Bruciare il re costa caro ai catalani

di HELP CATALONIACatalani

Guifré Peguera Comas e Jordi Nogué Hernández sono stati condannati dal tribunale speciale spagnolo chiamato “Audiencia Nacional”. La condanna è stata di 900 € per aver bruciato una foto del Re Juan Carlos durante la Festa Nazionale Catalana del 2013 a Matarò.

Nella sentenza si afferma che è stata commessa un’azione “offensiva” in modo “volontario” per “screditare la corona”, proprio perché è “un simbolo dell’unità della Spagna e della permanenza dello Stato.” Il pubblico ministero ha chiesto una condanna per 10.800 euro per aver insultato la Corona.

Monarchia in caduta libera

Durante il processo i due studenti hanno ammesso di aver partecipato all’azione, anche se hanno detto che non sono stati loro a dare fuoco all’effigie del monarca. Secondo, quanto ha spiegato, Jordi Nogué, lui ha tenuto il ritratto, mentre Guifré Paguera gli ha gettato dell’alcool, ma nessuno dei due ha compiuto l’azione di dargli fuoco. “Se lo avessi fatto, lo direi, e lo farei di nuovo, ma non sono stato io”, ha detto Nogué.

299 anni di oppressione

I due Catalani hanno sostenuto che l’azione era un atto a favore dell’Indipendenza e contro una monarchia che da “299 anni sta opprimendo il popolo Catalano.” Le persone che hanno manifestato davanti al tribunale sono state identificate e multate con 300 euro per riunione non autorizzata.

Il traduttore non capisce…

Come sempre accade nei processi della “Audiencia Nacional”, dove gli imputati o i testimoni possono esercitare il loro diritto di parlare in Catalano, il traduttore ha dimostrato più volte di non comprendere questa lingua. In questo caso ha tradotto “meno” per “più”.

La difesa, che ha già annunciato che presenterà ricorso, ha ricordato che nel 2008 era successo un caso identico che terminò con la sentenza di reato contro l’ordine pubblico.

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2 Comments

  1. Andrea says:

    Al loro posto io avrei sostenuto la tesi del Miracolo e della combustione spontanea della foto.
    “Non l’ho fatto materialmente, l’ho semplicemente molto desiderato mentre quell’immagine mi passava davanti… E poi, signor Giudice Eccellenza, il ritratto ha mostrato alcune strane vibrazioni, lo si è visto come ‘sfarfallare’… Signor Giudice Eccellenza Generale, con tutto il rispetto ne ebbi grande paura”
    E poi, prima che Sua Eccellenza il Magistrato Eminentissimo Panzone trafinisse di asciugare il lurido sudore che gli correva nella sera caliente de Madrid… Ecco:
    “Una fata morgana, come di calore sull’asfalto bollente iniziò a tremolare l’aria stessa sopra quella foto… Noi restammo stupiti e terrorizzati, e ci aspettammo che dal ritratto si potessero sprigionare fiamme ed artigli di fuoco che ci avrebbero arsi vivi… Eccellenza, guardammo il cielo temendo che, come a Fatima, il Sole stesso e non soltanto la potenza irraggiante della Monarchia, stesse per abbattersi su questa nostra terra di miserabile plebaglia e attendemmo storditi…”
    E immagino i lunghi istanti di silencio, a las cincos de la tarde, inta cuel Tribunal bollente de sus Segnorias de Madrid…
    “Vuestra Segnoria excellente ne descuelpas! Quando la paura quasi ci ghiacciò muscoli e idee, tutto d’un tratto quella foto prese a bruciare, lo giuro, lo sostengo sulla testa (cabeza) dei nostri figlioli, eccellenze illustrissime! Il re, oppure la sua foto, preferirono ardere nel fuoco piuttosto che l’ira del Dios (per la Grazia del quale Egli possiede le nostre misere esistenze) su nosotros se abbattesse… E confido nella clemencia de las Cortes.”

  2. Dan says:

    Beh certo che costa caro bruciare le foto di re e presidenti: incendiare spazzatura rilascia diossina nell’ambiente e respirarla non è sicuramente salutare

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