PUÒ L’ONU RICONOSCERE UN NUOVO STATO?

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di ENZO TRENTIN –  L’indipendentismo è il fenomeno politico caratterizzato dal rivendicare l’indipendenza di un territorio dalla sovranità di uno Stato; spesso si usa anche il termine separatismo o secessionismo.

Un fenomeno pur analogo ma da ritenere distinto, in quanto meno radicale negli scopi e in genere fondato su considerazioni di diversa natura, è l’autonomismo, che si prefigge come scopo l’ottenimento di maggiori poteri nell’amministrazione di una località che rimane comunque sottoposta alla sovranità dello Stato.

È da notare che i fenomeni di indipendentismo spesso si basano sulla rivendicazione del principio di autodeterminazione dei popoli, così com’è riconosciuto nel diritto internazionale, e fondano la legittimità di tali rivendicazioni sulla storicità di una passata indipendenza del territorio o su una specificità culturale del popolo che lo abita.

Il riconoscimento di un nuovo Stato o Governo è un atto che solamente altri Stati o Governi possono concedere o negare. L’Organizzazione delle Nazioni Unite non ha il potere di compiere tale riconoscimento, non essendo né uno Stato né un Governo.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite può ammettere un nuovo Stato tra i propri membri, o accettare le credenziali fornite dai rappresentanti di un nuovo Governo. L’Articolo 4, Paragrafo 1 della Carta delle Nazioni Unite stabilisce infatti che “possono diventare Membri delle Nazioni Unite tutti gli altri Stati amanti della pace che accettino gli obblighi del presente Statuto e che, a giudizio dell’Organizzazione, siano capaci di adempiere tali obblighi e disposti a farlo”. La complessa procedura per l’ammissione è qui: [http://www.unric.org/it/attualita/15440]

Inutili, impropri o non pertinenti sembrano i ricorsi alla Corte Internazionale di Giustizia

[http://www.unric.org/html/italian/onuinbreve/onubreve5.html ] da alcuni indipendentisti ventilati. Conosciuta anche come la Corte Mondiale, è il principale organo giudiziario delle Nazioni Unite. Composta da 15 giudici eletti dall’Assemblea Generale e dal Consiglio di Sicurezza, che votano in maniera separata e simultanea. La Corte delibera sulle controversie fra Stati, basandosi sulla partecipazione volontaria degli Stati interessati. Nel caso in cui uno Stato accetti di partecipare ad un procedimento, esso è tenuto a conformarsi alla decisione della Corte. La Corte fornisce inoltre pareri e consulenze alle Nazioni Unite e alle sue agenzie specializzate. Quindi, riassumendo, solo gli Stati possono ricorrere a questa Corte, e solo quelli che accettino di partecipare alle sue deliberazioni assumono degli oneri conseguenti.

C’è poi la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo [http://www.duitbase.it/ ] che è un organismo internazionale istituito nel 1959 in seno al Consiglio d’Europa. Lo scopo della Corte è di garantire l’effettività e l’efficacia della tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali negli Stati facenti parte del Consiglio d’Europa. Tuttavia l’Art. 20 afferma che la Corte si compone di un numero di giudici pari a quello delle Alte Parti contraenti. Ovvero gli indipendentisti che si sono rivolti a questo organismo si trovati di fronte un giudice dello Stato da cui vogliono secedere, mettendo quanto meno in discussione in giudizio di terzietà.

L’Art. 32 afferma che la competenza della Corte si estende a tutte le questioni concernenti l’interpretazione e l’applicazione della Convenzione e dei suoi Protocolli, e tra questi non vi è l’autodeterminazione, e in caso di contestazione sulla competenza della Corte, è la Corte stessa che decide.

Esiste anche la Commissione di diritto internazionale [http://legal.un.org/ilc/ ] che è stata istituita dall’Assemblea Generale dell’ONU, nel 1947, per intraprendere su mandato dell’Assemblea, ai sensi dell’articolo 13 (1) (a), della Carta delle Nazioni Unite l’avvio di studi e fare raccomandazioni allo scopo di …incoraggiare lo sviluppo progressivo del diritto internazionale e la sua codificazione”. Quindi ancora una volta ci si trova di fronte ad un soggetto non deliberativo e non risolutivo.

