Prima i veneti? Regione, quei fondi al sociale finiti in mano alla Guardia di Finanza

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TREVISO – Location sul Montello a Nervesa della Battaglia (Treviso) e ottimo ristorante appena aperto, ma di impiego di disabili – per i quali la Regione del Veneto ha investito 3 milioni e 400mila euro nel capitolo “fattorie didattiche” – pare non esserci traccia.

La segnalazione è del consigliere regionale di opposizione del gruppo misto Diego Bottacin e nel mirino è finita «una ex discoteca dismessa (il Disco Palace, ndr) e invenduta da una decina d’anni – racconta – che è stata rilevata da un pool di coop sotto il nome ‘Ca’ della Robinia’ con l’impegno, a fronte del finanziamento a tasso zero nell’ambito del fondo di , di riattare gli spazi e realizzare una fattoria sociale dove far lavorare persone disabili».

Dovevano sorgere orti ed allevamenti per produrre alimenti da vendere al pubblico o degustare in loco in un’area dedicata a ristorante; ma a oggi – riferisce Bottacin – si è registrato solo la presenza di qualche capra e la realizzazione da parte della coop di una birreria. «L’ulteriore colpo di scena – rileva Bottacin – è stato che la coop cede lo spazio birreria al ristorante, privato, per i galletti alla brace, mentre credo che le 4 caprette messe a dimora siano ormai morte di fame per la totale incuria di quello che doveva essere orto ed allevamento». «Dei disabili e del loro inserimento – conclude – nessuna traccia mentre in bilancio del sociale restano quei 3,4 milioni di euro regolarmente sborsati». (da Il Gazzettino)

 

NERVESA DELLA BATTAGLIA (TREVISO) Da giorni il suo cellulare squilla a vuoto. Nessuno sa dove sia. Ma adesso sulle tracce di Bruna Milanese, presidente della cooperativa sociale Ca’ della Robinia, si sono messe pure la procura di Treviso e la guardia di finanza. A seguito delle notizie riportate dal Corriere del Veneto, i magistrati hanno infatti deciso di aprire un fascicolo conoscitivo per far luce sul progetto che dal 2011 ad oggi ha portato nelle casse della cooperativa 3,1 milioni di euro (altri 300 mila sarebbero stati liquidati nei prossimi mesi), pagati dalla Regione con un prestito a tasso zero, allo scopo di realizzare nell’area dell’ex Disco Palace di Nervesa della Battaglia una fattoria sociale dedicata ai disabili. Un progetto che però non ha mai visto la luce: da una settimana, infatti, nell’ex storica discoteca del Montello ristrutturata a suon di milioni è stata aperta una birreria della catena «Gallileo», che per stessa ammissione del titolare non ha alcuna finalità sociale: «Di questo progetto d’inserimento non sappiamo nulla – ha spiegato venerdì uno dei titolari, Massimo Cappellotto -.

Abbiamo affittato i locali dalla cooperativa ma quanto ai disabili, davvero cadiamo dalle nuvole ». Il capo della procura di Treviso Michele Dalla Costa vuole vederci chiaro: «Ritengo sia il caso di approfondire quanto emerso, perché l’eventuale mal utilizzo del denaro pubblico è un reato sul quale possiamo agire d’ufficio. Certo sarebbe auspicabile arrivasse un esposto da parte di chi è a conoscenza nel dettaglio della convenzione tra Ca’ della Robinia e la Regione». Esposto che il consigliere regionale di Verso Nord Diego Bottacin, già autore di un’interrogazione alla giunta Zaia sulla vicenda, depositerà nei prossimi giorni. E non c’è solo la procura, ad occuparsi del caso. A puntare gli occhi su Milanese, che gestisce la coop con la figlia Selene Bailo e Roberto Ferro, è anche il nucleo tutela spesa pubblica della guardia di finanza. L’attività è in corso, spiegano al comando provinciale, e in questi giorni sarebbe già stato effettuato un primo sopralluogo nella sede della coop per acquisire progetti e documenti. Lo stesso faranno gli ispettori della Regione, spediti sul Montello dall’assessore al Sociale Davide Bendinelli: «Domani (oggi, ndr.) incontrerò il sindaco di Nervesa, Fabio Vettori, insieme ai miei dirigenti. Gli uffici stanno passando al setaccio le carte, se emergessero irregolarità è certo che procederemo con una denuncia, oltre che con la richiesta di restituire tutti i soldi, ovviamente».

Proprio il predecessore di Bendinelli, Remo Sernagiotto, assessore all’epoca del bando (settembre 2011) ed ora eurodeputato di Forza Italia, è l’unico ad essere riuscito a contattare Milanese: «E’ spaventata, dice che non è colpa sua ma del Comune che non le ha rilasciato le autorizzazioni necessarie ad aprire la fattoria. Dice che è stata lasciata sola». Ma il sindaco Vettori non ci sta: «Trovo scorretto che la signora Milanese tenti di difendersi accusando noi. L’amministrazione le è sempre stata vicina nella realizzazione del progetto, passo dopo passo, ci sono stati incontri interlocutori culminati il 17 novembre 2014 con l’approvazione in consiglio comunale della modifica urbanistica necessaria ad aprire i cantieri. Consiglio a cui prese parte un suo tecnico. Il 13 dicembre il piano degli interventi è diventato efficace ma ad oggi, 20 aprile, non risulta depositato un bel nulla. Mentre lo stabile nel frattempo è stato affittato ad una birreria». Circostanza peraltro non consentita dalla convenzione stipulata dalla onlus con la Regione. Sernagiotto non nega di conoscere Milanese, che da più parti viene indicata come una sua sostenitrice politica («Certo che la conosco, come conosco le decine di persone con cui ho collaborato quand’ero assessore; alcune di loro adesso sono candidate col Pd…»), mentre è più cauto l’ex dirigente del Sociale in Regione, ora direttore dello stesso settore all’Usl 2 di Feltre, Mario Modolo, che pure compare tra gli «amici » nel profilo Facebook di Milanese: «Non posso dire di conoscerla – mette in chiaro Modolo – da un anno sono via dalla Regione e all’epoca ebbi con lei solo qualche incontro di lavoro. Di più non posso dire perché non so».

E mentre l’attenzione si allarga ai passaggi proprietari che hanno avuto ad oggetto l’ex Disco Palace, dall’ultimo acquisto da parte di Ca’ della Robinia a risalire, la vicenda della coop trevigiana continua a destare scalpore tra le onlus impegnate nella disabilità. Assessori e consiglieri regionali ieri hanno ricevuto una lettera molto dettagliata del commercialista vicentino Domenico Garbin, secondo cui «il problema purtroppo non è solo “Ca’ della Robinia” ma tutto il sistema con cui sono stati attribuiti i punteggi alle cooperative beneficiarie a valere sul fondo di Rotazione di 50 milioni ». Secondo Garbin, «il sospetto di gravi irregolarità sulle modalità con le quali sono stati attribuiti i punteggi alle cooperative nella graduatoria era molto fondato e facilmente rilevabile». Tocca ora ai magistrati dire se il professionista vicentino abbia, o meno, ragione. (Da Il Corriere del Veneto)

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