Provocazione: ma il referendum Veneto lo si vuole davvero?

di GIANLUCA MARCHI

Qualche considerazione dopo la manifestazione di domenica a Bassano del Grappa promossa dal comitato “Il Veneto decida” a sostegno del referendum per l’indipendenza e  che ha riscosso un qualche successo mediatico anche grazie alla partecipazione del governatore del Veneto, Luca Zaia. Per mettere i puntini sulle i va detto che alcuni giornali locali hanno titolato più o meno così: “Gli indipendentisti con Zaia”. Ad essere precisi  il concetto andava ribaltato e cioè sarebbe stato più corretto dire: “Zaia con gli indipendentisti”. E questo perché, come sanno bene i lettori di questo giornale online, la battaglia per lo svolgimento del referendum in Veneto viene da lontano, più precisamente dalla celeberimma Risoluzione 44 dell’autunno 2012, portata all’attenzione del Consiglio regionale da una forza politica, Indipendenza Veneta, che nemmeno è rappresentata nel “parlamento” Veneto. Tutto ha avuto origine da lì, grazie alla caparbietà degli esponenti di IV, che poi sulla strada hanno trovato l’appoggio di altre forze, Lega compresa (ma non solo), e il sostegno del governatore Zaia, al quale i dirigenti indipendentisti hanno sempre detto di cedere volentieri il vessillo e il comando dell’operazione se solo avesse deciso di abbracciare definitivamente, e senza indugi, la battaglia per l’autodeterminazione.

Che Zaia, con il notevole prestigio e la vasta considerazione di cui gode fra i Veneti, abbia preso parte alla sfilata di Bassano è certamente fatto significativo. Così come sono importanti le parole che ha pronunciate, riferendosi al referendum come a un atto di legittima difesa dei Veneti nei confronti di Roma. Frasi impegnative, ma per il momento ancora parole, visto che il progetto di legge n. 342, quello che prevede l’indizione del referendum, da oltre due mesi giace impantanato nella commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale. E giova ricordare che il 27 settembre scorso, quando fu deciso il rinvio in commissione, fu lo stesso Zaia a impegnarsi a seguire in prima persona l’iter, per evitare che il pdl venisse chiuso in qualche cassetto. Bene, è venuto il momento che qualcosa si muova concretamente e che il governatore mantenga l’impegno assunto pubblicamente allora, altrimenti potrebbe finire per alimentarsi il sospetto di essere davanti solo al tentativo di captare la benevolenza dei Veneti indipendentisti, senza però mai arrivare a una.

Il referendum lo si vuole fare veramente oppure si traccheggia per trarne vantaggi di consenso nascondendosi dietro il paravento della presunta mancanza di una maggioranza a favore del pdl n.342 in Consiglio regionale? Questa è la domanda a cui si dovrebbe rispondere in maniera sincera da parte di tutte le parti in causa. E la questione tocca anche i vertici di Indipendenza Veneta, che pure, come detto, è stata il motore di tutto. Se mi è permesso un consiglio non richiesto, dico che i due presidenti, Alessio Morosin (onorario) e Luca Azzano Cantarutti (effettivo) dovrebbero sfuggire al sospetto, che circola sotterraneo ma nemmeno poi tanto, di agire pensando più alle prossime elezioni europee (2014) e regionali (2015) e meno al traguardo vero, cioè allo svolgimento del referendum. Personalmente non credo che le cose stiano così e tuttavia il fatto stesso che tale retropensiero si alimenti dovrebbe indurre i due presidenti a muoversi con maggiore determinazione. A meno che la strategia sia mutata e si guardi invece alla possibilità di far entrare una consistente (?) forza indipendentista nel futuro Consiglio regionale Veneto come unico strumento per superare l’attuale impasse. Se così fosse, però, meglio sarebbe dichiararlo pubblicamente.

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

22 Comments

  1. dani says:

    Da ligure un consiglio ai veneti: prendete il più possibile le distanze dai belleriani, a cominciare da Salvini, quando cercano di mettere le mani su questa iniziativa.

    Un po’ come hanno fatto i catalani quando Salvini e Bossi si erano messi la maglietta con la bandiera catalana per lucrare politicamente sulla Diada.