I casi del Jura svizzero e Québec canadese

Nel 1979 il Jura diventò il ventiseiesimo Cantone della Confederazione Svizzera per mezzo di un referendum.

L’ultimo movimento di protesta del Jura prese vita a seguito della vicenda di Moeckli nel 1947. Georges Moeckli era un politico del Jura, la cui nomina a uno dei ministeri fu bloccata dal Parlamento bernese esclusivamente perché la sua lingua materna era francese [si noti che a nessun veneto è mai stato precluso l’accesso al Parlamento nazionale o regionale. Sotto questo profilo quindi, i primi “nemici” di questa argomentazione sarebbero i cosiddetti “rappresentanti” sedicenti indipendentisti. Ndr]. I separatisti cambiarono allora le loro tattiche e i relativi argomenti. In futuro, si sarebbero impegnati a parlare dell’unità, non dell’intera regione del Jura, ma solo delle più bistrattate aree rinunciando all’idea che la geografia e una storia condivisa costituissero la base della loro identità, abbandonando anche le sottolineature di origine etnica e quelle sulla lingua francese.

In altri termini: i separatisti abbandonarono l’idea di “nazione” basata sulla lingua e sull’origine etnica e/o “Comunità naturale” che è in netto contrasto con l’idea della Svizzera nazione e comunità politica. La paura, espressa pubblicamente, era che il nazionalismo dei separatisti minasse l’idea della Svizzera quale nazione basata non su un’etnia o una lingua comune, ma sulla volontà degli svizzeri di unire nonostante le differenze (“Willensnation Schweiz“). I separatisti, d’altro canto, cercarono sostegno alla loro visione sia in patria che all’estero, alla ricerca-scoperta di una “Europa des patries“.

Nel Québec la situazione era un po’ diversa. Nonostante il Basso Canada fosse più popolato dell’Alto Canada, il francese perdeva la sua ufficialità, e la rappresentanza politica del Upper Canada era uguale a quella del Bas Canada, mettendo i deputati Canadiens in proporzionale minoranza. Il sottosviluppo e l’esclusione economica dei Québécois francesi costituirono un problema fino al 1960, anno in cui iniziò la cosiddetta “Révolution tranquille“.

A questo punto furono varate alcune riforme, la nazionalizzazione della produzione di energia elettrica, la creazione di banche e aziende nazionali, la legge in favore dello statuto della lingua francese, in particolare il diritto di lavorare in francese riconosciuto dalla “Charte de la langue française” (1977). Ciò nonostante per ben due volte i cittadini della provincia furono chiamati ad esprimersi per referendum sull’indipendenza: una prima volta, il 20 maggio del 1980 la richiesta di “associazione sovrana” del Québec al Canada fu nettamente respinta (59,5% No – 40,5% Sì). Nuovamente, al referendum tenutosi il 30 ottobre 1995 il No all’indipendenza ha vinto con un esiguo margine dello 0,8% (50,4% dei voti totali), pari a circa 45.000 voti.

La Corte Suprema Canadese, valutando le rivendicazioni di indipendenza del Québec rispetto al Canada ha poi definito attentamente i limiti di tale principio: di esso sono autorizzati ad avvalersi Ex colonie, popoli soggetti a dominio militare straniero e gruppi sociali cui le autorità nazionali rifiutino un effettivo diritto allo sviluppo politico, economico, sociale e culturale. (Sentenza 385/1996).

Alla luce di tutto ciò ci sembra di poter finire come segue: non «Ci sarà un giudice a Berlino?» (è una battuta teatrale presa da un’opera di Bertold Brecht in cui si narrano le vicende di un povero ma tenace mugnaio che si batte contro un imperatore per via di un torto subito). Ovvero, non c’è un Ente internazionale cui appellarsi, e le cui eventuali deliberazioni favorevoli all’indipendenza sarebbero accettate dallo Stato da cui ci si vuole separare. Nella prassi, si è in ogni caso escluso di assegnare al principio di autodeterminazione effetti retroattivi tali da consentire di rimettere in discussione situazioni territoriali definite a seguito dei più importanti eventi bellici del secolo scorso, poiché metterebbero in discussione la certezza dei confini nazionali, il dovere di sudditanza dei popoli e la stabilità politica degli stati.

