Anche la posta piange: calate del 25% le spedizioni in Italia

di REDAZIONE

La cassetta postale piange. Messa all’angolo da email, chat, smartphone e social network, la vecchia lettera e’ ormai in minoranza e si vede dai numeri. La Ofcom, l’Autorita’ inglese delle tlc che ha competenza anche in materia postale, ha infatti certificato nel Rapporto internazionale 2012 che tra il 2006 e il 2011 i recapiti in 17 dei principali Paesi del mondo sono crollati in media del 18%: particolarmente pesante il dato dell’Italia, che condivide con Spagna e Regno Unito (-25%) il calo piu’ ampio, restando tuttavia in vetta alla classifica dei prezzi.

Nel quinquennio, dice Ofcom, i recapiti sono passati da 355 miliardi a 288 miliardi di pezzi: in flessione risultano tutte le macroaree, dal Nordamerica (da 226 a 175 miliardi) all’Europa (da 78 a 65 miliardi di pezzi). Guardando ai singoli Paesi emerge poi che il calo percentuale piu’ consistente spetta appunto a Italia, Spagna e Gb (-25%), ma in termini assoluti spicca la retromarcia degli Stati Uniti, dove si registrano 49 miliardi di consegne in meno. Gli unici Paesi a mostrare il segno piu’ sono Brasile, Russia e Cina. Con i suoi 1,6 miliardi di recapiti in meno, dunque, il Paese che ha dato alla storia delle poste pagine ‘memorabili’ come la lettera di Toto’ e Peppino alla Malafemmina o quella di Benigni e Troisi a Savonarola, risulta uno dei Paesi dove la vecchia lettera e’ sempre meno amata. Malgrado questo, Ofcom conferma un dato gia’ emerso in passato e cioe’ che da noi i prezzi sono tra i piu’ alti.

Per inviare una lettera piccola ci vogliono in Italia l’equivalente di 52 pence (quarto prezzo piu’ alto dopo Giappone, Regno Unito e Svezia), ma per mandarne una di formato ‘standard’ il prezzo sale a 130 pence, il piu’ salato insieme a quello dell’Olanda. Se la corrispondenza in molti Paesi langue, comunque, speranze per le aziende postali (i cui ricavi sono in calo in media del 5% nei cinque anni) arrivano dal commercio elettronico, dove pero’ l’Italia rimane ancora nelle retrovie.

La Ofcom ha infatti stilato la classifica dei Paesi in cui i cittadini dichiarano di aver ricevuto almeno un piccolo pacco nell’ultimo mese: in questo caso spicca la Francia con il 53%, seguita dal Regno Unito con il 46% e dalla Germania con il 37%. Molto piu’ contenuta la percentuale italiana (17%), che risulta piuttosto bassa anche se si prende in considerazione l’arrivo di un pacco piu’ grande (solo 13%). A riprova, Ofcom propone i dati sul commercio elettronico (sistema che prevede appunto l’invio della merce per posta): in Italia il settore valeva nel 2011 solo 115 sterline a persona, contro le 1.083 del Regno Unito e le 842 della Spagna.

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

4 Comments

  1. Federico Lanzalotta says:

    Vediamo di vendere questo carrozzone romano chiamato Poste italiane.

  2. Dan says:

    Propongo un’imposta da versarsi per ogni messaggio lanciato via internet che sia questo email o instant messaging attraverso chat o social network.
    Fior di politici trombati hanno acquisito il diritto costituzionale di essere mantenuti a vita a 30000 euro al mese in qualche oscuro meandro dirigenziale di poste itagliane e sarebbe ampiamente anticostituzionale dar loro una zappa e spedirli a far prendere aria alle patate.

  3. max piretti says:

    Ma se pensano solo a fare la banca!!!

Leave a Comment