Presidenzialismo vero e Senato “federale” finto: fermateli!

di GIORGIO GARBOLINO

L’accordo PDL Lega – se si farà – per spartirsi il potere alle spalle di cittadini disorientati o distratti, questa volta rischia di fare danni seri. La proposta di legge congiunta per un regime cosiddetto “semi presidenziale” e con un senato cosiddetto federale si spiegherebbe solo con la crisi d’astinenza dal potere romano dei vertici di questi partiti.
Che uno stato così diversificato come l’Italia non possa che essere governato con un pugno di ferro, è vero, e la storia degli ultimi 150 anni lo insegna, ma il rimedio dovrebbe essere il rivedere il centralismo romano, non il suo rafforzamento. Il curioso è che mentre a livello internazionale si incoraggia un assetto sociale e politico favorevole al nord, anche per uscire dalla crisi (il Financial Times prevede un’eurozona che accolga solo il nord d”Italia, al G20 lunedì scorso il Fondo Monetario Internazionale “suggerisce all’Italia di decentralizzare la contrattazione salariale e introdurre differenziazioni regionali nei salari del settore pubblico”) in Italia dai “liberali” del PDL e dagli “autonomisti” della Lega non ci si aspetterebbero proposte per rafforzare il potere dello stato e ridurre le autonomie locali.
Il presidenzialismo – voluto da Berlusconi – è “alla francese” (ispirato cioè allo stato giacobino che contende all’Italia il primato dell’accentramento) e basti dire che attribuisce al capo dello stato un potere maggiore di quello che ha il presidente USA, normalmente considerato un “monarca”, p. es. l’iniziativa legislativa e la possibilità di sciogliere il parlamento. Non è un caso che i più convinti sostenitori della riforma siano i post fascisti di AN.
Il potere del presidente – si dice – sarebbe però bilanciato dal potere del senato “federale”. Peccato che di federale non abbia niente, ma proprio niente.
A parte l’ovvia considerazione che non può esserci un senato federale senza uno stato federale, senza cioè un potere autonomo e originario di organismi territoriali (stati, cantoni, laender, che dir si voglia), il colmo è che rappresentava di più le amministrazioni locali il primitivo senato della repubblica, elettivo su base regionale, e che la costituzione ha modificato più volte per farne una copia perfetta della camera, senza alcuna rappresentatività locale.
Questo senato “federale” voluto dalla Lega, del federalismo è l’esatto opposto. Se ricalca, come sembra, il senato “federale” presentato da Berlusconi Bossi nel DDL 2941del 4/10/2011, è il caso di rileggere la relazione che lo accompagnava:
“Il Senato diviene «Senato federale», composto da senatori eletti, su base regionale, fra gli elettori residenti in quella regione”. Sin qui ricalca la costituzione del 1948 che recitava “Il Senato della repubblica è eletto a base regionale… i senatori sono eletti a suffragio universale e diretto…La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due camere… La Camera è eletta per cinque anni, il Senato per sei…). Poi ne limita l’elezione diretta: “Possono partecipare all’attività del Senato federale della Repubblica, con diritto di voto, anche altri rappresentanti delle regioni e delle autonomie locali.”
Peggiorare la costituzione del ’48 non era facile, ma ci sono riusciti: l’elezione diretta solo parziale indebolisce la rappresentatività dell’assemblea e quindi la forza contrattuale nei confronti dell’esecutivo. La funzione legislativa poi sarà limitata alla cosiddetta “legislazione concorrente”, in cui lo Stato detta legge – nel senso letterale – e alle regioni spetta il dettaglio concesso dalla legge dello stato.
Oltre tutto le regioni finiranno controllate da quella assemblea “nazionale” definita “federale”. La relazione precisava: “viene attribuita al Senato federale la facoltà di promuovere il ricorso in via principale sugli statuti e sulle leggi regionali”, cioè potrà farli bocciare…. Inoltre, in omaggio all’autonomia regionale, si prevede per esempio che “spetti alla legge dello Stato fissare un tetto al numero di consiglieri regionali e alla loro indennità”.
La relazione era chiara anche nel togliere competenze locali per restituirle allo stato, nel criptico politichese sotto il titolo Migliora il regionalismo italiano: “La riforma, punta altresì a fare chiarezza nella ripartizione delle competenze legislative fra Stato e regioni in materie molto delicate come l’energia e le infrastrutture strategiche.
Negli stati federali, come negli USA (dove il federalismo, per imperfetto che sia, è nato e si regge dal 1787) il senato è un po’ diverso. Rappresenta gli stati con due senatori per ognuno, grande o piccolo, perché quelli piccoli non subiscano la preponderanza dei più popolosi. I senatori sono direttamente eletti dai cittadini degli stati, in durissime competizioni elettorali. Il senato ha, come la camera, pieno potere legislativo, ma ha anche poteri esclusivi che lo rendono – è stato detto – la più autorevole e potente assemblea del mondo. Il suo presidente è nel governo degli Stati Uniti come vice presidente, il senato deve approvare le nomine presidenziali dei funzionari federali e deve ratificare a maggioranza dei due terzi ogni trattato internazionale. Anche sulla messa in stato d’accusa del Presidente (l’impeachment) la sentenza spetta al senato. Il confronto col senato “federale” di PDL Lega è impietoso…
Gli assetti istituzionali e le leggi elettorali non sono giochetti per politici frustrati da troppe sconfitte, riguardano il meccanismo con cui funziona lo stato e le garanzie di rappresentanza e di libertà per i cittadini. Le proposte di riforma meriterebbero più attenzione e più consapevolezza da parte di tutti.