Ciò nonostante, ora ci troviamo alla presenza di un’importante conquista di civiltà giuridica: l’autodeterminazione dei popoli da “principio” di politica diventa un “diritto fondamentale” espressamente riconosciuti dalla legge universale (scritta) dei diritti umani. Tuttavia un diritto non è efficace di per sé, ma solo attraverso l’obbligo corrispondente; l’adempimento effettivo di un diritto non viene da chi lo possiede, bensì dagli altri uomini che si riconoscono, nei suoi confronti, obbligati a qualcosa.

La conquista, quindi, è incompleta, poiché abbiamo, sì, il riconoscimento del diritto, la definizione del contenuto dell’autodeterminazione nella sua duplice accezione esterna e interna e il correlato obbligo giuridico degli Stati di rispettare il diritto, ma non c’è (ancora) la definizione del soggetto titolare del diritto, il popolo, e manca l’indicazione delle procedure e dei mezzi di garanzia del diritto. In altre parole, oggi sappiamo, con la certezza della norma scritta, cos’è autodeterminazione dei popoli, ma non sappiamo, con altrettanta certezza giuridica letterale, quali caratteri deve avere la comunità umana che la rivendica e non abbiamo quegli strumenti di garanzia internazionale che, per quanto insufficienti, esistono per i diritti umani individuali.

Il dibattito resta aperto. La questione fondamentale sembra essere il fatto che non ci troviamo di fronte ad un problema “giuridico”, bensì al cospetto di un problema “politico” (da risolvere). Forse la chiave di lettura è tutta qui: l’autodeterminazione è questione di punti di vista. E molto dipenderà dalle esperienze scozzesi e catalane. In ogni caso gli indipendentisti dovrebbero dotarsi di un progetto di assetto istituzionale e giuridico, con il quale prima presentarsi all’elettorato di riferimento per riceverne il necessario consenso, e poi alla più vasta platea degli Stati affinché appoggino la secessione del popolo-territorio in sede internazionale.

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12 Commenti

  1. Pippovic says:

    Mi premeva dire anche che, l’articolo in sè lasciava intendere che la via, se non l’unica, era quella “partitica” e del voto “democratico”. Beh, in questo mi trovo a dissentire.
    Nel recente processo di Brescia, dove si sono svolti i preliminari del processo denominato “TANKO”, per gli arrestati del 2 Aprile del 2014, dove sono state coinvolte più di 50 persone con l’accusa di far parte di una famigerata associazione sovversiva, in TUTTA la penisola, denominata “L’Alleanza” (?), ben 6 (sei) di questi accusati, appartenenti al Comitato di Liberazione Nazionale Veneto (CLNV), hanno presentato RICUSAZIONE del Tribunale, non solo quello bresciano, ma hanno presentato istanza formale al giudice per “DIFETTO ASSOLUTO DI GIURISDIZIONE DELLO STATO ITALIANO PER MATERIA E TERRITORIO”!!!!
    Non hanno ricusato il Tribunale di Brescia per competenza territoriale, come fatto da qualcuno, e non lo hanno fatto per altri motivi atti a sminuire l’accusa e confidare nella “clemenza” della stessa. NO! Forse per la prima volta un tribunale dovrà decidere se le sue stesse leggi e quelle internazionali valgono solo e sempre per altri e mai per loro stessi. Nell’una e nell’altra condizione, lo Stato italiano sarà sempre in fallo.
    Saluto ancora Serenissimamente

    • caterina says:

      A leggerLa il commento che viene naturale e’: quante ragioni per essere finalmente liberi, cioe’ fuori da questo stato fasullo e despota che si chiama Italia!!

