Promesse elettorali costano 8mila euro a famiglia. Basterebbe avere il nostro residuo fiscale. Di quello non parla più nessuno

federalismo

di ROBERTO BERNARDELLI –  Le proposte elettorali lanciate in questi giorni dai partiti politici, se attuate, costerebbero 8.236 euro a famiglia. A fare i conti e’ il Codacons, che ha analizzato le ripercussioni che le promesse di M5S, Fi, Lega e Pd avrebbero sulle tasche della collettivita’, qualora dovessero trasformarsi in provvedimenti reali.

L’associazione passa al setaccio l’impatto delle promesse e propone, tra le altre cose, l’abolizione delle prefetture. Come non condividere? Ma una cosa viene trascurata così come fanno tutti i partiti politici in campagna elettorale. Perché nessuno parla del residuo fiscale? Se i lombardi e i veneti avessero indietro quanto loro spetta nel dare e avere delle tasse, non servirebbero promesse elettorali. Ma ecco i conteggi del Codacons.

Nel dettaglio, le risorse per finanziare reddito di inclusione e reddito di dignita’ impatterebbero per 1.208 euro a nucleo familiare, stima l’associazione. Conto piu’ salato per lo stop alla legge Fornero, che determinerebbe un maggior esborso di 3.333 euro a famiglia; l’introduzione di una “Flat tax” peserebbe sui conti pubblici per 1.666 euro a famiglia, mentre per portare le pensioni minime a 1.000 euro ogni nucleo dovrebbe mettere mano al portafogli sborsando mediamente 1.250 euro, cifra che scende a 500 euro se si decidera’ per il pensionamento dei lavoratori precoci. Vi sono poi misure, promesse in questi giorni dai partiti che, sulla carta, sembrano portare vantaggi, ma che nella pratica, secondo il Codacons, sottrarrebbero risorse indispensabili ai conti pubblici con effetti per le tasche degli utenti. Secondo i calcoli dell’associazione, l’abolizione delle tasse universitarie peserebbe per 79,1 euro a famiglia; l’abolizione del canone Rai per 75 euro a famiglia; quella del bollo prima auto per 125 euro a famiglia. A fronte di tali “mirabolanti promesse, che quasi certamente non diventeranno mai realta’”, osserva l’associazione, il centro studi Codacons-Comitas ha condotto una ricerca presso i cittadini per capire cosa chiedono realmente alla politica. Una indagine partita nel 2011 e proseguita fino ad oggi da cui e’ emerso un insieme di misure, molte delle quali a “costo zero”, che l’associazione mette a disposizione dei partiti interessati a vagliarle. Nel pacchetto ci sono: l’abolizione delle Regioni e unione di Province, Camere di Commercio e Prefetture creando apposite “Agenzie per lo sviluppo del territorio”; revoca dei parlamentari eletti se commettono gravi reati; contro l’evasione sorteggiare ogni anno categorie merceologiche per le quali e’ consentito dedurre gli scontrini/fatture, in modo da spingere il consumatore a richiederli sempre; “black list” pubblica dei grandi evasori; consentire aperture di nuove attivita’ in 24 ore e per via telematica; per i primi tre anni costi programmati e definiti, contributi zero per i nuovi assunti, tasse forfettarie; garanzia di diritto al credito inserendo la “giusta causa” per la revoca di finanziamenti ai piccoli imprenditori.

Questa è la contropoposta del Codacons. Noi pensiamo invece all’autonomia finanziaria del Nord. Le tasse scenderebbero, i servizi migliorerebbero. Si chiama responsabilità di spesa, federalismo. Ma è più facile per tutti sorvolare.

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3 Comments

  1. Alessandro Guaschino says:

    Quando si parla di residuo fiscale si commette sempre un errore: non esiste un residuo fiscale che trattenuto possa essere “speso” in regione a finanziare non si sa cosa. Il residuo fiscale è frutto di un insostenibile ed aberrante pressione fiscale. Al massimo il residuo fiscale da trattenersi è la misura di quanto le tasse possano calare “immediatamente ” in Regione, senza che nulla cambi.

  2. Orazio says:

    Parlate come i grillini…
    Invece di parlare di recupero della sovranità monetaria…. divagate.

  3. caterina says:

    sì alla libertà di spesa delle regioni dei “propri” soldi!… quanto al federalismo poi lo vedremo…

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