Caro Mas, l’indipendenza non si chiede: si dichiara

di JORDI FORNAS PRAT*formiche catalane

Sì, andiamo a votare. Il popolo sempre davanti ai politici, come  quando l’11 settembre del 2012 la manifestazione ha travolto i politici autonomisti che stavano a chiedere il “patto fiscale” mentre la gente urlava “indipendenza” in strada. Allora si sono imbarcati a fare la “consultazione non vincolante” facendo credere che era il modo di arrivare all’indipendenza, e la gente ci ha creduto e siamo arrivati fin qua. Andremo a votare e dimostreremo che vogliamo essere indipendenti ma  questo non basterà perché per arrivarci ci vuole una dichiarazione politica seguita dai fatti necessari in un caso di questo genere.
Rompere la legalità spagnola con la legittimità democratica
Questo vuol dire rompere la legalità con la legittimità democratica e la sola cosa che ha detto il signor Mas è che scriverà una lettera al presidente della Spagna per chiedere il permesso per fare un vero referendum, non è ancora abbastanza chiaro che dicono no, e ancora no? L’indipendenza non si chiede, si dichiara!
L’unica lettera: dichiarazione di indipendenza
L’unica lettera che il signor Mas deve mandare a Madrid è quella del comunicato della dichiarazione d’indipendenza. A Madrid e a tutti i governi dell’Europa e del mondo. É cosí che si fa l’indipendenza: dichiarandola! Scrivere lettere per chiedere il permesso di fare un referendum, quando ti hanno appena detto che non ti permettono di fare una “consultazione non vincolante” e nemmeno un “processo participativo” come alternativa… non serve a nulla. la libertà non si chiede si prende! Democraticamente, ma si prende!

 

*Consiglio Nazionale di Solidarietà Catalana per l’Indipendenza

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5 Comments

  1. Andrea says:

    Sprofondi.
    Sandro Manzoni nel II coro dell’Adelchi, sempre usato per la propaganda pro-risorgimentale, illustra invece due caratteristiche fondamentali e generali a premessa dell’autodeterminazione di ogni popolo.
    La prima è questa: “Non confidate mai e non credete mai ad una Libertà ‘importata’: attraverso istituzioni, eserciti, sanzioni. Questo errore comporta sempre di addizionare i potenti cui dovete garantire la pagnotta: loro non si neutralizzano, loro combattono, ma alla fine si mettono d’accordo sulle vostre spalle.”
    Amci veneti, vi ricorda qualcosa questo? Fino al 2000 avevamo sulla schiena i piemontesi ed eredi (che ci avevano conquistato). Poi abbiamo sperato che l’Europa ci restituisse libertà.
    Ora abbiamo in groppa piemontesi, loro eredi e i loro discendenti ancorati come cozze allo scoglio di Bruxelles.
    La seconda è quest’altra: “Dimenticatevi che qualcuno mai venga ad offrirvi aiuto, se non ha un utile interesse nell’affare che vi riguarda.” Nel mondo più recente, ossia quello che rinasce dopo la scomparsa dei grandi sauri settanta milioni di anni fa, esiste ancora una Costituzione non scritta che, rispetto a una sentenza della corte costituzionale italiana, vale come un’esplosione nucleare di mille gigatoni rispetto alla scoreggia di un topo.
    Tale principio è il seguente: “la colpa e il dolo sono sottocategorie che hanno senso solo nell’intervallo compreso tra la necessità generale di un insieme e quella di un elemento che lo compone”. Per questo, nelle Rivoluzioni, l’intero Diritto si riscrive ed esso vale (di regola) tra due sole transizioni.
    Il senso pratico è questo: non esiste Diritto esercitabile in una società umana quando ci si ponga al di fuori di essa. Analogamente: nessun diritto può essere riconosciuto come tale al di fuori di un insieme di enti che si intendano, pacificamente, di riconoscerlo.
    In parole povere: abbiamo il dovere di riconoscere ed obbedire alle norme della costituzione italiana solo nella misura in cui ci riconosciamo parte viva della società civile che tali principi e regole ha espresso.
    E basta.
    Fuori del Diritto, l’unica norma vigente in Natura è quella del “massimo bene individuale”, eventualmente temperata da quella del “minimo danno” all’Oggetto di tale volere.
    COSA è la Costituzione italiana? Non in tutto, ma non in parte, io ora dirò COSA è. E vi anticipo, per i vostri bisnipoti ciò che sarà, in ogni caso, nei libri di Storia del XXII secolo.
    Così diranno gli storici del nostro TOTEM tra cento anni. “Una vergogna, un tentativo meschino di trattenere vinti e vincitori dopo un’atroce Guerra civile”.
    “Un modo per costringere ogni parte sociale al dominio del Vincitore, relegando rimpianto e sconfitta, umiliazione e vergogna nelle remore del Codice Penale, che a tale dominio (indirettamente) si sarebbe dovuto ispirare”.
    Non ci sono solo voci colte, così difficili… Anche slogan, benché meno, dopo la fine del trentennio Renzi (durante il quale – per inciso – tornò libera quasi tutta la penisola, meno la Toscana e l’ex-papato.
    Altre letture.
    “I giapponesi furono costretti a intervenire, messi alle corde dal blocco delle importazioni e da sanzioni assurde, neppure ratificate, finchè la rottura dell’embargo fu deciso ed eseguito con un colpo di mano. L’ammiraglio Yamamoto, che si attendeva una resistenza importante, da buon nipponico non riflette affatto sul senso dell’attacco cui era stato autorizzato (mediante altri mezzi di induzione). Attaccò con una pesantezza di mezzi eccessiva e oltre le intenzioni del suo governo. Quando si rese conto della situazione, ritirò ogni mezzo, capì di esser caduto nella intelligente provocazione e che l’azione avrebbe prodotto la guerra che gli americani volevano.
    Comprese la trappola e finì suicida, sentendosi responsabile persino dell’eccidio nucleare che, 4 anni dopo, gli americani avrebbero mostruosamente eseguito”.
    Altri commenti a vari articoli della costituzione italiana, che permangono, pur modificati, solo tra Roma e Firenze, ve li riassumo: “Quel che resta del Paese e non si regola, si regolerà su ciò che resta del Paese e ‘nun si regola” (Renzi, 2017). Principio applicato da rare magistrature lombarde e solitamente regolato senza l’uso delle armi.