  2. Pippovic says:

    Tutto ok. Articolo interessante, nel complesso. Per quanto sciorinare i dogmi del Diritto Internazionale, che ammette in tutte le sue Leggi e risoluzioni varie il Diritto all’autodeterminazione dei Popoli e poi concludere che tutto passa dal voto “democratico”…. Beh, abbiamo visto come funziona in Catalogna. Maggioranza per l’Indipendenza, ma il Governo centrale la nega. Come altrettanto farebbe lo Stato Itagliano.
    Ricordo comunque che, lo stesso Diritto Internazionale, contempla anche altre strade: violente o meno lo devono decidere i Popoli. Si tratta delle varie Convenzioni di Ginevra e relativi Protocolli aggiuntivi, che si assommano ai precetti del Diritto Internazionale. Questi contemplano anche la formazione di Comitati, Movimenti, Fronti od Organizzazioni di liberazione nazionale. In questi casi, il voto in sè non è necessario. E’ necessario ottenere il controllo del territorio tramite la massa critica (in Catalogna già c’è, se vogliono) o la massa economica (più facile per i territori Veneti, ad esempio, e già anche questa presente in Catalogna). Nel “durante” ed in attesa del raggiungimento della massa critica od economica, si applicano TUTTE le disposizioni del Diritto Internazionale, a convenienza del Popolo che fa questo percorso, che si chiama DECOLONIZZAZIONE! Logicamente in questo ambito, il Diritto richiede almeno uno di certi requisiti. Per primo il diritto Storico. Ed i Territori Storici Veneti lo possono reclamare, Essere sotto dominazione coloniale, e questo, ad oggi, lo possono richiedere tutti gli Stati Italici pre-unitari. Quindi di essere sotto regime razzista e per ultimo sotto occupazione militare. Anche se personalmente avrei convinzione di reclamare anche il razzismo nei miei confronti, il più facile da provare è la occupazione militare! Nella famosa legge 212/2010 che, fra le migliaia di leggi ha abrogato anche l’annessione dei Territori Veneti (nella legge chiamati Le Venezie o le Provincie Venete), che è molto di più di quello che hanno circoscritto nell’ente amministrativo denominato Regione del Veneto, con le seguenti e specifiche abrogazioni di: • 2799 – REGIO DECRETO – 3300 – 04/11/1866
    COL QUALE LE PROVINCIE DELLA VENEZIA E QUELLE DI MANTOVA FANNO PARTE
    INTEGRANTE DEL REGNO D’ITALIA
    • 3260 – LEGGE – 3841 – 18/07/1867
    COLLA QUALE E’ DATA FORZA DI LEGGE AL REGIO DECRETO 4 NOVEMBRE 1866,
    COL QUALE FU DICHIARATO CHE LE PROVINCIE DELLA VENEZIA E QUELLA DI
    MANTOVA FANNO PARTE INTEGRANTE DE REGNO D’ITALIA.
    Orbene, leggendo fra le leggi abrogate sono risultate emesse dall’allora Regno d’Itaglia, anche decreti di invio dei Commissari del Regno nelle Provincie Venete ex austriache a partire dal 18 Luglio 1866!!!! Ci sono documentazioni che asseriscono che detti commissari, a quella data, già erano in queste terre! Di lì a poco i decreti riguardano via via l’invio di truppe da insediare in caserme, di istituire i tribunali italiani, le agenzie di riscossione italiane, le poste italiane, etc. etc. Tutto ciò ben prima del Plebiscito del 21/22 Ottobre ed anche prima del 19/10/1866 quando si firmò la cessione in una camera dell’Hotel Europa a Venezia. A chi vuole posso fornire tutta la ricerca effettuata da topo di biblioteca, fatta sulle leggi abrogate, le quali comprovano l’effettivo occupazione militare e giuridica,MOLTO PRIMA di “ottemperare” alla clausola di annessione tramite e solo “con il consenso delle popolazioni debitamente consultate”.
    Lascio, a chi vorrà ed avrà la volontà o la fede, di trarne le debite conclusioni.
    Serenissimi saluti.

  3. Castagno 12 says:

    L’invio dei commenti mi costa fatica e parecchio tempo. Non è semplice la ricerca dei problemi che contano e che i media ci tengono nascosti.
    E tutto questo mio lavoro OVVIAMENTE, è gratuito.
    Inoltre il contenuto dei miei scritti non lascia dubbi: dato l’ambientino nel quale viviamo, NESSUNO MI SPONSORIZZA..
    Faccio anche un bel servizio al blog di Bernardelli che, in coppia con Arrighini, elenca solo le malefatte della concorrenza politica.
    In compenso Bernardelli ha avuto un colpo di “genio”: MILANO capitale (quindi italia unita). ANDIAMO BENE !
    L’altro giorno, l’eliminazione del mio scritto riguardante il problema Kalergi, mi ha proprio irritato: tanto lavoro buttato al vento.
    E avevo segnalato uno scritto riportato da Internet e un articolo di Maurizio Blondet: NIENTE SEGRETI.
    Ho capito che del Progetto Kalergi e di tutto ciò che ne è derivato, non si può parlare.

