Prima che sia troppo tardi e che il disastro ci travolga

di FRANCESCO FORMENTI*

Da un po’ di tempo, forse fin da troppo, a questa parte i mezzi di informazione assomigliano sempre di più a dei bollettini di guerra.

L’economia la fa da padrona su tutti gli altri argomenti e le notizie sono sempre più agghiaccianti e deprimenti.

Le fabbriche chiudono; le maestranze, quelle fortunate che sono poche, trovano un’altra occupazione, mentre tutti gli altri vanno ad ingrossare le fila dei futuri disoccupati.

I sindacati continuano ad allestire tavoli di trattative che mai avranno una conclusione, il governo, unico ente che produce a ritmo continuo, sforna decreti e proposte in continuazione, ma che purtroppo rinviano continuamente la soluzione dei problemi, infine il Parlamento in continuo subbuglio non riesce a partorire alcunchè.

Davanti a questo quadro desolante il povero cittadino è costantemente disarmato, sempre alle prese con la fine del mese che si accorcia sempre più, con la spada dell’IMU che incombe ogni due per tre, il potere di acquisto degli stipendi in continua discesa nonostante le dichiarazioni europeiste di una moneta che non sarebbe mai stata soggetta ad inflazioni; la Confindustria che tuona, un giorno si e l’altro pure, contro un governo che è sempre più indebitato e che rinvia i pagamenti a data da destinarsi.

Gli enti locali ormai allo sbando sono costretti a non pagare i fornitori a causa dello scellerato patto di stabilità e così costretti loro malgrado ad ingrossare la schiera delle imprese che sono costrette a portare i libri in tribunale.

E le anime nobili che fanno?

Accolgono, più esattamente vanno a prendere, coloro che vengono da lontano in fuga non si sa da cosa e per questa gente ci sono le risorse che ai nostri concittadini vengono negate.

Ancora per poco le regioni settentrionali potranno produrre quel reddito che finora a consentito a tutti di vivere spensieratamente sopra le righe e dopo che cosa succederà?

Noi della “Indipendenza Lombarda” da tempo promuoviamo l’unica soluzione possibile che è quella di trovare per conto nostro la strada della ripresa e riteniamo che il momento giusto sia questo, prima che il disastro ci capiti addosso senza potercene più liberare.

* Indipendenza Lombarda

 

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4 Comments

  1. Roberto Porcù says:

    ” … infine il Parlamento in continuo subbuglio non riesce a partorire alcunchè.”

    Errore madornale, il parlamento, e con esso tutta la classe politico-burocratica, riesce molto bene a partorire il mantenimento dei privilegi e delle prebende.
    Usque tandem abutere patientia nostra ?

  2. Alterego says:

    Se anche il nord si comportasse come il sud, lo stato italiano sarebbe già fallito.
    Da decenni.

    Su questo proprio non ci sono dubbi.

  3. Evviva Gesù. Fermare il Paese per togliere dai piedi gli Sciacalli, Avvoltoi e marionette che li sostengono.
    Lo Stato ormai é agli sgoccioli.Oggi con l’IMU, domani con il TARES, posdomani ne verranno fuori delle altre. Il concetto é fottere gli Italiani per salvare i propri privilegi.
    La mia soluzione per salvare l’Italia, eliminare il Quiri, il Seno, il Parla e tutti i Governi Regionali mangia franchi.
    Aprire prigioni all’aperto in isole abbandonate dove custodire i pelucchi della politica Italiana.

  4. Albert Nextein says:

    Lombardi, lavorate meno e pensate di più.
    Alzate la testa e tenetevi i soldi in tasca.
    Organizzatevi per uno sciopero fiscale ad oltranza.
    Fate il minimo indispensabile.
    Non c’è ragione per spaccarsi la schiena , per poi esser costretti a versare al fisco somme sempre maggiori.

    Se anche il nord si comportasse come il sud, lo stato italiano sarebbe già fallito.
    Da decenni.

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