La giornata tipo di Renzi da Palazzo Venezia: vincere, e vinceremo…

di ANDREA CARLO MONTIrenzi vincitore

La giornata di Matteo Renzi è stata impegnativa, i Giornalisti lo acciuffano sul tragitto per Palazzo Chigi, lui è appena stato in libreria. Il fatto che questo particolare ci viene riportato dimostra quanto incredibile questo evento sia, prima di oggi coloro che dicevano di aver visto Renzi in una libreria venivano derisi ed affiancati a chi dice di aver visto Bigfoot, o Nessie.
Invece no il Premier è stato in libreria, presumibilmente ha comprato dei libri da colorare per tutto il partito – tranne i dissidenti, loro non li meritano- , sicuramente ha fatto selfie coi passanti perché, quando sei bello da sballo, la camera ti cerca in ogni momento.

Nonostante l’incredibile prodezza e l’incontro stabilito con Angelino Alfano a Palazzo Chigi, programma che rovinerebbe la giornata a chiunque, il Premier ha la forza di esibirsi nel suo solito show.

E’ l’inizio di un cambiamento storico, chi avrebbe pensato 20 giorni fa che ci sarebbe stato un Senato con più poteri alle Regioni e una politica meno costosa e meno persone che fanno politica. Questo è grazie all’impegno dei senatori, la politica sta facendo la sua parte”. Sì perché la Riforma del Senato è in prima lettura a Palazzo Madama, la sede del Senato stesso. Certo l’affabulatore di Firenze si guarda bene dal commentare le parole del sentore Pd “dissidente” Casson, amareggiato dopo la votazione di ieri, con i suoi ma soprattutto con Lega e M5s che, a suo parere, abbandonando la sala hanno rinunciato e perso l’occasione di votare contro; Casson però scaglia la pietra con un’altra frase: “C’è un evidente scollamento tra ciò che il Paese chiede e gli obiettivi che la classe politica si pone: se oggi domandassimo agli italiani se vogliono o meno l’immunità per i senatori, risponderebbero con un no forte e chiaro. Invece la maggior parte dei politici lo scudo lo vuole, eccome”. Parole pesantissime, sincere ed ignorate da colui il quale dovrebbe fare più attenzione.

Passando all’Economia, ed alla figuraccia sulle previsioni di crescita, il capo del Governo afferma “Alcuni dati sono positivi e altri sono negativi, entrambi vanno letti. La situazione è inferiore alle nostre aspettative ma si va nella direzione giusta. Come questa estate, un po’ in ritardo, ma arriva”. Eversivo. L’idea che evitare la domanda sia meglio che ammettere responsabilità ed errori, con onesta e umiltà, mi sfugge; ma con Renzi o sfugge lui o il concetto quindi penso ci si debba abituare.

“La politica sta facendo bene la sua parte e stiamo approvando la riforma del Senato, ma c’è ancora molto da fare. Bisogna avere il passo del maratoneta e non dello sprinter. Ma gli italiani ci chiedono di cambiare e noi cambieremo”. Certo, quella che per chiunque sarebbe l’apice dello squallore per Matteo è semplice amministrazione. Egli si destreggia abilmente in meravigliose metafore e banali “cambiare e cambieremo” che suona un po’ fascista e fa un po’ sorridere nel momento in cui ci si ricorda che quello che oggi parla con un “noi” allora voleva rottamare tutti e portare del nuovo, adesso si limitano a mutare pelle un’ennesima volta.

La prima regola del buon politicante è mai farsi sfuggire la possibilità di rimarcare le cose positive che ha fatto, ignorare quelle che non ha fatto e cercare di negare quelle negative.
“Per chi dice che gli 80 euro non servono a niente, io penso che 11 milioni di italiani la pensano in modo diverso. Non siamo ancora fuori dalle difficoltà, c’è ancora molto da fare, ma lo faremo con ancor più decisione”. Non c’è da ripetere che ora sappiamo non sono 80 euro, che quello che Renzi panse gli italiani pensino ha pochissimo valore, a meno che non salti fuori un diploma di cartomante; la verità è che finalmente gli altri 45 milioni di italiani iniziano a preoccuparsi sul come pagheranno questa regalia del Premier, perché certo di tasca sua e del suo partito non arriverà nulla (rimborsi elettorali, stipendi, etc)

