Prima missione oltreoceano per Kerry, il successore di Hillary

di REDAZIONE

‘Listening tour”, un viaggio d’ascolto: così a Washington viene definita la prima missione Oltreoceano del nuovo segretario di Stato americano, John Kerry, da cui pero’ sono attese nuove idee e nuove proposte su come risolvere alcune delle gravi crisi internazionali in corso, a partire da quella siriana. Una vera e propria maratona quella dell’ex candidato alla Casa Bianca che – tra Vecchio Continente e mondo arabo – tocchera’ nove Stati in dieci giorni.

Kerry, gia’ partito per l’Europa, sara’ in tutte le principali capitali europee: Londra, Parigi, Berlino, Roma. Poi si rechera’ al Cairo e chiudera’ il lungo giro a Ryad, Abu Dhabi e Doha. Il rientro a Washington e’ fissato per il 6 marzo. Niente male come inizio per il nuovo capo della diplomazia, anche se sara’ difficile battere la tabella di marcia del suo predecessore, l’instancabile Hillary Clinton, che in quattro anni ha visitato ben 112 volte Paesi stranieri – 71 nel 2012 – facendo il giro completo del mondo per ben 38 volte. Il ‘tour de force’ messo a punto dallo staff del Dipartimento di Stato servira’ dunque a Kerry per stabilire un primo contatto con molti dei principali partner degli Stati Uniti e per un giro di orizzonte su tutti i principali temi caldi sul fronte internazionale: dalla Siria all’Iran, alla Corea del Nord, alla situazione nei Paesi della Primavera araba. Ma anche la crisi economica e finanziaria che continua a interessare l’Eurozona, ponendo rischi per la ripresa dell’intera economia mondiale, a partire da quella americana. In particolare a Roma – dove giovedi’ 28 febbraio partecipera’ alla riunione del Gruppo di Paesi Amici della Siria – Kerry avra’ molto probabilmente l’occasione per rendersi conto di persona dell’esito delle elezioni italiane, a cui in queste ore negli Stati Uniti si guarda con grande attenzione e preoccupazione.

Pur non andando a Mosca, poi, il segretario di Stato americano avra’ modo anche di confrontarsi col suo omologo russo, Sergei Lavrov, che incontrera’ a Berlino con l’obiettivo di rilanciare il dialogo tra Washington e Mosca dopo settimane di tensioni su vari fronti, dalla questione dei diritti civili in Russia alle adozioni di bimbi russi negli Usa. La tappa di Berlino sara’ poi un momento umanamente importante per Kerry, che da bambino, ai tempi della guerra fredda, ha vissuto per un po’ di tempo nella citta’ tedesca divisa dal Muro come figlio di diplomatico. Assenti dal programma del lungo viaggio di Kerry le tappe in Israele e Cisgiordania, dove a marzo si rechera’ il presidente americano, Barack Obama.

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