Protetti e accolti come profughi: arrestati come spacciatori

di REDAZIONE SPACCIO

C’erano anche richiedenti asilo in regime di protezione tra i componenti dell’organizzazione di spacciatori di droga sgominata dalla Squadra Mobile di Udine e dalla Direzione distrettuale Antimafia di Trieste. Hussain Ali’ Jaffari, detto ‘Qaq’, afgano di 25 anni, considerato colui che gestiva in maniera diretta e indiretta lo spaccio impartendo le direttive ai complici, e’ stato arrestato in provincia di Enna dove era ospite di un istituto salesiano quale richiedente asilo che aveva ottenuto la protezione sussidiaria e inserito nei relativi progetti. In protezione sussidiaria si trovava anche Karim Ghorayshy, afgano di 26 anni, ora ai domiciliari, che aveva messo a disposizione la sua abitazione come covo. Mentre Naiaz Khan Sherin, afgano di 24 anni, semplice pusher, entrato in Italia da minorenne, con permesso di soggiorno per asilo politico. Tra gli arrestati ci sono poi Hasan Hasan, 26 anni, curdo-iracheno irregolare in Italia, e Daniel Osei, 22 anni ghanese, in passato titolare di una carta di soggiorno scaduta, considerato colui che teneva i contatti con i fornitori nigeriani e i corrieri che si rifornivano di stupefacente con viaggi in treno in diverse zone d’Italia. Regolare in Italia, dove e’ residente con la famiglia, e’ invece Otman Baghrar, detto Zibi Marrakesh, marocchino di 21 anni, mentre l’unico italiano del gruppo, Alex Baita, 20 anni, secondo l’accusa sarebbe stato incaricato di tenere i contatti con i ragazzi piu’ giovani.

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