Processi lumaca: ennesimo richiamo del Consiglio d’Europa all’Italia

di REDAZIONE

Il Consiglio d’Europa ha rivolto un ennesimo richiamo all’Italia affinché presenti un piano d’azione atto a risolvere il problema dell’eccessiva durata dei processi. Il comitato dei ministri del Cde ha approvato un documento in cui si sottolinea che alla Corte pendono ormai 8 mila ricorsi relativi a processi ‘lumaca’ e ai ritardi nel pagamento dei risarcimenti dovuti a chi ha subito gli effetti della lentezza della macchina giudiziaria. Ad oggi l’Italia è il Paese con più ricorsi ‘ripetitivi’.

Questi ricorsi riguardano le cause gia’ oggetto di una sentenza e nuovamente pendenti davanti alla Corte europea dei diritti umani. Dal documento del comitato dei ministri emerge che l’Italia ha presentato informazioni sulle misure prese per ridurre la durata dei processi, per far fronte all’arretrato e per accelerare i pagamenti dei risarcimenti dovuti alle vittime dei processi lumaca, ma tali informazioni non sono sufficienti a dimostrare che tutti questi problemi sono in via di risoluzione.

In particolare, il comitato nota che mancano informazioni precise sull’impatto che le misure attuate stanno avendo e un calendarizzazione delle ulteriori misure che devono essere introdotte. Infine viene espressa ”preoccupazione” per alcune modifiche alla legge Pinto entrate in vigore lo scorso 26 giugno. Secondo il comitato, la decisione di non riconoscere un risarcimento se non alla fine del processo e di negarlo a coloro il cui processo sia durato fino a sei anni, potrebbe non essere in conformita’ con quanto stabilito dalla Corte di Strasburgo sull’efficacia dei rimedi interni preposti a risarcire chi abbia subito una violazione dei propri diritti.

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4 Comments

  1. ingenuo39 says:

    Le sicure multe che anche questa volta arriveranno, le dobbiamo pagare sempre noi, o questa volta le pagheranno i giudici? Che cosa consigliate per rimediare a ciò? Grazie

  2. Diego Tagliabue says:

    Non solo! Fallidagghia è l’unico Paese europeo senza la responsabilità civile dei magistrati.

    Nonostante i continui richiami, Fallidagghia si rifiuta di introdurre questa norma, che mette sullo stesso piano di responsabilità i tre poteri della democrazia, quindi anche quello giudiziario.

    • Stefano Nobile says:

      non abbiamo la responsabilità civile, malgrado un referendum, perché in ItaGlia i magistrati hanno una lobby estremamente attiva e con parecchi efficacissimi mezzi.
      Non introdurremo mai una norma simile, non finché esisterà questa ItaGlia.

    • gianni says:

      Diego

      hai qualche fonte in argomento
      L’argomento mi intriga
      Grazie

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