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10 Comments

  1. Unione Cisalpina says:

    ritengo ke un senato di tipo federale, ovvero su base proporzionale regionale (ke rispekki la konsistenza numerika delle stesse) sia komunkue un freno o strumento di korrezione valido alle decisioni prese dal parlamento a patto ke, anke il senato, non rispekki la volontà dei partiti e gli eletti non siano espressione degli stessi…

    altrimenti non kambia nulla, komandano sempre le segreterie partitokratike e le decisioni prese saranno sempre blindate e prekostituite al di là del merito delle kuestioni poste, kui tutti dovrebbero dare ragionevole supporto e kontributo…

    x i partiti, l’interesse del cittadino è kuestione relativa e funzionale solo alla loro volontà dispotika e divisoria, tendente sempre a frammentare il popolo x konservare il proprio spazio di potere ed interessi di ki li gestisce…

    • giorgio garbolino says:

      Cercherò di precisare perché io penso, come temete anche voi, che non cambi nulla. Anzi, io sono certo che cambierebbe in peggio con un presidente con un potere enorme e senza controllo. Un “senato di tipo federale”, comunque, esiste solo in uno stato federale, con realtà locali sovrane e indipendenti nel loro ambito, che abbiano delegato allo stato federale solo pochi e limitati poteri. Se no il senato non potrà mai rappresentare autonomie che non sono autonome, e – senza quasi nessun potere, come previsto dalla “riforma” – servirebbe solo a rendere più facile la strada al potere illimitato del Presidente.
      Altra cosa. Se l’elezione è su base proporzionale, cioè in funzione della popolazione, cosa lo distingue dal Senato di oggi e dalla Camera? Le comunità locali sono rappresentate solo se ognuna ha lo stesso numero di rappresentanti. La federazione non è un condominio dove contano i millesimi ma un patto fra comunità di pari dignità, piccole o grandi, ognuna delle quali ha il diritto di partecipare su un piano di parità a tutte le decisioni dell'”associazione”. A rappresentare il numero di abitanti della federazione nel suo complesso c’è l’altro ramo del parlamento, giustamente eletto su base proporzionale. La stessa legge va condivisa sia dalla maggioranza della popolazione (rappresentata in Usa dalla Camera dei Rappresentanti), sia dalla maggioranza degli stati (rappresentati dal Senato Federale), proprio per evitare che gli stati piccoli subiscano leggi federali che facciano gli interessi degli stati grandi. Non a caso in Usa è addirittura richiesto l’assenso dei due terzi degli stati per ratificare certe leggi. Tutto il federalismo si basa sulla distribuzione e sul bilanciamento dei poteri: se queste cose non ci sono, niente impedisce alla maggioranza – come si esprimeva un vecchio principio – di tagliare la testa alla minoranza…

      • Unione Cisalpina says:

        giorgio garbolino – Cercherò di precisare perché io penso, come temete anche voi, che non cambi nulla.
        Anzi, io sono certo che cambierebbe in peggio con un presidente con un potere enorme e senza controllo.
        Unione Cisalpina – Non konosko bene funzioni edi attributi ke kuel tipo di presidente lì, avrebbe.

        giorgio garbolino – Un “senato di tipo federale”, comunque, esiste solo in uno stato federale, con realtà locali sovrane e indipendenti nel loro ambito, che abbiano delegato allo stato federale solo pochi e limitati poteri.
        Unione Cisalpina – Sì, sarebbero xò, nel nostro kaso, le Regioni … ke dovrebbero avere attributi e nome di “stato” … kuindi bisognerebbe kambiare gli statuti regionali

        giorgio garbolino – Se no il senato non potrà mai rappresentare autonomie che non sono autonome, e – senza quasi nessun potere, come previsto dalla “riforma”- servirebbe solo a rendere più facile la strada al potere illimitato del Presidente.
        Unione Cisalpina – E’ vero, kredo xò ke nel loro intento, senato e parlamento, dovrebbero mitigarne il potere dal momento ke l’attuale presidente della repubblica, non ci sarebbe +

        giorgio garbolino – Altra cosa. Se l’elezione è su base proporzionale, cioè in funzione della popolazione, cosa lo distingue dal Senato di oggi e dalla Camera?
        Unione Cisalpina – Nel loro disegno, il fatto ke i kandidati , rigorosamente, non potrebbero essere estranei del luogo… intendo, nominati “dall’alto” 😀

        giorgio garbolino – Le comunità locali sono rappresentate solo se ognuna ha lo stesso numero di rappresentanti.
        Unione Cisalpina – Non necessariamente… l’edukazione e senso del diritto komune ed individuale, prima di tutto, altrimenti ogni kastello e formula kostituzionale kade…
        diciamo ke in nessuno stato demokratiko i diritti delle minoranze dovrebbero essere sopraffatti dalla volontà egemone della maggioranza;
        faccio un esempio:” se io sono kattoliko e sono kontrario al divorzio, non lo pratikerò ankorkè ci sia una legge civile ke lo konsente, ed ankorkè maggioranza nel Paese, voterò x una legge civile ke lo regolamenti e permetta agli altri miei koncittadini, minoranza, ke lo vogliono, di poterlo fare, se del kaso, kuando necessitassero”.

