Ingrandiamo i Comuni, anziché salvare inutili Province

di ENZO MARANGONI*

Il decreto del Governo nazionale che lascia spazio nella Regione Marche a tre sole province su cinque, ha scatenato una serie di proteste e levate di scudi da parte di alcuni politici e amministratori insieme a proposte variopinte di spostamento di comuni da una provincia all’altra della regione, pur di salvare il salvabile. Io a questo gioco non ci stò e dico ai miei colleghi che amministrano, o che comunque fanno politica attiva, che dovremmo tutti insieme protestare e agire verso il governo non per salvare qualche inutile poltrona provinciale ma, al contrario, per contribuire politicamente all’abolizione di tutte le province, a cominciare dalle 5 province delle Marche. Si tratta di inutili carrozzoni, ormai privi di contenuti significativi, che saranno eletti, non più dal popolo ma dai consigli comunali, per fare quasi nulla.

Anzichè litigare per far sopravvivere i nostri amici ed innestare una guerra tra poveri, potremmo noi dare l’esempio di un vero e proprio riassetto istituzionale, a partire dalla nostra regione le cui limitate dimensioni potrebbero consentire una sperimentazione positiva e un modello Marche, questo sì, virtuoso per tutta l’Italia.

In un’unica e piccola regione come le Marche, favoriamo l’unione dei piccoli comuni perchè al di sotto dei 15.000-20.000 abitanti manca persino la massa critica per dare servizi efficienti ai cittadini. I Comuni Capofila così costituiti, nascendo dall’unione dei piccoli comuni, potrebbero benissimo occuparsi anche delle residuali e limitate competenze che è previsto restino alle province, oltre che migliorare, e di molto, i servizi che ora danno, come comuni, ai propri cittadini. Oppure alcune attività potrebbero direttamente essere attribuite alla regione o ad altri enti. Ad esempio potrebbe tornare all’ANAS la manutenzione delle strade provinciali. Oppure i pochi grandi comuni (di 15.000-20.000 abitanti) che resterebbero nelle nostre ex province potrebbero occuparsi anche di questo. Oppure potrebbe occuparsene direttamente anche la, piccola, regione Marche.

I piccoli comuni non dovrebbero preoccuparsi di perdere l’identità. Una cosa è l’identità culturale che è preziosissima e va difesa e valorizzata, altra cosa è l’inutile articolazione burocratica amministrativa che va abbuttuta: non serve a cittadini ma ad altri. Per quanto riguarda gli oltre 2.000 dipendenti delle 5 povince marchigiane non ci sarebbero problemi occupazionali. Potrebbero passare quasi tutti alle dipendenze dei Comuni Capofila, oppure in minima parte alle dipendenze della Regione.

*Consigliere regionale delle Marche

 

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4 Comments

  1. Maciknight says:

    I veri carrozzoni pubblici politico clientelari sono le Regioni, che esistono da solo 40 anni e sono dei microstati spendaccioni, soprattutto alcune, a statuto speciale), le province esistevano già da prima dell’unità d’Italia. Quindi se si vuole veramente rinnovare e riformare a livello strutturale tutto il sistema occorrerebbe eliminare tutte queste istituzioni e costruire dei distretti frutto di aggregazioni comunali spontanee tramite accordi ed adesioni popolari che abbiano basi storiche e culturali e sociali (affinità, contiguità, interessi comuni, identità simili, ecc.) e che in pratica esistono già come regioni storiche o subregioni, poi represse per l’accentramento statalista che ha oppresso il paese finora. Ma significherebbe mandare a casa una miriade di politicanti e burocrati parassiti che hanno lucrato con la politica, e mi rendo conto che in un paese culturalmente primitivo come il nostro è arduo

  2. convendola says:

    pessima proposta e ormai datata perche’ la legge prevede il solo riordino e non la soppressione delle province, perche’ non facciamo invece una discussione seria sulle regioni? che senso ha avere due piccole regioni vicine l’umbria e le marche? con grandi carrozzoni di macchine burocratiche annessi. Cosi’ si risparmierebbero delle cifre consistenti non ridicole come si pensa di fare con le province. Le Marche da sole non hanno voce, si guardi i fondi per l’alluvione, per la neve per la sanita’ per il tpl, voci inascoltate, siamo trasparenti, piccoli, senza i numeri, non ci considerano neanche una regione

  3. Osvaldo Biancon says:

    Io la trovo una bella proposta.
    Il comune in cui vivo stavamo pensando di accorparlo ad altri 3…
    Tu hai qualche informativa a riguardo della fusione di 2 o più comuni?
    Vorrei studiarla nel dettaglio questa storia e proporla nel modo più completo e trasparente ai miei concittadini… vantaggi e svantaggi…

    Osvaldo

  4. lombardi-cerri says:

    Volete decidervi, una volta per tutte, a tagliare le spese inutili che avete fatto nei Comuni, nelle Provincie,e nelle Regioni, invece di fare acrobazie che denotano soltanto la vostra incapacità organizzativa ?
    Se foste impiegati in una qualunque azienda produttiva, sareste stati licenziati da tempo immemorabile !

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