Progetto del Pdl: cancellare le Regioni speciali e le province di Trento e Bolzano

di REDAZIONE

In tempo di crisi economica non c’è più spazio per le Regioni a statuto speciale, anacronistiche e costose. Ne è convinto il senatore del Pdl Pierantonio Zanettin, che ha depositato a Palazzo Madama un disegno di legge per l’abrogazione delle norme statutarie speciali di cui godono Sicilia, Sardegna, Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia e le Province autonome di Trento e Bolzano. Non ci sono più, sottolinea l’esponente del centrodestra, «le ragioni politiche, storiche e sociali che nell’immediato dopoguerra avevano portato il legislatore a prevedere una particolare autonomia politica e amministrativa per cinque regioni e per due province autonome. Le significative differenze linguistiche, culturali e geografiche, che oltre sessant’anni fa avevano giustificato la scelta di uno ‘statuto specialè non hanno più ragione di esistere in tempi di una sempre più stretta integrazione europea», aggiunge il senatore veneto. Inoltre, le Regioni a statuto speciale ricevono dallo Stato «finanziamenti di gran lunga maggiori rispetto a quelle a statuto ordinario: si tratta di un’evidente sperequazione che oggi appare per molti versi incomprensibile, tanto da alimentare il convincimento che esistano, purtroppo, cittadini di serie A e cittadini di serie B. Un principio francamente inaccettabile in uno Stato moderno e rispettoso del principio di eguaglianza», conclude Zanettin.

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

27 Comments

  1. giulio bertin says:

    Speriamo solo che i Sudtirolesi abbiano ancora nascoste le armi.

  2. Marco says:

    Solo le regioni a stato speciale ? Io vorrei abolire le Regioni che hanno reso questo stato, definitivamente, ingestibile e rappresentano solamente uno strato di layer burocratico, che aggiunge leggi su leggi provocando disomogenietà.

    Esempio: leggislazione turistica e classficiazione delle “stelle”, autorizzazioni in materia ambientale, leggi comunali, provinciali etc.Ma per favore: ciò che è rifiuto speciale non assimilabile in una regione non lo è nella regione vicina, o peggio ancora, in un Comune si e in quello vicino no.

    Via questo sistema, si a provincie più forti ma senza poteri legislativi.

  3. trentim says:

    Ma lo sa questo signore che Trentino e Sudtirolo praticamente si amministrano da soli tutto e dico tutto (istruzione, sanità, strade, cultura, turismo etc).
    E con quali soldi ? i propri !!! basti vedere il bilancio della provincia di Trento per vedere che un buon 95% delle entrate è costituito dalle tasse versate dai trentini stessi.
    Lo Stato in provincia di Trento “regala” giusto delle briciole per pagare le forza dell’ordine e la magistratura; punto.

  4. Garbin says:

    un burattino di polentonia a roma lo trovano sempre per i loro scopi.

    Perchè non cancelliamo l’italia che non ha più ragion d’essere?

  5. Salice triestino says:

    Stato moderno e rispettoso del principio di eguaglianza? Haha!

    E poi “Le significative differenze linguistiche, culturali e geografiche, …, non hanno più ragione di esistere in tempi di una sempre più stretta integrazione europea” Quando fa comodo richiamarsi all’integrazione europea, viva l’Europa, se non fa comodo, usciamo dall’Europa! Si decidano quelli del PDL (ma anche del PD).

    Se vai a dire ai sudtirolesi che hai intenzione di toglierli la provincia autonoma, probabilmente accetterebbero subito, ben sapendo che questo comporterebbe l’immediato distacco dall’Italia.

  6. erik says:

    Bella sparata…e cosi perderebbero i voti della sicilia??? Ma chi ci crede…

  7. Non c’é più alcuna necessità di eliminare le Province o le Regioni, i politici di questo Paese che non é più nostro, l’hanno completamente distrutto.
    Questa mattina in Televisione ho sentito parlare un coglione il quale sosteneva che gli Italiani amano e difendono questo Governo Letta. Io sono l’unico Italiano rimasto e disapprovo in assoluto tutti questi pagliacci pagati per vendere balle, cercando di convincere le masse di marziani ormai cotti che vivono nel Paese che non c’è più.
    Anthony Ceresa.

  8. Pietro says:

    Voler abolire le regioni a statuto speciale vuol dire semplicemente ragionare “da italiani”. Questo status di autonomia, d’altronde è quello che il Veneto reclama da decenni, e comunque, salvo la Sicilia e la Serdegna, quelle regioni essenzialmente ricevono dallo stato quanto danno, e sono essenzialmente in pari. Salvo la Valle d’Aosta che però è microscopica e grava per pochi milioni di euro sulle finanze statali..
    Comunque io sarei daccordo, ma semplicemente perchè ciò darebbe il via alla scissione dell’italia, con Sud Tirolo e Val d’Aosta che secederebbero in tempo zero..

