Puigdemont: sospendere dichiarazione Indipendenza, avviare il dialogo. Questione catalana è questione europea

Catalani“Proponiamo che il Parlamento sospenda gli effetti della dichiarazione di indipendenza per avviare il dialogo, senza il quale non sara’ possibile giungere a una soluzione concordata, perche’ in questo momento cio’ e’ utile per ridurre le tensioni”. Lo ha affermato il presidente della Generalitat catalana, Carles Puigdemont. “Dobbiamo dare il via a un periodo per intrattenere un dialogo con il governo spagnolo, con responsabilita’ e rispetto”, ha aggiunto.

“In tutti i formati possibili e’ stato chiesto un dialogo per un referendum come in Scozia nel 2014. La risposta e’ stato un no combinato con la persecuzione della polizia, dei giudici e delle autorita’ spagnole contro la Catalogna, ricordando tra le altre la detenzione di 17 cariche pubbliche catalane”.

“Faccio appello alla responsabilità di tutti”, “se nei prossimi giorni il mondo agirà con responsabilità, il conflitto si potrà risolvere in modo calmo e rispettando la volontà dei cittadini.  “Chiedo al governo spagnolo di ascoltarci, non noi se non vuole, ma i milioni di cittadini in Spagna che chiedono di rinunciare alla repressione”, e “all’Ue di appellarsi ai valori fondamentali dell’Unione”.

La CATALOGNA ha avuto il diritto a essere stato indipendente e a essere ascoltato. Vogliamo essere ascoltati e il nostro sì all’indipendenza ha vinto per maggioranza. Siamo riusciti ad arrivare al nostro obiettivo e come presidente mi assumo il mandato del popolo affinché la CATALOGNAdiventi uno stato indipendente in forma diretta”.

“Il governo della Catalogna sta facendo un gesto di responsabilita’ e generosita’: se nei prossimi giorni tutto il mondo agira’ con la stessa responsabilita’, tutto si potra’ svolgere con calma e nel rispetto dei cittadini”.

“Non siamo delinquenti, non siamo pazzi, non siamo golpisti, siamo gente normale che chiede di poter votare e che è stata disposta a mantenere il dialogo nella maniera più ampia possibile”. Il governo autonomo catalano prende tempo e invita Madrid al “dialogo”: avviera’ una fase costituente per l’avvio del processo di indipendenza.  “Le urne hanno detto si’ all’indipendenza e questo e’ il cammino che percorreremo”, ha detto, dopo aver affermato: “Ci siamo guadagnati il diritto a essere indipendenti”. Il governo celebrera’ dunque una sessione ordinaria per la proclamazione dell’indipendenza e avviare un processo costituente.

“Sono anni che il popolo catalano reclama la propria libertà. Non siamo riusciti a trovare interlocutori nel passato e nemmeno oggi”.

“Speravamo che re Felipe potesse fare da mediatore, visto che nessuna istituzione centrale si apre al dialogo con la Catalogna. Ma con il suo discorso della scorsa settimana ha dimostrato che questa ipotesi e’ persa”.

“Si è creato un consenso amplissimo e trasversale sul fatto che il futuro (…) dovessero deciderlo i catalani con un referendum”, “milioni di cittadini sono arrivati alla conclusione che l’unica soluzione” fosse “che la Catalogna potesse diventare uno Stato, e il risultato delle ultime elezioni al Parlamento catalano è stato la dimostrazione”.

Dalla fine del regime di Franco, laCATALOGNA “è stata non solo motore economico della Spagna ma fattore di stabilità del paese”. “Con gli anni, però il sistema ha smesso di svilupparsi nel cammino voluto dalla CATALOGNA” . Ed e’ stata umiliata quando ha tentato di modificare il suo statuto “nel rispetto della Costituzione”. Il testo di modifica dello statuto è stato “tagliato” e “modificato” per ben due volte, tanto da diventare “irriconoscibile”. Il risultato – ha ammonito – è stata “un’umiliazione”.

Il processo di autonomia della Catalogna ha “subito un’involuzione” nel quadro democratico spagnolo che anzi ha aperto ad una “ulteriore centralizzazione”. Da questo punto di vista, “gli ultimi anni sono stati i peggiori in 40 anni” di storia.

L’azione dello Stato è riuscita a mettere pressione sul popolo della Catalogna, sono molto consapevole che c’è gente preoccupata per ciò che sta succedendo e che può succedere”.

“Non intendo fare minacce o insultare ma ridurre la tensione”:”e’ evidente che quella della CATALOGNA non e’ una questione interna ma europea”.

“Viviamo un momento difficile, ma anche storico” e “tutti dobbiamo assumerci le nostre responsabilita’ e non alimentare le tensioni”. “Siamo parte di uno stesso popolo, e dobbiamo continuare ad essere tale, succeda quel che succeda”, ha aggiunto. “Ovviamente non saremo sempre d’accordo su tutto”, ha proseguito Puigdemont, “quella che andro’ a illustrare non e’ una mia decisione personale, ma il risultato del referendum dell’1 ottobre” e “l’orrore per le immagini di violenze alle urne rimane negli occhi tutti, le hanno viste in tutto il mondo” ma “piu’ di 2 milioni di persone sono uscite da casa e sono andate a votare, anche se non sappiamo quante non sono riuscite a votare”.

“Il momento e’ serio, ognuno deve assumersi la propria responsabilita’ ma dal mio discorso nessuno deve aspettarsi ne’ minacce ne’ ricatti”.  “L’unica maniera di andare avanti e’ quella della democrazia e della pace”, ha aggiunto. “Viviamo un momento eccezionale, questo non e’ un tema interno ma europeo. Abbiamo la necessita’ di far calare la tensione”.

 

 

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