  2. Franco R. says:

    Scrivo come il primo sindaco che ha voluto fortemente e fatto votare l’ODG di richiesta alla Regione Veneto di indire il referendum indipendentista. Dopo Castellavazzo (BL) sono attualmente sono oltre 150 gli Enti locali, oltre un quarto dei comuni, che si sono espressi favorevolmente, da destra a sinistra; la rivoluzione parte dal basso. Dalle istituzioni. Sempre più strangolate da provvedimenti che portano alla fame le nostre comunità! Una rivoluzione pacifica che ha l’estremo bisogno di abbattere l’indifferenza che attanaglia tutti e che fa scoprire lamentele senza soluzioni. Chiunque conosca consiglieri comunali, assessori, sindaci chieda a loro, se non l’hanno già fatto, di portare in discussione e far votare il provvedimento. I tentennanti che siedono in Consiglio Regionale hanno bisogno di avere questo supporto, indispensabile per abbattere il muro dell’indifferenza dei mass media, delle istituzioni “romane”, di chi si trincera dietro ad ignoranza consolidata di carattere italiota.
    Il Governatore Veneto Zaia ha un’ occasione storica di essere il primo in Europa a dare voce al suo popolo. Non la sprechi aspettando la Catalunya come affermato a Bassano. Il treno del coraggio non passa spesso e non aspetta i ritardatari…
    Franco Roccon

  3. PierV says:

    Il Veneto vuole assolutamente essere fautore del proprio futuro. Basta essere bastonati da roma. VENETO INDIPENDENTE!

  4. Guido says:

    Non capisco perché il vostro quotidiano non si è mai occupato di Plebiscito2013.
    Noi Veneti abbiamo un’opportunità unica, dimostrare al mondo intero che vogliamo l’indipendenza. E voi correte ancora dietro a Morosin e Cantarutti padri-padroni di un movimento che è diventato un partito (ora mascherato).
    Il pdl 342 è sepolto. Per resuscitarlo occorre l’80% del consiglio regionale.
    Plebiscito2013, questo sì, è un vero comitato referendario apolitico e apartitico e ha un eccezionale progetto per far votare i Veneti.
    Cercate di occuparvene per favore.

  5. riccardo says:

    Ho visto solo bandiere di San Marco e nessuna della lega , pertanto anche mediaticamente è passato il messaggio di Zaia con gli indipendentisti e non il contrario . Perciò Il dado è tratto , il futuro ha un senso se l’indipendenza è un mezzo e non un fine . Nel passato democrazia e libertà si sono ottenute col sangue ed in seguito lasciando alle generazioni dei posteri la restaurazione come status illusoriamente permanente garantito e, nuovamente e progressivamente si è deteriorata libertà ed autonomia. Le anime belle che pontificano di Europa e di unità , col culo all’asciutto e le palle nel burro , la fanno giuliva quando i loro avi le palle le hanno lasciate sui reticolati per garantire una prospettiva di dignità alla persona ed al popolo . Oggi le merde secche dei parassiti , si fingono politicamente corretti e, togliendo la voce o il tempo espressivo ai malcapitati nei Tolk che osassero argomentare in favore del senso e valore di popolo , tacciando di …ismo come espressione deteriore. Il nuovo senso di politica è configurare azioni alle capacità costruttive imprenditoriali , al valore di saper costruire qualità e benessere : per cacciare la feccia dalle sane esistenze , se non si decide di fare guerra col sangue , allora bisogna rapidamente tutti imbracciare “l’arma ” dell’indipendenza senza se è senza ma, senza distinguo o rendite di posizione. Se in altre zone o in altri schieramenti hanno le loro logiche e i loro riti , tipo primarie , rivoluzioni tipo nord Africa, dittature o stragi varie , brigate rosse o nere , mafie o monarchie , un grande popolo evoluto civile ed emancipato come prima cosa deve convincersi all’indipendenza subito , è questione esistenziale , (capito chierichetti della lega, non c’è bisogno di cazzeggiare su chi fa il capo ! ) . Salvini per favore non mi faccia l’Alfano della lega!,,,Indipendenza per fermare il declino , strumento in mano alle genti per ravvivare e rammentare ai rampolli come salvaguardare una prospettiva di vita degna di essere vissuta.

