Nasce un “cartello elettorale confederato” di movimenti autonomisti

di REDAZIONE

Hanno tenuto una riunione preliminare ieri a Milano con l’obiettivo di costituire un “cartello elettorale confederato” in vista delle prossime elezioni politiche, “utilizzando la possibilità di presentarsi in tutte le circoscrizioni elettorali nazionali senza la raccolta delle firme di sottoscrizione, data dalla presenza della componente politica autonoma in uno dei due rami del Parlamento, al fine di ottenere rappresentanze parlamentari che in altro modo (considerato il sistema elettorale attuale) non si potrebbero ottenere, con evidente ricaduta positiva sui singoli territori e per i singoli movimenti che manterrebbero la loro totale indipendenza”. E per il prossimo 19 luglio a Roma hanno convocato una prima riunione ufficiale.

L’iniziativa in questione è stata promossa dalla Componente autonoma del Gruppo Misto alla Camera “Noi per il Partito del Sud Lega Sud Ausonia”, che ha come referenti organizzatori: Alberto Lembo per il Nord e Gianfranco Vestuto (nella foto) per il Sud.

All’iniziativa hanno finora dato la loro adesione: Ettore Beggiato, Progetto Nord-Est; Fabrizio Comencini, ALE; Eva Klotz,  Süd-Tiroler Freiheit; Giancarlo Pagliarini , Unione federalista; Alessandro Cè, Lombardia Verso Nord; Giacomo Sanna, consigliere regionale Sardegna – Partito Sardo D’Azione; Arturo Iannaccone, parlamentare della componente Noi per il partito del Sud Lega Sud Ausonia.

In vista dell’appuntamento di Roma gli organizzatori si augurano l’adesione di altri movimenti. L’obiettivo di questa aggregazione “passa attraverso una prima bozza di accordo elettorale di soggetti poltici seri con valenza anche istituzionale sui propri territori, evitando quelli che hanno 1 iscritto per 1 simbolo o che parlano di soluzioni tecnicamente e politicamente irrealizzabili. Tutto ciò, ovviamente, senza voler escludere od offendere le tante realtà autonomiste e indipendentiste minori che magari possono poi far parte dell’iniziativa innestandosi in un progetto già concreto ed avviato. L’ipotesi programmatica progettuale potrebbe essere quella del riconoscimento del progetto di Miglio delle macroregioni, a mio avviso propedeutico ad altre istanze più marcatamente indipendentiste”.
Nelle intenzioni dei promotori “in termini numerici politici, una aggregazione del genere rappresenta veramente un terzo polo alternativo che vale sicuramente molto di più del quasi 1% che a livello nazionale portò 8 deputati e 2 senatori all’MPA di Lombardo alleato in coalizione alle ultime politiche, anzi i movimenti del Nord ne avrebbero un vantaggio maggiore visto che sul territorio contano molti più voti”.

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26 Comments

  1. Giampaolo Moretto says:

    La riunione di Roma della quale si parla nell’articolo è stata molto interessante e ha visto la partecipazione di parecchi ex parlamentari che abbandonarono la lega non certo per interesse. Ritengo gratuito l’attacco a Comencini e stupide queste schermaglie di critici, questi sì, interessati alla “carega”. Per la precisione all’incontro romano c’erano anche, oltre ai nomi citati, il sen. Antonio Serena e il dott. Andrea Cometti dirigente della CSU del sen. Aventino Frau. Nomi anche questi di elevato spessore politico.
    Giampaolo Moretto – Venezia

  2. PaoloPadano says:

    Che iniziative ridicole, motivate solo dalla speranza che magari uno di questi ce la faccia a essere rieletto… Il Paglia torni in Lega o in PrimaIlNord, ché ce n’è bisogno. Quanto agli altri… uno me lo ricordo bene perché portava la pistola nelle riunioni istituzionali, appoggiandola pure minacciosamente sul tavolo, un matto totale, anche mitomane.

  3. Albert says:

    Cè da una parte e Paglierini dall’altra. Ma almeno quelli fuoriusciti dalla Lega facciano qualche cosa insieme! Questa gente fa solo danni.

    • La Lega Nord come la maggior parte dei partiti ha scacciato i “capaci” per evitare che costoro delegittimassero gli incapaci che gestivano e gestiscono il movimento. Tenere fuori Pagliarini, Lembo, Cè, Comencini… e tanti altri è da idioti. L’attuale dirigenza, se fosse stata veramente portatrice di cambiamenti, come primo atto li avrebbe dovuti richiamare immediatamente con tante scuse ed invece c’è stato solo un cambio di poltrone e di affamati leccaculo. La Lega Nord è finita ormai… forse nascerà qualcosa di meglio… Non critichiamo sempre chi cerca di fare… il nemico è altrove…

  4. Adesso capisco perchè è fallita la Lega al Nord: c’è troppa gente che parla di aria fritta, utilizza luoghi comuni e non capisce una mazza di politica. Poi ci sono qulli che remano contro a prescindere per non perdere la pagnotta. Il sistema si combatte e si smantella dall’interno … e non mi venite a parlare di stati inesistenti…uniti si abbatte la partitocrazia romana e forse si ottiene libertà e indipendenza… da soli al massimo vi potete fare una sega, non essendo neanche accreditati a farvela fare…!

