Processo Maroni, il giudice: da gennaio in aula ogni giovedì. Ma il 20 ottobre al via con i test della procura

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Non c’è pace per il processo che vede tra gli imputati il presidente della Lombardia Roberto Maroni, accusato di induzione indebita e turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente in relazione a presunte pressioni per far ottenere un lavoro e un viaggio a Tokyo a due sue ex collaboratrici al Viminale, Mara Carluccio e Maria Grazia Paturzo. Dopo che la quarta sezione penale del Tribunale, presieduta da Maria Teresa Guadagnino, ha respinto perché “infondate” tutte le eccezioni relative alle intercettazioni sollevate da Domenico Aiello, legale del governatore, qualche tensione in aula si è verificata anche quando si è trattato di decidere il calendario.

Tensione che ha portato il giudice Guadagnino ad annunciare che da gennaio il processo si terrà ogni giovedì, e far slittare, per impegni professionali di Aiello e di un altro difensore, l’udienza del 22 settembre nella quale si sarebbe dovuto conferire l’incarico a un perito per la trascrizione delle intercettazioni al centro delle eccezioni dello stesso Aiello. Incarico che quindi verrà conferito in una nuova udienza programmata per il prossimo 6 ottobre, mentre il 20 ottobre si comincerà con i testi dei pm. In aula erano presenti anche le due ex collaboratrici di Maroni il quale, invece, era assente perché impegnato in commissione alla Camera a Roma. Oltre al presidente della Regione Lombardia sono imputati il capo della sua segreteria, Giacomo Ciriello, il segretario generale del Pirellone e presidente di Ferrovie Nord Milano, Andrea Gibelli e Mara Carluccio.

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