Prelievo forzoso sui conti per salvare le banche: Italia come la Grecia, se serve

di ANDREA TURATIBANCOMAT

Salvano, si fa per dire, i conti correnti sotto i 100mila euro: non saranno toccati se la banca ha il sedere per terra. Ma oltre questi importi, saranno i correntisti a salvare le banche decotte.

E’ l’Europa, baby. Infatti ka Camera  ha approvato la direttiva comunitaria sul “bail-in” ma dietro questo termine di origine anglosassone si potrebbe celare un’operazione che rischia di trasformare l’Italia come la Grecia. In sostanza le banche in default potranno risanarsi attenigendo alle risorse dei privati con prelievi dai correntisti.

Tutto merito della direttiva europea 2014/59/UE (“Bank Recovery and Resolution Directive”) con la possibilità dal 1° gennaio 2016 di risolvere i problemi degli istituti di credito non solo ricorrendo ad azionisti e obbligazionisti meno assicurati ma anche ai depositi superiori ai 100mila euro.

Ma a leggere la nota dell’Abi sembra sia un atto dovuto: “Con il recepimento della Direttiva europea sulla gestione delle eventuali crisi bancarie, a partire dal 2016, solo se necessario e nei casi più estremi di intervento potranno essere chiamati a contribuire alla soluzione dell’eventuale crisi di una banca anche i creditori della banca stessa, ad eccezione dei depositi inferiori a 100.000 euro che sono espressamente esclusi dal meccanismo del ‘bail-in’ e che continueranno ad essere integralmente protetti dai Fondi di garanzia dei depositi”. Banche salvate, imvestitori privati a quel paese.

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One Comment

  1. Dan says:

    Uno scherzetto del genere in altri paesi scatenerebbe una pioggia di piombo, letteralmente.

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