Programmi & promesse, quando l’Imu caccia a pedate il federalismo

di GIANMARCO LUCCHI

Promesse, impegni, priorita e parole dordine: dallImu alla riforma del lavoro, dal taglio dei costi della politica alle unioni civili fino alla riforma della giustizia, le forze politiche, ancora impegnate per la chiusura delle liste, mettono sul tappeto le ricette e i programmi con cui si presenteranno dinanzi agli elettori il 24 e 25 febbraio. I programmi sono ancora per molti aspetti generici, scanditi piu da dichiarazioni di principio che non da misure concrete, ma sui grande temi le posizioni sono chiare. Ma il tema centrale su cui si giochera la campagna elettorale e leconomia. LImu, in particolare, e la questione piu dibattuta. Silvio Berlusconi ne ha fatto il suo cavallo di battaglia promettendo labolizione tout court dellimposta. E lo stesso Cavaliere ha annunciato che la proposta di un ddl per eliminare la tassa sara presentata al primo consiglio dei ministri in caso di vittori alla elezioni, anche se ha precisato che la tassa rimarrà sulle case di lusso (lui in totale ha pagato 300 mila euro di Imu di recente). Molto piu cauta la posizione del Pd, secondo cui abolire in maniera secca lImu non e possibile.

Lo stesso Bersani ieri ha ribadito invece che si puo alleggerire lImu introducendo una tassa sui grandi patrimoni immobiliari, mentre si puo ragionare di una riduzione dellIrpef per i redditi piu bassi e sul lavoro. Mario Monti, che durante la conferenza stampa di fine anno aveva definito demagogica la proposta di abolire limposta, ha invece fatto una parziale marcia indietro spiegando che lImu si puo rimodulare. Anche il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo promette labolizione dellimposta sulla prima casa, perche, dice il leader, Beppe Grillo, la casa e impignorabile. Stessa linea anche per Sel, secondo cui “bisogna abolire lImu e impegnarsi per alleggerire il carico fiscale sui ceti popolari perche oggi il fisco sta strozzando lavoratori, imprese e famiglie”.

Posizioni distanti e ricette diverse anche su lavoro e pensioni: le riforme Fornero approvate dal Parlamento sono gia state disconosciute dai partiti della strana maggioranza che hanno sostenuto lesecutivo fino allaltro ieri. Se Sel ha promosso la raccolta di firme per abolire le norme sullarticolo 18 dello Statuto, il Pd ripete che il modello Fornero non e intoccabile e che serve rimettere mano ai provvedimenti voluti dal governo Monti. Si spinge oltre Silvio Berlusconi che promette “un aggiustamento” sul mercato del lavoro tra i primi provvedimenti del nuovo governo. Quella riforma dice lex premier, “e stata ispirata dal Partito democratico e dalla Cgil” e “ha penalizzato loccupazione giovanile a caus del mancato rinnovo dei contratti a termine”. Quanto alle pensioni Bersani promette di reinserire una forma di gradualita per il raggiungimento delleta pensionabile. Il Movimento 5 Stelle propone invece labolizione della legge Biagi e un sussidio di disoccupazione garantito. I fondi per mettere a punto queste misure, secondo il movimento di Grillo, dovrebbero venire dal taglio delle pensioni e degli stipendi doro e da una consistente riduzione dei costi della politica in generale. Il 5 Stelle infatti promette lintroduzione di un tetto per gli stipendi del management delle aziende quotate in Borsa e delle aziende con partecipazione rilevante o maggioritaria dello Stato.

Fate caso: nessuno più che parla di federalismo. Per anni e anni la riforma federale ha riempito le cronache politiche e le campagne elettorali, senza per altro approdare un risultato concreto che sia uno. Adesso si è passati alla cancellazione totale della materia, quasi fosse divenuta un tabù che porta sfiga. Nemmeno la Lega ricorre più a questo termine: preferisce parlare di Euroregione (entità per ora rimasta alquanto indefinita) e del 75% di tasse da trattenere sui territori che le pagana. A occhio sembrerebbe un bell’obiettivo. Poi arriva Berlusconi, che ha sottoscritto questo patto, e smoscia tutto o quasi: la Lombardia già ottiene in cambio dallo stato il 71-72% delle tasse che paga, quindi arrivare al 75% è una casa da nulla. Prosit.

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One Comment

  1. ginelli says:

    Ma come nessuno parla più di federalismo? Lo ha fatto a vanvera per mesiTerritori di Rai Parlamento e tutto è andato in merda…quindi meglio non parlarne forse, almeno si evitano di sentire stronzate di improvvisati federalisti e soprattutto la sfiga…..E poi ma chi crede più al fedewralismo, manco la Lega no? Semmai è diventato un discorso da kommunist (pure quelli amici di certi leghisti…) Che casino eh direttore!

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