Provincie, il Carroccio perde Varese e Como. Vorrà pur dire qualcosa….

lega-varesedi BRUNO DETASSIS

Forse qualcuno aveva pensato il contrario, e cioè che la Lega avrebbe tenuto nel voto per le nuove Province? Il “voto di consolazione”, anche se si tratta sempre di controlla una amministrazione provinciale non elettiva vecchio schema, quindi con poltrone ed enti da controllare, ha premiato il Pd nelle terre che da sempre avevano visto spadroneggiare il Carroccio. Varese e Como passano di mano, Renzi docet. A dire il vero, già alle ultime amministrative, sia Cazzago Brabbia che Lozza avevano registrato la sonora sconfitta dei padani. Quella di ieri, ha sancito il progressivo depauperamento della presenza leghista, più concentrata sui posti, che sui progetti. Dopo oltre 20 anni di dominio politico lo “spodestamento” è cosa fatta:per il Partito Democratico sono stati eletti Gunnar Vincenzi e Maria Rita Livio, rispettivamente sindaco di Cantello e di Olgiate Comasco.

Ma non solo Como e Varese bensì altre province insubriche hanno registrato la vittoria del PD: Lecco, Verbano Cusio Ossola, Novara. E ora, per la prima volta, l’Ente transfrontaliero, la Comunità di Lavoro della Regio Insubrica, fatto salvo per il consigliere di Stato o ministro Norman Gobbi, della Lega dei Ticinesi, avrà al suo interno tutti politici del partito di Matteo Renzi, faceva rilevare ieri un servizio della tv svizzera.

Ma che sia una vittoria di Pirro lo comprendono anche gli svizzeri, che sul sito tvsvizzera.it, commentano così: “Lo Stato italiano ha infatti depotenziato gli Enti politici di secondo livello come le province ed il potere decisionale ora è in parte è in capo alle Regioni ed in capo a Roma stessa. Questo creerà, secondo gli esperti, maggiore confusione sommato pure al fatto che ci sono continui tagli di risorse e che le province del profondo Nord non riescono nemmeno a fare fronte alla manutenzione di strade e parchi. La grande beffa potrebbe essere proprio questa: una legge voluta dal PD, votata dal PD a Roma, toglierà buona parte delle deleghe alle province rendendole ulteriormente inutili, “svuotandole” dal punti di vista amministrativo, rendendo impossibile agli eletti decidere su temi fondamentali per la vita dei cittadini. Va infine ricordato che, per effetto di questa modifica da parte del legislatore, tutti gli eletti in questa infornata elettorale non percepiranno nemmeno un ghello per il lavoro che svolgeranno. Forse sarà possibile costruire un filo diretto tra le autorità svizzere, questo sì, è lo Stato centrale attraverso tanti esponenti politici, taluni conoscenti di persona del presidente del Consiglio italiano. Rimane il dato politico, che è la sconfitta del centro destra nell’era Renzi, con la vittoria del Partito Democratico in tutte le province che confinano con la Svizzera italiana. Un politico di sinistra di lungo corso presente allo spoglio a Varese, dopo aver saputo i dati, ha ironicamente detto che il prossimo annuncio ai ticinesi sarà “arrendetevi, siete circondati”.

 

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2 Comments

  1. ugo says:

    dalle province al capo dello stato stanno preparando una dittatura PD.Le regole se le fanno loro e il popolo perché dovrebbe votare ? Come diceva Amato il popolo non è in grado di capire di conseguenza potrebbe sbagliare , allora facciamo noi ,gli ELETTI , sì ma non dal popolo.

  2. loris54 says:

    è chiaro che se a votare sono sindaci e amministratori sinistri è altre tanto chiaro che i nominati siano sinistri, avete scoperto l’acqua calda il premio Nobel e sicuramente vostro.

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