Finalmente arriva la domanda sullo screzio col ministro dell’Economia Padoan; ricordiamo che avevano promesso una crescita del Pil, un’inversione di rotta, ma oggi sappiamo che l’Italia è ancora in recessione e il Pil è al -0,2%. Queste non sono bruscolette, Padoan è stato scelto da Napolitano contro il volere di Renzi, non è un suo uomo e il loro rapporto è sempre stato freddo; il ministro è un uomo legato ai numeri, ai fatti, il premier vola altro, dove non arriva abbastanza ossigeno. Quindi la domanda e lecita, e la risposta che aspettiamo sarà sicuramente pertinente e rassicurante…
“Dai facciamo domande serie…”. Ehm, sì d’accordo, scusa.

Infine ricordiamo che il 5 agosto l’ex cavaliere Silvio da Arcore è ricomparso nella capitale, ieri mattina l’incontro tra il capo del Governo e un condannato evasione col vezzo del padre costituente. L’obiettivo dell’incontro è stato l’Italicum e i misteriosi punti del patto del Nazareno che, se non avesse un nome così suggestivo, sarebbe ancora più sgradevole. Trapela che il nodo sulla legge elettorale siano le preferenze, tema sgradito a Berlusconi accompagnato da Gianni Letta e Denis Verdini, che però in fondo in fondo ha un solo vero interesse: rimanere interlocutore privilegiato del Governo fino a fine legislatura, per continuare ad infilare le sue mani sporche di marmellata tra le carte che poi regolano la vita del nostro paese.

 

 

 

 

 

 

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3 Comments

  1. andrea says:

    La campagna e la politica di Renzi è incentrata sugli 80 euro.
    Ma lo Stato italiano non solo non ha i fondi ma naviga in un mare di debiti in crescita esponenziale e fuori controllo.

    Quindi dove prende quei soldi per gli 80 euro?

    Li prende dalle regioni virtuose come il Veneto…tagliando servizi ed aumentando tasse ( ricordiamo che le manovre di Monti dovevano essere una tantum ma quelle tasse son rimaste)

    Con una mano ti danno e con un Caterpillar ti prendono.

    Lo Stato italiano è solo una voragine di debiti in forte crescita che nulla può dare senza togliere!

  2. luigi bandiera says:

    Questi non pensano di certo al nostro pane quotidiano, ma solo a vincere.

    Vincere vuol dite essere o stare dalla parte dei vincitori, degli innocenti.
    Pensate se Adolfo vinceva. Saddam… e ecc..
    Sarebbero stati assolti e adorati da tutti specie dagli ermellinati.
    Quando si parla di SANTA INQUISIZIONE MAI MORTA.

    LA LORO PASSWORD È:
    VINCERE.

    E vinceranno… visti gli andazzi da foglia di gelso…

    Salam

    • AndreaCarlo Monti says:

      Il loro obiettivo è sopravvivere, come chiunque altro. credo che il vero problema sia la loro totale assenza di Moralità, sono animale selvaggi, gettati in un’arena dove o vivi o muori; non sono persone educate ne al proprio bene ne a quello degli altri, vivono di istinti e di sensazioni.

      Il pericolo è per noi, che pigramente li abbiamo fatti proliferare nelle posizioni in cui il danno possibile è il più grande. Spaventosamente sono riusciti a cambiare e a portare nella loro schiera molte persone che, affabulate, hanno visto come una vita sregolata e senza etica porti grandi vantaggi (non reali, sono persone tristi e sole, odiate e temute…forse non lo sanno, ma nessuno che conosce il vero affetto e rispetto cambierebbe mai la vita propria con la loro).

      Si fanno forza della maggioranza degli ultimi, dei più fragili, ignoranti e deboli. Non sono invincibili, soprattutto non a livello intellettuale, dove se avessimo la forza di combattere potremmo sbaragliarli molto più in fretta di quanto si possa immaginare.

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