  2. Albert says:

    A Colono Padano : GRANDE !

  3. renato says:

    Questo è parlar chiaro. E non da utopista, nè da demagogo. E da noi ? Il solito “armiamoci e partite” ?

  4. Aldo says:

    Tutto il mondo è paese , ed è sempre stato così !
    L’indipendenza non si chiede ma la si proclama , a patto di essere pronti un istante dopo a difenderla con le armi .
    Non ce la faremo mai !
    Cordiali saluti da Aldo

  5. Colono Padano says:

    ===Il popolo sempre davanti ai politici, come quando l’11 settembre del 2012 la manifestazione ha travolto i politici autonomisti che stavano a chiedere il “patto fiscale” mentre la gente urlava “indipendenza” in strada.===

    Noi lombardo-veneti invece, come ormai é un fatto scientificamente e storicamente provato, siamo un branco di pecore e somari divisi tra chi ha capito di essere servo degli italiani ed i lobotomizzati che credono ancora all’italietta unita fondata sul lavoro (nostro), sul parassitismo (loro) esulla negazionde delle nostre identitá lombardo-venete, un cesso a froma di stivale che esiste solo perché ha una ridicola, ma armata, forza pubblica e militare che protegge l’inesistente.
    Idioti siamo anche noi, quelli che sanno di essere servi degli italiani, che il tricolore lo bruciano ogni giorno nel loro cuore, ma che peró si dividono anch’essi : c’é chi non si rassegna al fatto che i politici della Lega (quasi tutti, ma certamente i vertici) sono dei traditori della nostra gente e che hanno sfruttato l’articolo n.1 per il loro tornaconto (perché é molto piu facile incassare 10-15mila euro al mese e prostituirsi con gli italiani che fare i Gandhi o i Bobby Sands incitando alla ribellione alle leggi di occupazione italica, vero Salvini-Tosi-Maroni e rispettivi cerchi magico-parental-lecchini?) e poi ci sono quelli che hanno capito che i politici leghisti sono un maledetto ostacolo all’indipendenza del lombardo-veneto, ma che non riescono a fare altro che insultarsi a vicenda per mettere insieme ridicole bande Brancaleone in cui ciascuno si sente un capetto, risutlando nei fatti un povero inutile idiota ai fini della liberazione delle nostre terre.

    Non c’é alcun futuro di libertá se si rimane su questa strada e non si vedono segnali di un ravvedimento della nostra comunitá di patrioti lombardo-veneti che sembra vagare senza bussola dentro il lager quando invece i cancelli ricoperti di filo spinato non sarebbero altro che cartapesta dipinta di fronte alla nostra unitá! SIAMO DEI DEMENTI COLOSSALI !

    Sprofondi l’italia.

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