Aspettarsi il cambiamento dal centro è sognare ad occhi aperti!

di GIORGIO BARGNA

Di questi tempi è lampante un fatto, un dato di fatto, gli esponenti politici sono dipendenti dei cosiddetti “poteri forti”, dell’alta finanza, e dell’Europa che ne è serva. La classe politica italiana, ormai si è tramutata in un piccolo gruppo di persone chiuse nel bunker della conservazione e difesa di se stesse. Hanno ben poche preoccupazioni verso i cittadini e per salvaguardarsi sono disposti ad inventarsi di tutto in barba ad ogni etica, il cittadino ormai per loro è solo una sorta di schiavo da sfruttare, poco interessa la sua sorte, diventi anche un potenziale (o reale, lo dice la cronaca recente e meno) suicida.

Prendo a prestito una frase di Marco Cedolin, esaustiva di un certo tipo di risposta data da connazionali che non ce la fanno più, che rispondono disperatamente con l’unico gesto che il senso dell’onore gli consente: “una massa sempre più compatta d’italiani sembra avere deciso di emigrare in silenzio, alla ricerca non del miraggio di un lavoro, dello status di rifugiato o della pietistica elemosina di una qualche ong, ma semplicemente della pace eterna, lontano da un paese che ha deciso di negare ai propri figli perfino il diritto a sopravvivere dignitosamente”.

L’onore, l’onestà, i sani principi però, se non si è ancora sull’orlo della disperazione, vanno commutati in ribellione, nella voglia di un cambiamento, nella svolta, nell’impegno pubblico nel  cambiare lo stato di fatto delle cose. Si deve assimilare il concetto che occorre cambiare le regole del mercato (anzi crearne uno nuovo, alternativo), che occorre liberarsi dal giogo di alcuni che azzannano gli altri.

Aspettarsi dal centro del potere un cambiamento è sognare ad occhi aperti, oggi è giunta l’ora di capirlo … anche per i più sordi; il cambiamento avverrà solo se lo si vuole, se si concentrano i sani principi (che contraddistinguono ancora milioni di persone) in un movimento univoco. I cambiamenti avvengono, possono avvenire, solo dal basso, eclissiamo ogni votazione nazionale ed organizziamo miriadi di movimenti locali che conquistino gli enti locali, mille Sindaci incazzati fanno tremare una nazione, agitano i nervi di ogni despota.

Per chi ha ancora una voglia di cambiamento, un’etica, un orgoglio, un onore, una faccia da voler presentata pulita è ora di finirla di subire, è ora di impegnarsi in prima persona nella cosa pubblica, è ora di pensare che quanto si lascia andare diventa dote del futuro dei propri figli e nipoti. Rinnovo l’appello: decapitare il Leviatano.

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5 Comments

  1. Grazie a chi mi conosce, agli altri ribadisco l’appello di agire innanzitutto sui propri territori, ogni territorio che si governa tramite movimenti sganciati dalla classe dirigente sono per essa motivo di, quantomeno, nevrosi.

  2. Orso Mannaro says:

    Aspettarsi il cambiamento dal centro è sognare ad occhi aperti! Sacrosanto.
    Ed essere leghisti, nel cuore prima ancora che su una tessera, oggi è insopportabilmente doloroso!
    Il dolore rende forti, lo sappiano per esperienza noi leghisti e padani perbene, ma può anche uccidere.
    Padania Libera!

  3. Albert Nextein says:

    Ok.
    Decapitare il leviatano.
    Non certo a forza di delibere, documenti, carte e cartacce.

    Solo ed esclusivamente con una diffusa, stramotivata, e incisiva protesta fiscale ci si può riuscire, al primo tentativo.
    Rapidamente.

    Siamo alle solite.
    Diagnosi perfette, riferimenti storici esatti, proponimenti condivisi.

    E poi?

    E poi assistiamo alla farsa parlamentare in cui un branco di delinquenti senza scrupoli e di parassiti incalliti pensano di dare alla gente un esempio di patriottismo e sacrificio , imponendo un governo di larghe intese che sarà ladro e vessatore come gli altri.

    Bargna, scrivi bene.
    Ma io vedo molta gente scrivere come te.
    Finora nessuno ha progettato e nessuno propone una rivolta fiscale esiziale per il leviatano.

    Io mi sono limitato a non pagare imu e irpef, e ritardo versamenti fiscali oltre ogni limite.
    Se posso non voglio pagare iva.

    E gli altri?
    Che fanno gli altri?

  4. Giacomo says:

    queste parole vengono da una persona che ha avuto successo nel realizzare ciò di cui parla. Dopo anni di duro lavoro ha creato coi suoi amici una lista civica che ha ribaltato il modo in cui il potere locale si rapporta con i cittadini. In questo modo si è guadagnato il loro rispetto e la loro fiducia. La prima riforma promossa da Giorgio Bargna ? i referendum deliberativi, strumento di vera sovranità popolare nelle mani dei cittadini di Cantù.

    Miglio disse: “Con il consenso della gente [e io aggiungo SOLO con il consenso della gente] si può fare di tutto: cambiare il governo, sostituire la bandiera, unirsi a un altro paese, formarne uno nuovo”

    10, 100, 1000 Giorgio Bargna.

  5. Maurizio says:

    BELL’ARTICOLO !

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