Prima assumere i residenti: Renzi, senti la Sinistra di Lugano

di ELSA FARINELLIcomune lugano

“Si assumano più residenti”. Caspita, e chi lo chiede? Il partito socialista svizzero, a Lugano. Renzi non se ne è ancora accorto, nonostante il suo Pd sia il più grande partito della sinistra in Europa. Ah già,la Svizzera è fuori dall’Unione, forse è per questo che l’appello dei suoi socialisti non viene conteggiato.

Comunque sia, secondo i socialisti di Lugano, c’è disparità numerica tra personale locale e frontalieri. Tanto da aver improvvisato un presidio-volantinaggio in piazza San Carlo e in via Nassa per sensibilizzare le aziende nel dare precedenza nelle assunzioni alla forza lavoro locale.

Se tuttavia i commercianti aprono alla presenza dei frontalieri, forse è perché la contrattazione consente di “giocare” sugli stipendi. Ma quali sono le cause di questa politica di assunzione? Secondo alcuni nostri interlocutori i contratti collettivi attualmente in vigore sarebbero molto «liberi», soprattutto per le attività con pochi dipendenti.

La polemica non si placa, la sofferenza-insofferenza verso le presenze italiane oltre frontiera non è più un filone cavalcato dalla Lega dei Ticinesi o da altre realtà del centrodestra svizzero. Intanto l’Italia tace, la Lombardia dorme, e il governo pensa al jobs act. Sai quanti frontalieri non vedono l’ora di tornare a casa grazie al miracolo italiano di Renzi…

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One Comment

  1. renato says:

    Chi non ha vissuto in Svizzera difficilmente può comprendere quella realtà. Gli svizzeri sono prima confederati e poi zurighesi, ginevrini, grigionesi, ticinesi, Appenzeller. Si amano e si odiano come si fa in ogni altro paese, ma hanno ben presente che se tirano troppo la corda e quella si spezza saranno guai seri per tutti. Da noi questo concetto è stato cancellato molto tempo fa. Ne sono prova gli incessanti tentativi, molto frequentemente segnati da successo, di distruggere ciò che si è creato con tanta dedizione e sacrificio da parte di una maggioranza che sembra non voler difendere il frutto del suo lavoro. Ciò che a noi manca è il senso della comunità, quella che non è imparentata col comunismo e che non va a braccetto col nepotismo.

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