  4. Castagno 12 says:

    A GIANCARLO.
    Lei si ostina ad elaborare previsioni in funzione di ciò che desidera e spera, e continua ad ignorare la realtà.
    Certe situazioni le conosce perchè ha replicato direttamente e indirettamente a miei commenti che le fornivano. Quindi Lei doveva solo collegare un paio di situazioni, niente di più: L’INDIPENDENZA, LA SOVRANITA’ E IL POSSESSO DI UNA BANCA CENTRALE DI STATO. Tutto qui.
    Invece Lei ha scritto, con convinzione, che una Commissione USA si sta occupando del problema “AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI” e che poi l’ONU recepirà le direttive che verranno fornite. Intanto ha così confermato che l’italia è un Paese agli odini, per lei decidono gli altri. Infatti, Prodi e d’Alema che hanno firmato il TRATTATO DI LISBONA (sottomissione all’Ue) hanno fatto sì che la Costituzione italiana avesse poi solo il valore di un documento storico. Stop.
    In sintesi.
    1) Obama, portavoce di tutto l’Allestimento che ruota intorno alla Federal Reserve – Banca Centrale PRIVATA degli USA – ha dichiarato che l’America non riconosce l’appartenenza della Crimea alla Russia.
    C’è stato un referendum, giudicato regolare anche dai funzionari USA presenti all’evento
    Ma per Obama, la democratica scelta popolare NON HA VALORE. Un “bel” precedente per il Veneto
    2) Lo Stato americano, privo della Banca Centrale che è in mano a PRIVATI, non tollera i Paesi che la possiedono: vedi ciò che è accaduto ALLA LIBIA e ALLA SIRIA il cui Stato POSSEDEVA LA BANCA CENTRALE.
    3) Una ENTITA’ TERRITORIALE non può autodeterminarsi, non può essere indipendente, nè libera, nè Sovrana, se non possiede e non gestisce la sua Banca Centrale, se non ha la facoltà di emettere la sua moneta. Vedi la situazione dell’italia sottomessa.
    4) Lei, prevede e spera che – in tempi lunghi – il Veneto riceva dagli USA o dall’ONU il riconoscimento dell’autodeterminazione. Dato il contesto nel quale viviamo e le imposizioni degli USA che si ritengono autorizzati a determinare le sorti dei Paesi a loro sottomessi, COSA LE FA PENSARE CHE POSSANO CONCEDERE E TOLLERARE UNA BANCA CENTRALE DI PROPRIETA’ DELLA REGIONE VENETO ?
    E IL VENETO SENZA BANCA DI PROPRIETA’ DEL POPOLO E’ QUELLO ATTUALE.
    Dovreste rivedere le vostre strategie perchè attualmente siete solo in attesa DI GIGANTESCHE BUFALE.
    Promesse FASULLE per guadagnare tempo. E L’INVASIONE PROSEGUE INARRESTABILE.

  5. Castagno 12 says:

    Per GIANCARLO.
    Anche ignorando le informazioni che I MEDIA CI NEGANO, con tutte le notizie che circolano, con tutto quello che si conosce sull’operato degli USA – che il Generale Clark ha indicato quali creatori e finanziatori dell’Isis – NON RIESCO A CAPIRE COME SI POSSA SPERARE ARRIVI QUALCOSA DI BUONO, QUALCHE RICONOSCIMENTO da parte dello Zio Sam.
    Le promesse da lui elargite sono delle BUFALE refilate AGLI SPROVVEDUTI (termine inadeguato).
    Sottoscrivo la battura dell’altra sera del giornalista Pietrangelo Buttafuoco: “PEGGIO DI DONALD TRUMP C’E’ SOLO LA CLINTON”.
    Non vi riesce proprio di suggerire qualcosa di utile da fare per togliere il terreno sotto ai piedi degli IMPRESENTABILI ?

