Prosperini, giudizi e pregiudizi. C’azzeccava con la truffa?

di STEFANIA PIAZZOprosperini

Se non conosci gli atti di un processo, fai presto a dire, nel bene o nel male, qualcosa.

Allora, come nel caso di Piergianni Prosperini, puoi e devi solo prendere atto che questo navigato politico che è sopravvissuto alla Prima repubblica, di vicende giudiziarie ne ha attraversate parecchie, senza però perdere entusiasmo per la politica. Lui, ex assessore della giunta Formigoni, ai talk show delle tv lombarde ci va  e dice ancora la sua. E’ uno dei pochi volti di sopravvissuti al passaggio dalla generazione dei vecchi partiti a quelli  che hanno rottamato se stessi.

Ma adesso la cronaca torna a occuparsi di lui dopo l’ultima tappa processuale della sua vita. Era stato accusato di avere inviato dieci cannocchiali notturni da montare su fucili Sako e un silenziatore con munizioni subsoniche. E su questo sono stati letti tutti i titoli dei giornali.

Prosperini, da noi interpellato telefonicamente per raccontare la sua storia, ha preferito restare ancora un po’ in silenzio su quei visori notturni. Ma poi, alla fine, sono stati o meno inviati? Le carte processuali lo spiegano con evidente certezza? Ma Prosperini preferisce la consegna del silenzio.

Altro capitolo nello stesso libraccio dei giudizi, degli innocenti e dei colpevoli, è quello dell’accusa di una mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. Prosperini era accusato di avere simulato cessioni immobiliari per non saldare un debito da un milione e mezzo nei confronti di Carla De Albertis, un’altra ex esponente di Alleanza Nazionale: i due erano stati dirigenti del circolo di An “Nordestra”, poi si erano divisi. Morale: assolto.

L’ex assessore – questa era la vicenda – era anche accusato di avere effettuato fino a febbraio 2010 donazioni, trasferimenti fraudolenti di proprietà e acceso ipoteche per spogliarsi degli immobili di sua proprietà ed evitare di risarcire all’ex assessore milanese Carla De Albertis un milione e 549.371 euro, come stabilito dal Tribunale di Milano nel febbraio 2009. Da qui anche l’imputazione di inosservanza di provvedimento del giudice. Da questa contestazione, però, Prosperini è stato prosciolto sia  per “difetto di querela” che per “non aver commesso il fatto”. Ma titoli sui giornali non se ne leggono.

Altra questione.   I fondi per le attività turistiche della Regione usate per spot televisivi. L’accusa era questa. La Finanza mise le mani nelle carte di diverse tv: Odeon, Telereporter, Seitv, Telelombardia, Antenna 3 e Telecity, per acquisire fatture a partire dal 2003.

Secondo la procura, Prosperini avrebbe sfruttato i fondi pubblici e attraverso una triangolazione fittizia avrebbe poi pagato i propri spot alle emittenti.

Ad oggi? E’ vero o non è vero che direttori e tv sono state ritenuti estranei ai fatti contestati? E se sì, allora era vero che Prosperini aveva pagato di tasca propria, «e non certo con i soldi della Regione»?

Processi giudiziari e processi mediatici, nessuna novità nella storia d’Italia. Attendiamo solo che Prosperini passi il disgelo per parlare dopo la monacale clausura della parola suggeritagli dai legali.

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One Comment

  1. Dan says:

    Stava attirando troppa gente con i suoi show in tv, stava accendendo troppi neuroni…

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