  6. pierino says:

    http://www.casaeclima.com/index.php?option=com_content&view=article&id=17750:infrastrutture-il-non-fare-costera-allitalia-900-miliardi-di-euro-nei-prossimi-13-anni&catid=1:latest-news&Itemid=50

    “Infrastrutture, il non fare costerà all’Italia 900 miliardi di euro nei prossimi 13 anni ”

    non cè scampo per l italia . una lunga eutanasia è cominciata anni fa… ed è sempre peggio

  7. Paolo (TV) says:

    Per quel che ci riguarda, Zaia o non Zaia, partiti o non partiti, noi andiamo avanti imperterriti. La piattaforma referendaria digitale sta per essere completata, siamo ai dettagli. Deciderà il popolo se la politica non ne ha il coraggio, d’altro canto se i dipendenti, i politici, non fanno quello che dice la proprietà, il popolo, questi è legittimata a prendere delle decisioni. Saluti.

    http://www.plebiscito2013.eu/progetto-indipendenza-del-veneto-diamo-un-occhio-al-tabellone/

  8. luigi bandiera says:

    Gianluca,

    scusami per il mio pensare negativo, ma domando:
    i referendum fatti in italia stato che fine hanno fatto..??
    Sara’ questa la scusa per non impegnarsi con decisione..?

    Non ho una memoria solida ma mi sembra che sono finiti TUTTI, tranne qualcuno che si e’ salvato per miracolo o per ovvi e meschini interessi, nel cesso.

    Vero, colpa degli italiani (in questo caso sarebbero i veneti) e non degli E.T., che una volta votato poi si sono girati da un’altra parte ignorando se il risultato fosse piu’ o meno stato rispettato.

    Sara’ cosi’ anche con questo o (si spera) i tempi sono cambiati e quindi maturi per farlo rispettare..?

    Preghiamo e speriamo

  9. Associazione Europa Veneta says:

    Sappiamo che la politica italiota per lo più è fatta di chiacchiere senza costrutto. Sappiamo che chi aveva fatto riferimento ai sedicenti alfieri del federalismo, oggi (dopo 20 anni) si sente deluso e turlupinato… ma tutto questo che attinenza ha con la lotta del Veneto per l’indipendenza? Trasferire geometricamente detta linea politica su Luca Zaia non rappresenta il massimo dell’acume politico. È ovvio che bisogna mettere le mani avanti sui politici. Quale politico non cercherà di salvaguardare il suo posto? È credibile che un presidente di Regione non terrà conto di appartenere ad uno stato, di dover fare i conti con i partiti che lo sostengono, che ci sono delle leggi da rispettare?
    Vogliamo parlare della luna, o di che cosa occorre fare davvero per il Veneto?
    Fin qui, le forze politiche e le associazioni culturali riunite nel coordinamento “Il Veneto decida” hanno fatto del loro meglio per promuovere il referendum (manifestazione di Bassano compresa). Si può dire che Zaia abbia esercitato il suo ruolo nella medesima direzione, tenendo conto che la votazione in Consiglio Regionale non dipende dalla volontà del governatore. A questa figura istituzionale spetta legittimare la richiesta di referendum ed appoggiarla politicamente, mettendoci la faccia. Questo è stato fatto. Giusto ricercare la coerenza con il suo gruppo politico: i consiglieri della Lega, però, hanno votato a favore. Semmai, ci si dovrebbe chiedere perché la Lega Nord non si stia mobilitando sull’indipendenza del Veneto: non era certo nata per fare Veneto City o sponsorizzare “griglie roventi”, e neppure per far quadrare i conti con i tagli del governo (che stanno massacrando il Veneto). Ma questo è un problema della Lega, più che di Zaia. L’indipendenza è un problema di tutti i Veneti: o i Veneti fanno quadrato per mettere in piedi un loro Stato – sapendo che sarà una lotta impegnativa che esige dedizione e sacrificio da parte di tutti – oppure nulla si otterrà aspettando “l’intervento dall’alto”.

  10. Dan says:

    Ma i Veneti sta benedetta indipendenza (anche, sigh, passando per un inutile referendum) la vogliono o stanno solo aspettando che qualcuno gliela porti su un piatto d’argento ?

