QUALCHE SUGGERIMENTO PER LA RIFONDAZIONE DELLA LEGA

di CLAUDIO FRANCO

Se la Lega Nord vuole diventare il Sindacato della Padania (e non il SIN.PA.), a mio parere, deve necessariamente compiere alcune azioni.

In primis, dovrebbe eliminare le sue sezioni al di fuori della Padania storica, cioè quelle in Toscana ( salvo quelle del Carrarese), in Umbria, nel centro-sud Marchigiano e nel resto d’Italia, mantenendo però quelle nel Nord Italia geografico (Valleè d’Aoste, Südtirol, Friuli, Occitania, ecc.). In questo modo si potrebbe già delineare con facilità e in modo stabile la corrispondenza tra l’istanza identitaria del Movimento e il territorio che esso intende rappresentare (si potrebbero mantenere contatti con le poche enclave di cultura padana: in Sardegna, in Istria, ecc..).

In Padania, a questo punto ci saranno la Lega Nord, con la funzione di raccogliere i consensi più “generalisti”, e tanti movimenti e partiti minori, maggiormente legati dalla propria missione politica a territori circoscritti (ad esempio i venetisti, gli insubri, ecc..). E’ fuori discussione il confronto e il contrasto tra queste realtà sulle particolari azioni politiche, così come deve essere fuori discussione la convergenza sul progetto finale, l’indipendenza padana. Proprio su questo punto si deve fondare il Blocco Padano, un’alleanza elettorale che si presenti ai suffragi locali e faccia incetta di tutti i voti indipendentisti e autonomisti.

Il Blocco Padano si presenterebbe compatto alle Regionali e alle Provinciali, mentre, almeno per la LN, alle Comunali, forse sarebbero auspicabili alleanze con le liste civiche. La strategia politica nei dettagli si vedrà in futuro, ora conta poco.

Per rinforzare la LN e il Blocco è necessario anche riprendere i contatti con l’associazionismo culturale padanista (come Terra Insubre). La lotta politica identitaria non può, infatti, non fondarsi su solide basi culturali. Allora si dovranno favorire ricerche, dibattiti, pubblicazioni, molto più di quanto si fa ora; si dovranno inondare sezioni, circoli, biblioteche e librerie di pamphlet e libri di cultura padana, dei quali si avverte con intensità l’assenza. In questo modo l’azione politica potrà essere affiancata, consapevolmente, dalla cultura. E non solo la cultura padana sarà essenziale recuperare, ma anche le pubblicazioni di taglio politologico, sociologico, ecc(da Miglio alla Fondazione Agnelli, passando per molti altri autori).

E riguardo Roma? Molti dei partiti minori di cui sopra, per propria volontà o impossibilità fisica, non eleggono Parlamentari. Qui è la Lega a dover prendere l’iniziativa. In quanto partito “generalista” padano, può presentarsi alle elezioni politiche, da sola, non in alleanza con altri partiti italiani. A Roma, la Lega sosterrà, assolutamente libera, solo quelle proposte che portino un evidente beneficio alla Padania, opponendosi a tutte le altre e svolgendo quindi un ruolo di ricatto contro le forze politiche italiane, di ago della bilancia, di parte all’interno di una contrattazione estenuante per gli altri.

La linea politica nei particolari deve essere scelta, ovviamente dai responsabili locali. Secondo il mio parere, questa, a livello generale, può essere un buon modo per ottenere voti e risultati concreti, passando per una coerenza intellettuale invidiabile.

Ultimo appunto: visti gli ultimi avvenimenti si potrebbe scrivere una Carta Etica su cui tutti gli eletti (della Lega e del Blocco) giurino, oltre che favorire il massimo ricambio dirigenziale all’interno dei partiti, nella maniera che i posti di potere non siano occupati per troppo tempo dalle stesse persone.

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One Comment

  1. Sante says:

    tempo sprecato come “lavare la testa ai muli”.
    la Lega Nord deve essere anniKilita nel modo
    +agonizzante e +veloce posssibile.
    SerenissimiSaluti

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