  9. Attilio Bradamante says:

    Fantastico! Proprio un veneto viene a fare queste proposte quando la sua regione vuole diventare non solo autonoma bensì anche indipendente. Forse il suo atteggiamento è dettato solo da invidia. Lasciamo stare Sicilia e Sardegna, ma come non considerare che Trento, Bolzano, Aosta e Friuli sono fra le regioni e province più ordinate, serie e meglio amministrate d’Italia. Sarei proprio curioso sapere da chi questo signore ha preso i voti e cosa pensano i suoi elettori su questo argomento. Infine il nostro dovrebbe ripassare un pò di aritmetica: le regioni sono 4 e non 5 come da lui indicato. Sono cinque se si considera il Trentino Alto Adige quale regione, ma quattro se Bolzano e Trento sono considerate province.

  10. L'incensurato says:

    Dunque se ho ben capito: subito si abolisce lo statuto speciale per Friul,Tirolo,Valle d’Aosta; e probabilmente anche per la Sardegna. DOPO si passerà alla sicilia. SE vi saranno tutti i presupposti.
    Tipo “soldi per Roma capitale IN CAMBIO DI …” (di? boh! Mi sembrava “farfuglialismo fiscale” e “cesti standard nella sanità”;una roba inscì).

  11. lorenzo s. says:

    Non lo faranno, per non minare l’unità del paese.

  12. Giò says:

    Subito con gli Austriaci Vaiii…. e va a fa in c.lo tutti

  13. paolo roggero says:

    era ora !!!! arriviamo con 50 anni di ritardo, speriamo che almeno si inizi a parlarne e fra 10 o 20 anni venga attuato

  14. fabio ghidotti says:

    la notizia è importante perchè è l’ennesima (ma questa volta molto “pubblica”) prova che gli italioni se ne fregano del mondo intero.
    Gli statuti speciali per Valle d’Aosta, Friuli e le province di Trento e di Bozen non sono stati “previsti dal legislatore”. Fanno parte integrante dei trattati di pace o comunque dei “pacchetti” di accordi internazionali che hanno cercato di ricucire le lacerazioni prebelliche, belliche e postbelliche. Considerarli superati equivale alla denuncia unilaterale di un trattato internazionale, è un atto di ostilità. Alla vigilia dell’anniversario della “grande guerra” è l’ennesimo segnale di rigurgito del fascismo. Assolutamente italiano, senza alcuna ispirazione esterna.

    • pierino says:

      ma speriamo l approvino al piu presto, senza il tempo di pensare a quel che hai scritto te.

    • pierluigi says:

      Sicilia e Sardegna regioni a statuto speciale a fronte di trattati internazionali?

    • pippogigi says:

      La Valle d’Aosta non è mai stata una zona di lingua italiana.
      Perfino sotto i Savoia, quando venne abolito l’uso del latino negli atti notarili, in Valle d’Aosta gli atti dovevano essere redatti in francese, come nella Savoia vera e propria.
      Il fascismo fece porcate inaudite, italianizzazione forzata (non che le cose siano cambiate oggi), italianizzazione dei toponimi (La Thuile divenne Porta Littoria, il fiume Lys divenne la Lesa e così via). Non parliamo delle perdite umane, le divisioni alpine, di predominante arruolamento padano pagarono un grosso tributo di sangue.
      La resistenza valdostana ne aveva le scatole piene dell’Italia e del fascismo, Emile Chanoux, il suo leader ebbe contatti con De Gaulle, potevano diventare francesi come i savoiardi e così parte (o buona parte) del Piemonte. L’accordo fu: la Valle d’Aosta rimane italiana in cambio di ampi benefici, l’autonomia, il bilinguismo, agevolazioni fiscali. Violare questi accordi avrebbe un unico effetto: tempo qualche mese e la Valle d’Aosta diverrebbe un cantone svizzero (il patois valdostano è uguale a quello del Vallese). Tempo qualche altro mese e tutti i comuni del Canavese chiederebbero di diventare valdostani.
      Analogo discorso per il Sud Tirolo.

      • lurens says:

        Ma per favore..
        La VdA non se la prenderebbe nessuno….è più assistita della Sicilia!!
        Il francese in VdA lo parlano a livello scolastico.
        I valdostani sono gli ultimi a volere l’indipendenza…e lo statuto speciale è stato la tomba dell’imprenditorialità.

        • Ludo says:

          infatti la VDA è francoprovenzale, non francese, cosi come il Piemonte è piemontese, il veneto veneto e la lombardia lombarda..
          però dal momento che la “madrepatria” Savoia, di cui la VDA era un pezzo, è diventata francese, potrebbe diventarlo anche la VDA

    • Salice triestino says:

      Sono sempre d’accordo al 100% con quello che scrive Fabio!

  15. fabrizioc says:

    Beh…daltronde é uno dei veneti più illuminati del nostro tempo…

  16. Paul Brembilla says:

    se cancellano gli statuti speciali, quelli se ne vanno subito dall’itaglia

    almeno è la volta buona che scompare questo stato farsa

  17. Alberto Pento says:

    Par coerensa li dovaria scançelar anca la speçaletà de “Roma capital” co tuti li skei ke ghe vien destenà.

  18. pierino says:

    spero la votino quanto prima. tagliamo il filo alla spada di damocle dai

Leave a Comment