  6. Castagno 12 says:

    CATERINA, manifesti una ostinazione patologica e fissazioni ingiustificate.
    I fatti confermano il contrario di ciò che tu sostieni.
    – “Parlano di diritti” che poi NON VENGONO RICONOSCIUTI. Se ti risulta il contrario, facci sapere.
    – La Costituzione dell’Europa è stata imposta dal Governo Mondiale, A BENEFICIO DEI GRULLI.
    – Le persone disinformate e che RIFIUTANO le informazioni VERE e INCONTESTABILI – che impongono una doverosa reazione – non fanno niente di utile: votano in funzione di quello che non sanno e Il loro voto PROCURA DISASTRI. perchè non è un voto democratico.
    L’assenza di informazioni ANNULLA LA DEMOCRAZIA.. Concetto chiaro ? Gli indolenti poi firmano petizioni e STOP..
    – Il MONDIALISMO e la GLOBALIZZAZIONE sono DUE SCIAGURE.
    Il popolo che vota, che legittima i maggiordomi di queste due NEFASTE ISTITUZIONI non ha conquistato proprio niente. HA SOLO FIRMATO LA SUA CONDANNA.
    IL POPOLO IGNORANTE, NON DIVENTERA’ MAI SOVRANO !
    – E tu straparli di CONQUISTA DELLA MODERNITA’ ?
    Almeno porta a casa uno straccio di risultato, prima di parlare.
    – Con le “conquiste” della Modernità, il popolo italiano si è portato a casa l’INVASIONE – L’AUMENTO, senza fine, DEL DEBITO PUBBLICO – I FALLIMENTI DI MOLTE IMPRESE – LE SVENDITE DI MARCHI ITALIANI – I SUICIDI DI PERSONE IN DIFFICOLTA’ – LA GUERRA IN ATTO (non dichiarata) – IL PEGGIORAMENTO DELLA SALUTE DI TUTTI – NUOVE POTOLOGIE D’IMPORTAZIONE, e avanti così.
    – CATERINA, continua a credere e a sperare in ciò che ti pare, ma per favore, RISPARMIACI LE TUE “VERITA'” sostenute DA SOGNI INFANTILI. Grazie.

    • caterina says:

      ostinazione patologica?…forse uguale alla SUA…che cerca di imporre ricorrendo ad un abbondante uso di maiuscole… il che è di per sè significativo!.

      • Castagno 12 says:

        1) Io non impongo PROPRIO NIENTE. Fornisco delle inforrmazioni indicando anche le fonti per facilitare eventuali verifiche. Spesso inutili perchè POI I FATTI CONFERMANO.
        2) Con le tue repliche, indichi chiaramente che NON HAI LA POSSIBILITA’ di contestare neppure una informazione da me data. L’uso delle maiuscole NON SIGNIFICA SCRIVERE MENZOGNE.
        3) Comunque faccio ricorso all’uso delle maiuscole perchè non tutti riescono a fissare facilmente ciò che leggono.
        Dato fornito da un Istituto Ufficiale di Statistica, italiano: ” SOLO IL 48% DEI LETTORI ITALIANI CAPISCE UN TESTO DI MEDIA DIFFICOLTA’ ” ( vedi libro di Marco Della Luna – ora non ho il tempo di ricuperare la pagina).
        Se poi aggiungiamo la capacità di memorizzarne il contenuto, almeno per un tempo ragionevole, il 48% si riduce ad un valore INDECENTE.
        4) CATERINA, invece di occuparti delle mie maiuscole, NON TI RIESCE PROPRIO DI SEGNALARE AGLI INDIPENDENTISTI CIO’ CHE DOVREBBERO FARE CONCRETAMENTE PER DIFENDERSI ? Ammesso che abbiano voglia di reagire !
        NON CE LA FAI AD INFORMATI A DOVERE PER CAPIRE CHE LORSIGNORI / UE & ASSOCIATI SI STANNO PRENDENDO GIOCO DI TUTTI VOI ?