    Al famoso incontro di Bovolone gli spettatori stavano veramente ascoltando e partecipando o si stavano limitando a squadrare i piciu dall’altra parte del tavolo nella speranza di trovare il pirla ideale da mandare avanti perchè loro bravi paraculi ?

  11. Ricky says:

    Francesco ha centrato un punto importantissimo, io sono Veneto e non sono Italiano, sono diventato italiano grazie ad un plebiscito truffaldino, come storicamemte dimostrato! Io sarei indipendentista indipendentemente dal fatto che il Veneto dia più di quello che riceve. In Sicilia, in Sardegna, nella Campania, vi sono indipendentisti veri, e io ammiro la loro caparbietà, il loro modo di essere indipendentisti! Gira una video intervista di Zaia che parladi soldi ddatiin più a Roma, ma chissenefrega, occorre essere consapevoli prima di tutto di avere il diritto al l’autodeterminazione in quanto Popolo differente dal resto dei Popoli presenti in Iralia.
    Secondo, sempre dalla videointervista si evincie che Morosin, o forse Cantarutti non ricordo, “auspicano” una confederazione con l’Italia, ma de che? (uso parte del gergo italico) Già con Lombardi e Piemontesi sarebbe di difficile gestione e per nulla auspicabile (non ce l’ho con i due Popoli, mio padre era Lombardo e io vivo in Piemonte e sono sposato con una Piemontese), ma siamo già dentri alla melma vediamo di non ricascarci. Per di più occorre capire se il Veneti abbia o meno convenienza a stare nella UE e nell’Euro.

  12. caterina says:

    “Se così fosse, meglio sarebbe dichiararlo pubblicamente..” Cosa che ovviamente non farebbero, ma che comunque diventerebbe in breve palese, se quell’ ultimatum di due mesi dato alla Regione, indipendentemente dalla inutile petizione per un’ennesima raccolta di firme che giustamente sarà snobbata da chi veramente è indipendentista, non avesse seguito positivo o restasse in Regione lettera morta.
    Allora non resterà che unirsi tutti all’iniziativa lanciata da Plebiscito2013, per effettuare veramente il Referendum come studiato nei dettagli in forma digitale, innovativa nel territorio nazionale ma già ampiamente sperimentata in Europa, la quale nel frattempo ha risposto positivamente alla richiesta di patrocinio,
    In fondo, titolari del diritto di esprimersi sono i Veneti, non le strutture politiche amministrative burocratiche esistenti, perciò o si farà il referendum come prospettato, il prossimo 16 febbraio (2013 more veneto), o campa cavallo…
    Nessuno di coloro che oggi occupa posizioni politiche avrà la minima credibilità a qualsiasi altra tornata elettorale si presentasse… il movimento indipendentista veneto non esiste al di fuori dell’obiettivo che si pone, cioè l’indipendenza… e perciò vedo segnato, ovvero per il momento chiuso, anche il destino di coloro che oggi ne guidano l’azione.
    Purtroppo in ambito italiano è di moda il riciclo… ma nel Veneto non funziona!

  13. ruggero says:

    Gianluca Marchi ha CENTRATO la questione… dopo Bassano e la risposta di “popolo” avuta credo che sarà azzardato continuare a dire: sono con voi ma la politica è una cosa complicata…
    Ringrazio il Governatore della sua partecipazione, ma attenzione i pennivendoli di regime hanno già incominciato l’opera di demolizione attribuendo non solo a Zaia ma alla Lega intera MERITI che in realtà non hanno. Indipendenza Veneta ha il merito INDUBBIO di aver spinto per la piattaforma il VENETO DECIDA, ma gli altri partiti/associazioni hanno quello di aver collaborato nel metterla in piedi. Prescindere da questi ragionamenti significherà fare il gioco di chi vuole tenere i piedi su due staffe. Non c’è più tempo, dopo Bassano non c’è nemmeno più la necessità di temporeggiare. La soluzione è molto “SEMPLICE”: continuare a vivacchiare accettando un lento progressivo declino, la Lega ha il percorso tracciato -GAME OVER- oppure passare alla storia, magari perdendo la battaglia e i privilegi connessi, ma portare al Veneto quel DIRITTO INALIENABILE che è l’AUTODETERMINAZIONE. Ci sono battaglie che si possono perdere caro Luca Zaia, sta a lei DECIDERE se vale la pena di combatterle. Noi del comitato il VENETO DECIDA la nostra scelta l’abbiamo fatta, sono convinto anche Morosin e Cantarutti… il popolo saprà VEDERE!