  5. Roberto Porcù says:

    @ giacomo : elementare, assicurare una poltroncina agli eletti con lo specchietto per le allodole delle autonomie.
    Tutto deve cambiare perché nulla cambi.
    Detto questo in tutta sincerità e con invariata stima personale per Giancarlo Pagliarini.

  6. caterina says:

    Noi indipendentisti del Nord vorremmo “costruire un grande movimento indipendentista” , come dice Sandro Migotto, tutto nostro perchè così potremmo dettare legge, cioè darci la nostra autonomia.
    Senonchè i movimenti credo che non sono in grado di associarsi: occorre saper rinunciare anche parzialmente al protagonismo di una primogenitura e in più dovrebbero poter contare su particolari provvidenze per affrontare il costo, in termini di impegno e di “grana”, della battaglia da intraprendere.
    La stessa cosa succede anche al Sud dove, dopo le ovvie recriminazioni dei danni postunitari che in questi ultimi dieci anni sono state veicolate da libri di grande successo che hanno avuto due o più edizioni con grande soddisfazione in tutti i termini dei pregevoli autori, è emersa una consapevolezza nelle persone più preparate che si danno da fare per immaginare come si possa riemergere dal fallimento dell’unità, anche sulla scia di meridionalisti veri ed economisti indipendenti, per cui si è fatta strada la necessità di essere autonomi per poter riprendere in mano il destino dei propri territori da dove si era interrotto diventando loro come noi “schiavi di Roma”.
    Non è bello che la prima riunione di questo tentativo nuovo verso l’autonomia e indipendenza (confederata sì o no) si svolga a Roma, ma dal momento che è un percorso facilitato dai presupposti illustrati, perchè non cogliere l’occasione?
    Ogni macroregione (per ora chiamiamole così) avrà poi la sua nuova o antica capitale, ma l’iniziativa proposta è pregevole, sperando che l’MPA, che poteva già attuare l’autonomia della Sicilia, da sempre dotata di tutti gli strumenti, non ci trascini alla deriva per le lusinghe di cui da sempre è succube. Perciò occorre vigilanza massima!
    Comunque l’opportunità di diventare il vento nuovo in tutta l’Italia è cosa da non lasciare ai grilli parlanti, anzi, forse ci seguirebbero…
    Non ci riusciamo? almeno sarà diventato ineludibilmente un “problema nazionale”
    Non si risolverà?
    Allora preparare i fucili!

    • oppio 49 says:

      Allora preparare i fucili! (che ci si mette meno)
      io di queste accozzaglie mi fido poco… preferirei che una simile iniziativa partisse per confederare i movimenti lombardi ma l’biettivo NON può essere la rappresentanza a roma. roma può e deve marcire là dov’è; una confederazione dei movimenti autonomisti ed indipendentisti lombardi deve avere come obiettivo il territorio e la difesa della nostra gente dalla voracità dello stato. le cadreghe, al massimo quelle regionali ma con un mandato ben preciso GUERRA ALLO STATO ITAGLIANO.
      Aldo Bettinelli

      • sandro Migotto says:

        ovviamente concordo con Oppio 49. Quando scrivo nei miei articoli Movimento indipendentista, intendo solo e soltanto quello veneto e nulla ho a che spartire con i movimenti autonomisti. l’unica apertura e comunque sara’ vigilata sara’ la possibile alleanza su battaglie comuni con altri movimenti indipendentisti del nord. Nessuna alleanza elettrorale di nessun tipo, in quanto il movimento di cui faccio parte non si e’ presentato e non si presentera’ mai ad alcuna elezione italiota. Spero gentile sig.ra Caterina, sia ben chiara la mia posizione.

      • caterina says:

        anch’io mi fido pochissimo, ma prima di arrivare ai fucili si tentino tutte le strade… sono portata a confidare sempre nella ragionevolezza delle persone. Purtroppo lo Stato che non vogliamo ha le armi i prefetti la polizia ed equitalia, e noi?
        La forza dei numeri checchè se ne dica è tutta da costruire, ma poi come ci si conta?
        Nessun referendum, anche arrivassimo oggi a farlo, ci porterebbe alla vittoria perchè sono contrari i timorosi indigeni e tutti quelli che si sono impiantati provenendo da altre regioni, e sono tantissimii… si lamentano, ma a loro gli sta bene l’Itaglia unita.
        Riponiamo grandi speranze in un riconoscimento internazionale, ma sono destinate a rimanere tali se il discorso da filosofico non si fa politico e se non diventa evidente che l’indipendentismo è una necessità per una richiesta più estesa ed una convenienza generale in termini economici .
        Scusatemi la puntualizzazione.

