Produttori di e-cig: il ministero spara dati a caso, dia invece quelli reali

di CLAUDIO PREVOSTI

Si fa sempre più pesante la polemica dei produttori di sigarette elettroniche verso il Ministero dell’Economia che, per giustificare la super tassazione pensata per le e-cig, spara dati a spanne, non avendo alcuna certezza. Ier il Mef ha parlato di una  flessione del 5,8% (-368 milioni di euro) nei primi 7 mesi dell’anno le entrate dell’imposta sul consumo dei tabacchi legata, in parte, al calo dei consumi determinato dalla diffusione delle sigarette elettroniche.

L’intervento ha fatto infuriare i produttori di e-cig che, dopo una fase di notevole espansione, ora vedono minacciate le loro attività per via di un evidente cedimento del governo davanti alla lobby dei tabaccai. «Siamo ancora una volta stupiti dal fatto che, dopo che abbiamo richiesto esattamente un mese fa al MEF i dati reali sull’impatto delle sigarette elettroniche sul calo dell’imposta sul consumo dei tabacchi, non solo lo stesso Ministero non ci abbia dato alcuna risposta, ma abbia addirittura ribadito questo dato che, a questo punto, ci pare una vera e propria presa di posizione politica». Così l’Anafe, l’associazione nazionale fumo elettronico, commenta i numeri sulle entrate fiscali, in particolare su quelle derivanti dall’e-cig. «Il Mef durante la discussione del DL Lavoro-IVA ammetteva di non avere dati sul settore delle e-cig», prosegue l’Anafe in una nota. «Chiediamo ufficialmente al Mef di fornire il dato reale sull’incidenza delle sigarette elettroniche rispetto alle minori entrate fiscali e i dati relativi alle imposte versate dagli oltre 4.000 negozi di sigarette elettroniche», dice ancora chiedendo al Mef «a quanto ammonterebbe la sicura riduzione di entrate fiscali, in termini di Iva,Ires, Irap e dazi doganali, derivanti dall’altrettanto sicura chiusura dell’80% dei produttori e rivenditori di e-cig. Ci chiediamo inoltre se il MEF, insieme al Ministero della Salute, abbia fatto una valutazione dei minori costi sociali che deriverebbero dalla riduzione dei tumori al polmone attraverso l’uso della sigaretta elettronica. Una cifra che il prof. Umberto Veronesi ha stimato in 600 milioni di euro».

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