Pressione fiscale ufficiale al 50,3%. E’ il prezzo delle tangenti allo Stato che ruba

di GIOVANNI D’ACQUINOfisco_tasse

Che Paese è quel paese che ti costringe a lasciar giù in mano allo Stato la metà di quello che guadagni per mantenere lo Stato che non lavora, la burocrazia che mangia, i partiti che rubano, i dirigenti pubblici che corrompono e prendono tangenti?

La pressione fiscale, nel IV trimestre del 2014, è infatti stata pari al 50,3%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Lo rileva l’Istat.

C’è una via d’uscita? L’altro giorno, sempre l’Istat, ha accertato l’aumento della disoccupazione. Se andiamo ancora indietro di qualche giorno, Trasparency International ci ha ricordato che nei cittadini la percezione della corruzione nella pubblica amministrazione tocca quota 90%.

Ed è ancora notizia dei giorni scorsi il continuo valzer di tira e molla per abolire i vitalizi ai politici condannati per mafia con sentenza passata in giudicato.

In che paese viviamo? In un paese della bega politica continua, della ricorsa agli accordi elettorali, in cui nessun partito ad oggi ha seriamente alzato la voce per aprire la strada di una fattibile protesta fiscale.

Si fa presto a parlare, ma a rischiare c’è sempre tempo…. Armiamoci e partite.

 

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