    • Dino says:

      Perchè non usare l’ordito dei 5S (non è brevettato). Permette ai cittadini, interessandosi nel proprio Comune di risolvere l’80% dei loro problemi (partecipando acquisiranno coscienza dei problemi e non avranno ragione di lamentarsi). Questo ordito permette le scelte pratichenon ideologizzate, foriere di tante contraddizioni costituzionali. Ai politici dei 2 livelli superiori rimane la soluzione solo del 20% dei problemi, dipanando regole che semplifichino l’agire delle strutture atte a creare redditi che coprano i debiti, fatti dai politici tradizionali per ingraziarsi gli elettori (a meno che non si desideri il default).
      Togliendo a Roma il carico dei problemi dei Comuni (partecipazione dei cittadini dal basso) diventa superflua la realizzazione ideologica dell’indipendentismo sospirato.Lo è nei fatti. Roma, con meno problemi, potrà meglio attendere alle soluzioni necessarie per dipanare (con nuove mentalità politiche)le situazioni fin qui create, che stanno portando allo stallo l’Italia. Dare una “spinta” a ritrovare le energie e le capacità insite in ogniuno ora assopite, visti i tempi dei diritti acquisiti e difesi ,ad oltranza, contro ogni buon senso collaborativo.

  7. Franco says:

    Mi meraviglia molto l’adesione di Eva Klotz.
    In tutti i casi è uno sgraziato e puzzolente “trappolone” !
    Complimenti ai partecipanti,è una “vera alternativa al sistema”.

    • Unione Cisalpina says:

      konkordo… TRAQPPOLONE … non mi piace x niente …

      sì invece ad una konfederazione tra tutti i movimenti indipendentisti cisalpini… all’inizio, magari, alternativi e konkorrenziali alla lega …

      • oppio 49 says:

        e dai con sta lega. ma lasciala in pace, sta facendo la cura dimagrante e poi vedrai che aderirà anche lei alla confederazione dei movimenti indipendentisti ma noi nel frattempo abbiamo bisogno di meno chiacchere e di una organizzazione.
        Invito l’Indipendenza a rifare, in lombardia, quello che ha fatto a jesolo. Marchi solo voi avete la credibilità per chiamare tutti attorno ad un tavolo… è urgente
        Aldo Bettinelli

        • sandro Migotto says:

          aderisco all’iniziativa del Sig. Aldo. come sono venuto a Jesolo (piccola bugia..ero a casa mia…) verro’ senza dubbio a Milano o dove vi pare. Dopo poco piu’ di un mese da Jesolo, mi sembra che molti presenti rconoscano ora la bonta’ dell’operazione messa in piedi da questo giornale. C’e’ la necessita’ di un seguito che dia nuovo impulso alla lotta per l’indipendenza. I tempi sono maturi. Grazie sig. Aldo per la proposta.

        • Leonardo says:

          ci stiamo provando…

        • Unione Cisalpina says:

          oppio 49 – e dai con sta lega…. e poi vedrai che aderirà anche lei alla confederazione dei movimenti indipendentisti

          guarda ke è esattamentre kuello ke intendevo … all’inizio si korre soli (vi appoggerei kol voto e sostegno ke mi sarebbe possibile dare), poi, kuando ci vedranno e konteranno, finalmente avverrà, inevitabile, il konfronto koi kugini e sarà e da lì ke nascerà la vera forza …

      • Albert says:

        Sono arrivati i quattro amici al bar.

  8. giacomo says:

    Quale sarebbe lo scopo di tutto ciò, se mi è permesso chiedere?

  9. sandro Migotto says:

    Rieccoli. Tutto come previsto, i beggiato, i comencini all’assalto della diligenza.

    Questi sono molto, molto piu’ pericolosi dei Romani e dei partiti Romani. Sono i falsi amici, sono i veri nemici del Popolo Veneto.

    • Veritas says:

      La frase esatta è proprio “assalto alla diligenza.
      E la corsa è appena cominciata : anche i grandi e medi partiti fanno liste o sub-partitini, e purtroppo sempre con lo stesso obbiettivo.

  10. lorenzo says:

    Mi permetto di dire che fare la prima riunione ufficiale proprio a Roma non mi sembra una scelta “azzeccata”..

  11. Filippo83 says:

    Come si chiamerà, Lega Italia?

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