 

 

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2 Comments

  1. Riccardo Pozzi says:

    Stefania cazzutissimo direttore.

  2. ric says:

    Certo che il problema rimane , ma aggiustando il tiro . Indipendenza della Padania deve tradursi , da epico meta racconto di vestizione del risveglio di un popolo schiavo nella sua terra , in declinazione pratica per l’emergenza dell’attualità . Dovremmo , una volta per tutte , come in psicoanalisi procedere alla rimozione . Molto più semplicemente e pragmaticamente approdare alla consapevolezza che tratti distintivi identitari contribuiscono a comporre “tavola degli elementi” , caratteri di peculiarità tratteggiati e profilati per avere un’utilità , cioè affinità per sinergizzare compatibilità che vanno a minimizzare gli sforzi ed a massimizzare i rendimenti ; tanto per buttarla a intenderci come una sorta di quadro astrale , una consanguineità , idem sentire. Non dobbiamo , cantando “Padania bella e libera “ , andare in contro alla carneficina garantita ! Se provate a dire “fuori dai coglioni “ e non succede niente significa che son spariti gli attributi , non la terra . Abbiamo nel frattempo scoperto , come in medicina od in astronomia , l’esistenza e la stratificazione di livelli , e patiamo storditi la mutazione di diverse gradualità di pericolo emergenze continue come fuochi fatui . E siccome ci hanno resi fatui l’unico luogo del rifugio è nella fuga dalla libertà della disperata solitudine senza dignità e senza voce in capitolo , senza orgoglio e senza PATRIA . Lasciateci ai nostri altari , alle nostre chiese , alle nostre messe “ , PAPA RONCALLI a coloro che lo volevano invischiare nella “politica” ( impari Bergoglio che è più giovane , impari !) . Non ci interessa nulla del diritto perché tale esercizio è aleatorietà , volatile come fumi alcolici , come le elezioni democratiche , i patti ed i contratti in stile referendario alla Maroni ,( sic. vedrete che sviluppo !!!!! ) come i confini di cartina politica della nostra cara terra negata e rubata , non più nostra perché non siamo più noi ! Vecchi vinti rassegnati , anziani , decadenza vendesi , ipotecante medesimo destino ai potenziali nascituri che saggiamente si “ostinano” a diminuir di numero , sicuri dell’inutilità di provare a venire al mondo . Giovani “nel mezzo del cammin” frustrati ad emigrare per lavoro ,come i pensionati per una dignità di fine vita. Emigranti da conio bislacco dell’integrazione , l’innesto genetico tra un serpente boa ed un lama , modello nefasto di polarizzazione , dello scontro e dell’abuso , ove si instaura costituzione di comodo e d’inganno pro domo sua , monito “guai ai vinti” sotto forche caudine della violenza , forzatura , dolo , equivoco , mistificazione , costrizione e legge di quella cultura che impone a mali estremi estremi rimedi , galere di totalitarismo polizie , sorveglianti , armi . Perché i territori non sono patrie di compatibilità ma luoghi pericolosi , invivibili , foreste di agguati , dove latenza di morte aleggia ovunque ?

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