  14. Francesco says:

    Che la Lega non abbia interesse nel referendum è palese…
    Eloquente è la posizione di Zaia, che tiene sapientemente il piede in due scarpe, quella italianista e centralista “dobbiamo ridurre il numero di regioni”, “dobbiamo applicare i costi standard del veneto per salvare il paese (sic!)…”, e quella indipendentista, seppur sempre partendo da una risposta italocentrica. Non dice mai il governatore infatti che i veneti hanno il diritto di decidere perchè sono da sempre un popolo e sono stati inglobati in questo malandato paese senza neanche chiederlo.
    In quanto a Morosin e Cantarutti, credo che più di cosi (aver proposto una legge senza nemmeno far parte del consiglio regionale), fare una conferenza a sera, non si possa fare e sono solo da ringraziare. Se poi anche Indipendenza Veneta si candidasse alle Regionali 2015, alleandosi con Zaia, in cambio dell’apporvazione del referendum (come ha fatto ERC con Artur Mas in Catalogna), sarebbe a mio avviso del tutto legittimo alla luce degli sforzi fatti finora.
    Ricordo agli scettici che i percorsi “secessionisti” solitamente partono se si hanno rappresentanze indipendentiste negli organi elettivi, e che al momento tolta la Lega, che a quanto pare non ha più quell’obiettivo, non ci sono.

    • pierino says:

      IndipendenzaVeneta ha ‘cambiato bandiera’ nel senso che dopo la nascita di plebiscito2013 vanno a raccontare che sono un movimento apolitico e non cercano tesserati o consensi come partito politico italiano

      se si candidano meritano lo stesso trattamento dei cadregari, ZERO voti.
      poi chi ci arriva al 2015??

      • Francesco says:

        apolitico nel senso che non sono “idelogici” e nè di destra nè di sinistra….Io li seguo dall’esterno fin dalla nascita e mi sembrano gente seria.
        Poi ti ripeto, senza un 10% almeno di indipendentisti in consiglio regionale, con potere “di ricatto” nei confronti del presidente di regione (Zaia), non si va da nessuna parte.
        Sti discorsi sulle “cadregari” (=eletti) non ha nessun senso secondo me perchè discredita a priori qualsiasi elezione e qualsiasi organo elettivo a prescindere.

        • Aquele Abraço says:

          Se si candidano alle Europee o alle nazionali, avresti ragione tu, ma se lo faranno solo per le regionali, sarebbe una logica conseguenza del loro obiettivo. Inserire stabilmente in Regione un autentico movimento indipendentista (come c’è in Catalunya nei Paesi Baschi in Scozia o nell’Ulster) può rappresentare quella breccia nel Consiglio regionale veneto il cui scricchiolio è musica per gli indipendentisti.

  15. giammarco.e says:

    Direttore,penso che l’intento con il link che allego sia quanto mai chiaro.
    http://www.indipendenzaveneta.com/editoriali/2013/12/02/petizione-indipendenza-veneta/

    • Fabrizio says:

      M spiace. Forse non conoscete come si muove la politica con la complicità della burocrazia. Ho letto il link qui sopra, si tratta di una sorta di memorandum dei fatti accaduti, e di un maldestro tentativo di impugnare il provvedimento regionale approvato come risoluzione 44. In sostanza, prima lo si impugna per inadempienza, ovvero per non aver ottemperato agli impegni votati, e successivamente, ( entro gennaio 2014 ) per decorrenza dei termini fissati dalla petizione. Tutto ciò, per mettere poi in mora la regione e conseguentemente, a far partire la richiesta di nomina di un commissario ad acta. Spero vivamente che non sia così, perché nel qual caso lo fosse, l’eventuale commissario non potrà che essere quello dell’organo istituzionale superiore, ovvero un commissario nominato all’interno del governo centrale. Se si intraprende questa via, passeranno anni senza che venga concluso nulla, le colpe saranno sempre di altri, ma nel frattempo si sarà già votato per le europee e anche per le regionali

Leave a Comment