  7. giancarlo says:

    Molto interessante ed esauriente questo articolo di Enzo Trentin cui vanno i miei complimenti.
    Infatti, dopo oltre 20 anni di indipendentista transfugo da un movimento ad un altro, man mano che come attivista mi rendevo con l’andar del tempo della loro sterilità.
    E’ chiaro che il tempo sull’ottenimento dell’autodeterminazione di un Popolo o di vari Popoli aventi diritto a tale riconoscimento sta arrivando a maturazione, ma oggi non è ancora possibile avere un quadro completo, esauriente, ma soprattutto fattibile e praticabile.
    Quindi, mi pare di capire che i movimenti indipendentisti Veneti possono solo vivacchiare di speranze per cui un giorno ci saranno regole chiare e precise da seguire per poter procedere ed ottenere il riconoscimento giuridico, internazionale, ma soprattutto politico della propria autodeterminazione e quindi diventare stato indipendente e sovrano.
    PLEBISCITO.EU – INDIPENDENZA VENETA – e chi più né ha più né metta possono solo sussistere al fine di poter agire a tempo debito per avviare le carte per quanto sopra detto.
    Certo che più si approfondisce l’argomento ” INDIPENDENZA DEL VENETO ” e più si rimane sconcertati e ora capisco perché le autorità italiane pur monitorandoci, nello stesso tempo ci ignorano come fanno anche molti giornali e tv italiane.
    Che dire ? dobbiamo essere più consapevoli che la strada per l’indipendenza è ancora ” lunga” ma posso dare una buona notizia. Gli U.S.A. con una loro apposita commissione stanno prendendo in considerazione un approccio più pragmatico e concreto sull’autodeterminazione dei Popoli e quindi sarà solo questione di tempo che anche l’O.N.U. recepirà le nuove decisioni degli U.S.A in proposito e finalmente avremo una prassi utile da seguire per procedere in questo campo oggi ancora minato dall’ipocrisia e aggiungo io dalla cialtronerià politici di molti paesi che sono sempre pronti a firmare convenzioni, patti, atti, e carte ma poi lasciare in sospeso come attuare tutte le norme in esse contenute e ciò a danno di Popoli che solo per aver perso una guerra o essere stati conquistati con la guerra sono stati lasciati abbandonati a sé stessi e quindi a dover soccombere nei propri diritti naturali sotto altri paesi conquistatori.
    In pratica ancora oggi si riconosce il diritto di questi ultimi a possedere territori e Popoli solo perché conquistati con la guerra e ciò se ci si pensa bene suona molto male, molto di prepotenza ,sopruso, soverchieria etc… Nel caso del Veneto ,come aggravante, abbiamo un plebiscito truffa che suggerisco ai Veneti distratti sul piano della storia,di andarsi a leggere il libro di ETTORE BEGGIATO.
    Grazie Trentin mi hai chiarito qualcosa che mi sarà utile !!!
    W SAN MARCO SEMPRE

  8. caterina says:

    Certamente gli storici sono abituati a considerare che il diritto della forza è l’unico che conta a determinare confini e stati… appunto sono gli storici, perché di fatto fino a qualche decennio fa è sempre stato così…
    ma allora perché mai si parla di diritti riconosciuti e confermati in atti moderni così importanti come costituzione dell’Europa e ONU?
    L’epoca moderna si caratterizza appunto per il diritto delle persone di esprimersi mediante il voto, per il quale si prevedono anche organi che garantiscano la libertà di espressione..
    E’ questa la grande conquista della modernità che diventerà sempre più chiara col passar del tempo, anche se chissà per quanto ci saranno in giro guerre, che sono provocate perché, laddove il diritto non vale, vale la forza delle armi… e nel mondo occidentale dovremmo averlo capito e volerlo scongiurare per sempre!
    E’ su questi presupposti che il Popolo Veneto ha votato nella primavera 2014 per la propria indipendenza… come altri prima di lui e altri seguiranno.
    Un giorno anche gli storici ne prenderanno atto.

  9. Castagno 12 says:

    Le esigenze dei Mondialisti non coincidono con i diritti degli Indipendentisti.
    Per poter sperare, Gli Indipendentisti DOVREBBERO SMETTERE DI SOSTENERE, AIUTARE E FINANZIARE IL SISTEMA CHE LI MANTIENE OPPRESSI E DIPENDENTI.
    FACENDO CHE COSA ? Ho già ripetutamente indicato. Se fino ad ora non hanno capito e non ricordano il contenuto dei miei scritti, si rivolgano alle Dirigenze dei vari MOVIMENTI e domandino istruzioni.
    Ammesso che gli Indipendentisti abbiano la volontà DI FARE qualcosa di utile a loro difesa.
    Per il momento aspettano, COSI’ CONTINUERANNO AD ASPETTARE !

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