La buffonata della privacy, segreto di Pulcinella

di GIANLUIGI LOMBARDI CERRIprivacy

La “privaci” (come dice il popolino), la “praivasi” (come dicono gli intellettuali) la “privatezza” ( come dovrebbe dire un qualsiasi cittadino che a scuola abbia imparato la lingua italiana) è un termine di estrema moda, che vale la pena di esaminare nelle sue applicazioni italiote.

Privatezza dovrebbe essere , come mi ha insegnato la mamma, un qualcosa che vieta ad altri di cacciare il naso negli affari miei, a meno che io non violi la Legge e solo dopo che la Legge abbia indizi che io abbia violato o stia violando la Legge..

Tanto per cambiare il solito “meridio” di turno ha scoperto che su questo concetto, dopo aver steso una opportuna cortina fumogena, si poteva non solo campare, ma camparci anche bene, varando una serie di norme, una più stupida dell’altra però, come al solito, sistematicamente disattese.

Ed i meravigliosi risultati non si sono fatti attendere.

Chi ci chiama al cellulare

Cominciamo con il cellulare. Tutti noi siamo assillati da spunti di pubblicità non richiesti, nonostante non esista (per la Legge sulla privacy) un elenco telefonico dei cellulari ufficialmente pubblicato.

Certo che se uno è “amico dell’amico” l’elenco lo può avere: sempre in omaggio alla “privaci”.

Passiamo alla stampa.

I dettagli in cronaca

Non ho documenti sufficienti per giudicare (e non è neppure il mio compito) se Bossetti, Stasi e altri siano colpevoli o meno ( a puro titolo di esempio) e se dovessi avere una qualche idea di colpevolezza in proposito dovrei tenerla accuratamente per me, la stampa ed i mezzi di comunicazione, invece,  sono abbondantemente esentati dal rispetto delle “praivasi” talchè, senza mezzi termini hanno fatto sapere al colto ed all’inclita che due madri e mogli avevano malamente gestito le loro proprietà più intime, oltre agli innocenti fanciulli , sempre tutelati, quando non ci sia di mezzo l’interesse, ai quali vengono fatti conoscere i più scabrosi dettagli.

Per soprammercato perfino sulla povera Yara non si sono fermati neanche dal dichiarare che forse………

L’affondo su Stasi

Per quanto riguarda Stasi hanno continuato a scrivere che è un uomo dallo sguardo bieco e grifagno, dedito ai vizi più innominabili e , quindi, sicuramente colpevole.

Questo in nome della “privatezza”.

Vediamo di illustrare altri significativi casi applicativi.

L’archivio informatico sanitario.

 

Dica 33…

Ognuno di noi sa bene che ogni conto corrente bancario è tutelato da ben due password fisse e da una variabile, cambiate d’autorità solamente se passano più di sei mesi senza che il titolare del conto lo consulti via internet.

E la cosa sembra che funzioni discretamente.

L’informatica sanitaria invece vuole molto di più e richiede, spesso e volentieri il cambio della password, complicando informaticamente le cose al punto che vorrei conoscere uno , un solo vecchio pensionato, affannarsi sulla tastiera del computer per vedere come è andata a finire l’analisi delle sue orine.

Come se a qualcuno potesse interessare il tasso di trigliceridi altrui!

In compenso però c’uno squadrone di persone “che si agitano” e (cosa fondamentale) percepiscono uno stipendio per tenere in piedi un programma che fa acqua da tutte le parti.

Procura della Repubblica

Per un problema di esclusivo interesse civico per il quale è stata fatta una istanza di verifica ho osato , dopo soli nove mesi, telefonare per avere informazioni solamente sull’andamento della procedura.

Nessuna idea di sollecitare alcunchè!

Apriti cielo ! Sono stato inondato con la parola privacy ad ogni piè sospinto, condendomi poi, alla fine , con uno scritto di due righe per capire il quale ho dovuto interpellare uno dei decodificatori della Stele di Rosetta che, peraltro, ha espresso ancora qualche dubbio.

Eccoci al Pec (Posta Elettronica Certificata)

Tutti gli uffici pubblici sbraitano a più non posso affinchè i cittadini aderiscano al gratuito PEC per poter comunicare gratuitamente con un qualsivoglia ente pubblico , con il vantaggio di disporre l’equivalente di una raccomandata con ricevuta di ritorno.

Tutti gli uffici pubblici, meno i due rami del parlamento dove si sta discutendo se vogliono o non vogliono aderire al programma statale.

Forse perché il parlamento italiano non rappresenta lo Stato ?

Misteri italici!

 

 

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2 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Finalmente che qualcuno si e’ accorto che la PRIVACY e’ in effetti una truffa del e sul nostro privato.

    Mesi fa ero assillato dalle compagnie telefoniche e elettriche, anche da ditte di altro settore a dire il vero.

    Ultimamente rispondevo anche male perche’ non ne potevo piu’.

    A parte che l’audio era fetente, incomprensibile e anche perche’ l’operatrice parlava talmente in fretta e male che non la si capiva proprio; all’invito di migliorarsi sbuffava e attaccava rasentando l’insulto.

    Per non parlare dei centri di assistenza, detti call center, che ti rispondono dalle americhe o dal continente africano.

    Va ben, tutto fa ormai brodo e della privacy che ci spetta di diritto (naturale diritto all’intimita’ personale e familiare) con una legge (idiota) ce l’hanno rubata.

    BEN VENGANO ARTICOLI DI QUESTO TIPO E TENORE..!!

    MA POI SERVIRA’ QUESTO IMPEGNO INTELLETTUALE..?

    In uno stato di “diritto” con un rovescio attuale non credo proprio. Comunque insistiamo perche’ crediamo che in fondo al tunnel del MM (non vuol dire molta merrrdd ma molta manna, per lui) ci deve, ci sara’ una luce ad illuminare il nostro sogno di LIBERTA’..!!

    L’e’ che sto kax di tunnel l’e’ appunto lunghissimo e ci vorranno anni per raggiungere il punto riappunto illuminato.

    PSM
    WSM

  2. Marco says:

    PEC. no piano la pec NON E’ equivalente ad una raccomandata con ricevuta.
    se il postino non ti trova lascia un biglietto per andar alle poste , se non ci vai il mittente sà che non hai ricevuto il messaggio.

    la PEC certifica il corretto invio della posta elettronica , ovvero che il gestore di posta ( NON il tuo pc) ha per te la posta integta ANCORA da leggere. e qui se uno non la legge è un problema in quanto la firma della ricevuta la mette un computer e vale quanto la tua, per un messaggio che puo anche non leggere.
    NON fatevi la PEC come cittadini, è una fregatura

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