Pressione fiscale record e anche i saldi verso il flop

di GIORGIO CALABRESI

La pressione del fisco va su e i consumi continuano a scendere. Così anche i saldi quest’anno si annunciano un ‘flop’ con i commercianti che non riusciranno neanche a recuperare il calo natalizio. Il quadro emerge dall’ultima tornata di dati sulla crisi economica che arrivano da una delle organizzazioni dei negozianti e dai consumatori. Secondo Confcommercio infatti la pressione fiscale continua a crescere: è salita al 44,3% nel 2013, nuovo record assoluto nella storia del nostro Paese dopo quello già raggiunto nel corso del 2012, e c’è la previsione di un livello stabile ben oltre il 44% anche nel 2014. E «purtroppo anche nel 2014 la riduzione della pressione fiscale è soltanto illusoria (le previsioni Governative parlano di centesimi di punto percentuale) e il livello si manterrà sopra il 44,2%». Uno scenario quello descritto da Confcommercio «che, per riavviare il processo di crescita, richiede più coraggio e più incisività nei tagli alla spesa pubblica e, soprattutto, politiche fiscali dal lato dell’offerta, a cominciare da una incisiva riduzione degli oneri fiscali che gravano sui fattori produttivi, primo fra tutti il lavoro». La riduzione del carico fiscale «deve, dunque, essere l’obiettivo prioritario e irrinunciabile dell’azione di Governo nel prossimo futuro. Non spostare o rimodulare, ma ridurre, semplicemente ridurre in modo certo, progressivo e sostenibile la pressione fiscale è l’esigenza fondamentale di lavoratori, imprese, pensionati. È il solo modo, questo, per rilanciare le forze produttive vitali, ben presenti nel nostro paese». Forze produttive che però in questo momento arrancano per la pesante contrazione dei consumi che sta colpendo anche le vendite scontate di stagione.

Negli ultimi 5 anni – dice Adusbef – gli italiani hanno più che dimezzato il budget destinato ai saldi: dai saldi del 2009 agli attuali la cifra è passata dai 450 ai 200 euro«. L’andamento delle vendite nel periodo di saldi negli ultimi anni è stato disastroso – sostiene anche il Codacons – gli stessi commercianti al termine dei precedenti sconti invernali hanno denunciato fortissime riduzioni degli acquisti con punte del -30%. Ma la conferma di come gli italiani abbiano sempre più rinunciato ai saldi, arriva dal confronto tra la spesa media del 2009 e il budget che oggi le famiglie dedicano agli sconti. Se 5 anni fa un nucleo spendeva mediamente 450 euro (dati Confcommercio) per gli acquisti durante i saldi, quest’anno non verrà superata la soglia dei 200 euro a famiglia, con una riduzione di spesa del 55,5% in 5 anni. »Oggi – spiega il presidente Carlo Renzi – a pochi giorni dall’avvio dei saldi, le vendite non sono decollate, nonostante la buona affluenza di cittadini lungo le strade dello shopping, e stimiamo una contrazione media degli acquisti del 12,5% rispetto allo scorso anno«.

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

2 Comments

  1. Roberto Porcù says:

    … più coraggio e più incisività nei tagli alla spesa pubblica.
    So che le utopie sono difficili da capire per quel che sono, ma i tagli alla spesa pubblica sono essenzialmente tagli che si chiede alla associazione a delinquere di stampo politico burocratico su quanto loro, personalmente, percepiscono.
    Loro non se li faranno mai, sarebbe contro la loro natura, questi tagli ci saranno solo quando saranno i Cittadini a decidersi a farli.
    Anzi! Per ora, in previsione di elezioni, assistiamo ad un aumento della spesa pubblica per regalie ai clientes ed accaparramenti personali nel caso le elezioni non fossero favorevoli e capitasse di doversi cercare un lavoro vero.

  2. Albert Nextein says:

    E’ evidente.
    La gente è in difficoltà, vessata e spremuta da tasse, balzelli, obblighi, assurdità di ogni genere.
    Una vita complicata e sempre più misera.
    La gente teme per il proprio futuro che non riesce più a prospettare e programmare, essendo in balia di una classe di potere criminale ed autoreferenziale.
    I risparmi la gente tenta di salvarli e non li spende.
    Quelli in cassa integrazione , i licenziati, i disoccupati non spendono.
    Le famiglie languono.

    Che i saldi siano un flop non è una novità.
    Sono anni che gira così.
    Questa è depressione economica.

Leave a Comment