        giorgio garbolino – La federazione non è un condominio dove contano i millesimi ma un patto fra comunità di pari dignità, piccole o grandi, ognuna delle quali ha il diritto di partecipare su un piano di parità a tutte le decisioni dell’”associazione”.
        A rappresentare il numero di abitanti della federazione nel suo complesso c’è l’altro ramo del parlamento, giustamente eletto su base proporzionale. La stessa legge va condivisa sia dalla maggioranza della popolazione (rappresentata in Usa dalla Camera dei Rappresentanti), sia dalla maggioranza degli stati (rappresentati dal Senato Federale), proprio per evitare che gli stati piccoli subiscano leggi federali che facciano gli interessi degli stati grandi.
        Non a caso in Usa è addirittura richiesto l’assenso dei due terzi degli stati per ratificare certe leggi.
        Tutto il federalismo si basa sulla distribuzione e sul bilanciamento dei poteri: se queste cose non ci sono, niente impedisce alla maggioranza – come si esprimeva un vecchio principio – di tagliare la testa alla minoranza…
        Unione Cisalpina – Bene e kiaro tutto ciò ke si riferisce agli USA ke in nulla assomiglia a kuest’imbroglio lekkista roman_italiako di pseudo federalismo, su kui tutti konkordiamo … ma tant’è …

        • giorgio garbolino says:

          Su Berlusconi presidente “alla francese” si può vedere: http://www.corriere.it/politica/12_maggio_25/berlusconi-alfano-conferenza_5cbea822-a64f-11e1-adca-f1e67e46c97e.shtml.
          Una sintetica descrizione sui poteri che avrebbe il presidente si può trovare su: http://www3.lastampa.it/domande-risposte/articolo/lstp/453138/

          • Unione Cisalpina says:

            la Francia ha eletto il suo nuovo Presidente della Repubblica. Quali sono i suoi principali poteri?

            Il suo è ritenuto un ruolo «forte»: è il capo dello Stato e nelle sue mani si concentra gran parte del potere esecutivo.
            – È lui a nominare il primo ministro e, su sua proposta, i membri del governo. Molto spesso questi ultimi vengono «imposti» dal Presidente.
            – È lui a presiedere il consiglio dei ministri, a stabilire l’ordine del giorno e a dirigere i lavori.
            – Ha inoltre la facoltà di sciogliere l’Assemblée Nationale, la camera bassa del Parlamento francese.
            – Tra gli altri poteri: firma decreti e ordinanze, indice i referendum,
            – è il capo delle forze armate e nomina alcuni alti funzionari.
            – in ambito diplomatico (è lui a rappresentare lo Stato all’estero)
            – in ambito giudiziario (presiede il Consiglio superiore della magistratura e può concedere la grazia).

            Non mi sembrano kose strane, ma giuste.
            Forse sei preokkupato xkè sai ke kon gli italiani di mezzo, kuesti poteri, potrebbero sfociare in dittatura … basta xò avere dei contrappesi adeguati e regole x l’impeachment eventuale, suffragato da plebiscito maggioritario.

            Il Konsiglio Esekutivo del Presidente dovrebbe essere kuello dei suoi Ministri e ad ogni ordinanza o dekreto presidenziale, a fianko della sua firma, kuella del ministro o ministri koinvolti, x approvazione … su ogni atto prodotto.-

            Ce ne sarebbero altre, molte altre da kiarire…

            • giorgio garbolino says:

              Giusto, a un potere centrale forte i contrappesi adeguati potrebbero esserlo (come negli stati federali) solo poteri locali altrettanto forti, organizzati in un vero Senato federale. Non è il caso dell’Italia. Per la sua natura l’Italia o scompare o si adatta a un regime autoritario. Non ci sono altre alternative.

  2. liberta` says:

    spero di vivere per poter assistere alla disfatta di questi ignobili esseri umani… tutti si ritirano ad un certo punto… spero farete la fine di gheddafi…. pezzenti voi e le vostre famigliee

  3. Giacomo says:

    Lega nodde per l’asservimento della padania.

    BASTA CON QUESTI TRUFFATORI. Il primo che mi parla di “cercare un accordo con la parte buona della lega” si becca un vaffanculo tonante.

    • Lucafly says:

      “cercare un accordo con la parte buona della lega” si becca un vaffanculo tonante.

      anzi due il mio compreso…..(la parte buona sono dei Cogli…capaci del nulla)
      Amen

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