Processo ‘Ndrangheta in Svizzera: rischi per i traduttori dal calabrese, i partiti allarmati

di BENEDETTA BAIOCCHIndrangheta2

E’ così, vale la pena esporsi, rischiare nel fare il traduttore dal calabrese allo svizzero nel maxi processo alla ‘Ndrangheta? Prima era uscito l’appello della giustizia elvetica alla ricerca disperata, o quasi, di traduttori, per comprendere l’idioma, il senso, il contenuto delle deposizioni degli imputati (http://www.lindipendenzanuova.com/inchiesta-ndrangheta-polizia-svizzera-cerca-interpreti-di-calabrese-75-franchi-lora/)

Ora però scatta la prudenza e dopo la richiesta lanciata dalla facoltà di lettere italiane della Romandia, c’è stata la presa di posizione di un deputato del PPD, Marco Romano. L’8 dicembre in Consiglio federale porterà due sue interrogazioni sulla lotta alla criminalità organizzata. Il consigliere nazionale ticinese chiede se l’approccio della ricerca pubblica sia sensato e necessario: «Non è pericoloso (rischio infiltrazione) pubblicare simili annunci? Non è possibile ricorrere puntualmente a poliziotti italiani per effettuare tali traduzioni? Esistono accordi di collaborazione in tal senso con le autorità italiane? Gli accordi di collaborazione di Polizia tra Italia e Svizzera vengono sfruttati in tutte le potenzialità?».

Insomma, non è meglio proteggersi dalla vendetta della mafia calabrese evitando di chiamare in causa privati cittadini?

 

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