La taranta di Vendola, più politici, meno scuola

di GIUSEPPE REGUZZONInichi_vendola_

C’era una volta, e c’era una volta anche la memoria. Oltre che la buona abitudine di leggere i giornali, informarsi, confrontare le idee. Detto questo, nella calura estiva riemergono letture un po’ speciali, un “ti ricordi…?”, quando ad esempio il cittadino si informava e scopriva che…. non tutte le regioni sono uguali. E’ sciocco dirlo? Per niente, perché poi bisogna essere anche capaci di argomentare la storia. Come questa, ad esempio.

In assenza di smentite, merita un qualche commento che vada al di là di una pur giustificata reazione di sdegnato moralismo. La regione Puglia ha problemi di bilancio, a dire il vero li ha sempre avuti. E si si tratta solo quelli della sanità, ovviamente, di cui si è già parlato e scritto molto, bensì quelli, ben più drammatici, che riguardano il reperimento dei fondi necessari per pagare a otto consiglieri regionali non rieletti la loro cospicua liquidazione.

Avete presente l’uomo con l’orecchino, poco leonardesco ma comunque socialpopolare?

Il nuovo che avanza, e per certi aspetti che avanzava, vale a dire il partito di Sinistra e Libertà, al governo con Nichi Vendola, uno che vantava di correre come premier del centro-sinistra-  ricordate? – aveva trovato di recente  la soluzione al problema del bilancio regionale. Si sa, liquidazioni e vitalizi aumentano mano a mano che si va a Sud e, quindi, sistemare otto consiglieri costa molto. In più, la Puglia di Nichi Vendola è davvero una regione da primato, visto che, stando a quel che scrive la Gazzetta del Mezzogiorno, è l’unica regione che assegna ai consiglieri uscenti un assegno che arriva al 90% dell’indennità, a cui si devono aggiungere un bonus di fine mandato, per una pensione mensile che può arrivare sino a 10.400 Euro lordi.

Diciamolo pure: una montagna di soldi, alla faccia del proletariato, settentrionale e meridionale … perché la povera gente, la gente semplice, non ha colore, non ha latitudine, a volte non può decidere il proprio futuro e destino perché, tanto, non sono le elezioni a fare la differenza…

I soldi, Vendola, per questa operazione li trova in un attimo: basta stornare due milioni e seicentomila euro già stanziati per l’acquisto dei libri scolastici e dirottarli su questo nuovo e più urgente capitolo di spesa. A onor del vero la notizia ha generato un certo fastidio persino a sinistra, se è vero che il sindaco di Bari, Michele Emiliano, esponente di punta del PD pugliese sulla sua “bacheca” on line aveva così commentato: «Voglio sapere se questa cosa è vera. Se così fosse ci sarebbe davvero da mandare tutti al diavolo. Spero di riuscire ad avere una risposta dall’assessore del mio partito. Non è sempre facile avere risposte, neanche per me».

Se la saranno vista tra di loro.

Però, non avevamo dubbi,  una risposta dalla Regione Puglia è arrivata e, secondo le migliori tradizioni del burocratese democristiano: guardate, è solo di un passaggio tecnico, in qualche modo concordato con il Ministero della Pubblica Istruzione, che provvederà a erogare direttamente quel contributo, mentre le somme per il diritto allo studio saranno comunque disponibili a partire del 2 gennaio. Ah, ecco, intanto gli ex consiglieri vennero “liquidati” subito con il loro bel regalo di Natale, gli studenti, invece, possono anche aspettare, magari su qualche tetto … Smentita o meno da parte della giunta Vendola, quel che conta è la lista delle priorità: prima la casta, poi la plebe. E pensare che in quell’inverno recente, Vendola, ricevuto in pompa magna a Varese dai suoi confratelli di sinistra, predicava moralità pubblica e primato della scuola e dell’istruzione, contro il “berlusconismo” e il “leghismo”.

Della contraddizione si era accorto persino il segretario generale della UIL, Aldo Pugliese, che non l’aveva presa affatto bene e commentava: «Al di là del tecnicismo burocratico e pecuniario, ciò che lascia esterrefatti è il pessimo esempio fornito dalla nostra classe dirigente». Siccome, però, non siamo all’oratorio, non basta davvero liquidare la faccenda con il pur corretto richiamo al “buon esempio”. Per dirla con tutta la tradizione del giustizialismo “de sinistra”, Nichi Vendola “non poteva non sapere”, o no?

E’ questa la vera anima della “nuova” sinistra? Quella vecchia, Togliatti & Company, una sua compassata serietà ce l’aveva, magari un po’ grigia e tetra, e molto poco gaia, ma pur sempre di serietà si trattava. Con questi signori si compie la definitiva trasformazione della tradizione comunista e operaista in partituccio radical-borghese. Mica per nulla Vendola e compagnetti hanno sostituito la rivoluzione proletaria con quella (omo)sessuale, passando dall’unità dei contadini, degli operai e degli studenti alla dittatura del “gay pride” e alla melassa politicamente corretta, in piena ubbidienza alle direttive dei poteri mondialisti. Sempre e comunque a tasche piene, e fussero almeno soldi loro! Ma Pantalone, come sempre, abita a Nord, visto che la Puglia davvero non risulta tra le regioni che versano allo stato più di quanto ricevano.

Nel frattempo, lo scettro è passato a Renzi. Stessi salotti, della nuova generazione industrial-operaia.

giuseppe.reguzzoni@gmail.com

 

 

 

 

 

 

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One Comment

  1. emma says:

    La Puglia è sempre meno vendoliana, avendo per fortuna compreso che alla dialettica non corrispondono azioni, ai proclami non seguono fatti, anzi seguono fatti in netto contrasto con i proclami. Vendola ha abbandonato da tempo i pugliesi e la Puglia, volano per ben più alti traguardi; ha ignorato i gravissimi problemi territoriali come la vicenda Ilva, intervenendo a danni già avvenuti e soltanto, per dirla in termini semplici, per non perdere la faccia. Pessimi, dunque, esemplare di politico e cittadini, con le sue fabbriche, con la sua ars oratoria, vero vaniloquio

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