Previdenza indipendente regionale, se vogliamo vedere ancora la pensione

di MARIO BETALLIpensionati

In Italia ci sono 21,8 milioni di contribuenti  e 21,0 milioni di pensioni da pagare, praticamente un rapporto di uno a uno, nonostante ciò i versamenti effettuati dai lavoratori non sono bastati a finanziare l’intero sistema. Infatti, lo Stato è costretto a metterci altri milioni di Euro (nell’anno 2013  ci ha messo 114,0 milioni) per coprire assegni di invalidità, contributi di sostegno al reddito e quelle di accompagnamento, ed ancora, la mobilità per chi ha perso il posto di lavoro, le quote della cassa integrazione a carico dello stato ed altro.

Ovviamente in base alla legislature vigente, il disavanzo o viene coperto da ulteriori trasferimenti dello Stato (magari nell’esercizio successivo) oppure c’è il default previdenziale ossia lo Stato (per evitare la bancarotta)  è costretto fare una riforma previdenziale per ristabilire l’equilibrio dei conti, (allungare il periodo lavorativo e/o riducendo il valore delle pensioni con penali od altro).

Quindi, per coprire il buco (come rimborsi spese “anomale” ai Deputati/Consiglieri regionali, ad alcune Amministrazione pubbliche) non ci sono i tagli degli sprechi ma si ideano nuove tasse a carico delle pensioni, come il contributo di solidarietà che viene applicato in base a fasce di reddito diverse fino ad arrivare ad una trattenuta del 18%. Contributo poi definito incostituzionale perché destinato a coprire spese estranee al welfare, e così si è provveduto emettere una apposita legge (214/2011) che prevede una trattenuta sulle pensioni a partire dal 1 Gennaio 2012 fino al 31 Dicembre 2017, ovviamente per coprire fondi di garanzia per le piccole/medio imprese, fondi di garanzia per la prima casa, alcuni progetti di ricerca ed innovazione ed altro.

PER ARGINARE TUTTO CIO’ E’ INDISPENSABILE :

1.  DIVIDERE LA PREVIDENZA DALL’ASSISTENZA

2.  UTILIZZARE I CONTRIBUTI VERSATI SOLO ED ESCLUSIVAMENTE PER COPRIRE LE PENSIONI CORRENTI E/O FUTURE

3.  COSTITUIRE UN FONDO DI GARANZIA REGIONALE A FAVORE DEI GIOVANI

Diversamente continuando con questo sistema i pensionati diventano sempre più poveri e non potranno sostenere il fabbisogno allo studio dei loro figli, mentre per i giovani non ci sarà alcuna garanzia di avere  una pensione dignitosa.

 

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