Priore: Costituente per riforme radicali. Lindipendenza: no, politici ed elettori ignoranti a scuola

scuola

di Massimiliano Priore –  Molti anni fa assistetti a una conferenza in cui intervenne anche Stefania Craxi.  In sintesi, disse che esiste una contrapposizione tra la Costituzione e la demo-crazia, la volontà popolare. La sinistra è la paladina della Costituzione, la destra della democrazia.  

In quel momento mi sentii molto di sinistra. Credo infatti che senza delle regole prestabilite date appunto dalla Costituzione (o da qualcosa di analogo, come nel Regno Unito o in Israele) ci sarebbe la dittatura della maggioranza a discapito delle minoranze o di chi la pensa in modo diverso. Ci sarebbe l’oclocrazia, varrebbe il principio secondo cui “chi urla di più ottiene la mucca”.

Negli ultimi anni si è provato più volte di modificarla, ma senza troppo successo. Ci piace così, si vede. 

Eppure, anche recentemente la Costituzione ha subito delle critiche e ci sono state proposte di modifiche radicali. 

Partiamo dalle critiche. Feltri. Ha detto: Gli italiani credono davvero di disporre della Costituzione più bella del mondo e la conservano gelosamente quasi fosse una preziosa reliquia, quando, invece, è una schifezza studiata apposta per rendere codesto povero Paese ingovernabile. Pesi e contrappesi si annullano a vicenda, perfino il presidente del Consiglio, essendo primus inter pares, vale quanto il due di picche quando la briscola è a cuori. Ergo, un qualsiasi esecutivo basato su coalizioni bastarde, le sole possibili in Italia, rischia ogni minuto la crisi. Dopo di che si ricomincia a trattare in Parlamento per imbastire una nuova ammuccchiata che consenta di guidare a capocchia la nazione.

La proposta. Salvini. Elezione diretta del Presidente della Repubblica. Sinceramente, non vedo il vantaggio che i cittadini scelgano il Presidente, visto che non ha un ruolo politico, ma solo istituzionale. Personalmente, sono per l’Istituto monarchico, ma è un gusto personale.  Dicevo che non vedo il vantaggio di un Presidente votato direttamente dal popolo, a meno che non si trasformi l’Italia in una repubblica semi-presidenziale. 

Perché non fare una costituente per una riforma radicale, in cui ogni forza porti le proprie istanze e se ne discute? Magari anche quelle di chi vorrebbe un premier eletto dai cittadini. Avrebbe più senso del Presidente della Repubblica. Benché non mi vengano in mente Stati europei in cui ciò avvenga.

E quelle autonomiste-federaliste-confederaliste.

 

Replica del direttore, Stefania Piazzo

 

Caro Massimiliano, anche i migliori contrappesi oggi non sarebbero sufficienti a garantire un buon governo. La ragione sta nel fatto che oggi la democrazia si basa sul consenso generato da una popolazione la cui comprensione delle cose, il livello culturale di base, è prossimo all’analfabetismo. Col voto degli ignoranti il Paese è sempre più governato da una classe politica che rispecchia il mondo che la vota. Ignoranti che votano ignoranti. La preparazione è nulla, la capacità di esprimersi, per non dire di scrivere e terminare un discorso compiuto, sono una rarità. E con questi ambiziosi, chi al potere, chi in lista d’attesa con la presunzione di essere l’alternativa, tu vorresti sperare in una costituente. Anche con le forze autonomiste. E con persone che dicono le stesse cose demagogiche di Salvini, ma dette peggio, tanto che l’elettore tra la copia e l’originale, arriverebbe a votare ancora l’originale. 

Io non ho fiducia in questa classe politica. Nè nei rincalzi che vogliono avere spazio vivendo con la testa nei ricordi. Né in un concetto di destra e sinistra che ha superato la storia. Fosse per me, vincolerei il voto ad un esame di cultura generale. E le candidature per governare il Paese ad un test di ammissione come avviene per l’università. Almeno si filtra un po’, si fa pulizia dei cialtroni. Ci sono ex sottosegretari che si vantano di non aver mai letto un libro. Ecco. Io credo che decidere chi ha in mano le nostre vite sia una cosa piuttosto seria. Più che una costituente, manderei tutti di nuovo a scuola. A ricostituirsi di conoscenza elementare. 

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One Comment

  1. Massimiliano Priore says:

    Condivido praticamente ogni parola della replica. Io vincolerei la validità del voto alla domanda: “Per che cosa sta votando?”.

    Anch’io, per usare una litote, non sono un fan di questa classe politica, soprattutto di alcuni politici. Ammetto di aver peccato di ottimismo: stanno venendo fuori tante proposte di riforma costituzionale, proviamo a portare a casa la nostra riforma federale, mi sono detto. Digerendo anche cose difficili da digerire.

    In quell’ipotetica assemblea costituente le forze autonomiste sarebbero quelle culturalmente più avanzate, ma leggendo il tuo commento mi domando: non è meglio preparare prima il Paese a forze politiche culturalmente più avanzate e, soprattutto, alla bontà del federalismo?

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