Portogallo: il FMI impone una ricetta di tagli, lacrime e sangue

di MANUEL GLAUCO MATETICH

“Feliz Ano Novo” si è soliti dire in Portogallo per festeggiare il 1° gennaio il nuovo anno alle porte. Ma quest’anno il Portogallo ha davanti a sé più che un buon anno, un 2013 nero. Il primo ministro portoghese Pedro Passos Coelho era già stato molto chiaro circa un mese fa: lo stato portoghese dovrà cercare di risparmiare più di 4.000 milioni di euro all’anno per ridurre il debito pubblico del paese. L’esecutivo portoghese ha chiesto una relazione al Fondo monetario internazionale (FMI), pubblicata anche online giovedì scorso, che ha scatenato accese polemiche, e tanta paura, nella popolazione portoghese, già abituata negli ultimi tempi a pesanti tagli e continui e ripetuti adattamenti economici.

I tecnici dell’istituzione con sede a Washington hanno avuto l’illuminante idea di suggerire, tra le altre misure, di licenziare una fetta consistente di funzionari statali, aumentare le ore di lavoro per i dipendenti pubblici, di ridurre maggiormente l’indennità di disoccupazione e di effettuare un deciso taglio alle pensioni dei poveri anziani. “Solo così – si dice – si potranno raggiungere i 4.000 milioni di euro di risparmio”. E il governo liberale di Passos Coelho asseconda questa tesi, ritenendo necessario riformare lo Stato in modo che, a suo parere, <<la società portoghese possa diventare efficiente e competitiva sul piano internazionale>>.

Per incominciare, gli specialisti del FMI sono convinti che il sistema portoghese di protezione sociale “è diretto sproporzionatamente verso i più ricchi e i più anziani.” E aggiungono che “per risolvere il grande problema della disoccupazione, si deve ridurre ulteriormente il pagamento di un assegno sociale a poco più di 400 euro mensili”. Il FMI raccomanda inoltre di ridurre i salari dei dipendenti pubblici per un importo che può variare tra il 3% e il 7%, e di “sbarazzarsi” fino a 120.000 dipendenti pubblici, concentrandosi principalmente sugli insegnanti , sugli operatori sanitari e sui dipendenti poco qualificati. Secondo il FMI, il pagamento per visite mediche (già in atto in Portogallo) può essere aumentato di circa un terzo, senza comportare rischi per nessuno. Dura vita invece è quella che tocca ai pensionati. Infatti la ricetta avanzata dal FMI si basa sull’aumento dell’età pensionabile da 65 a 66 anni, in modo tale da poter ridurre il 20% delle spese statali.

La relazione ha suscitato un’ondata di polemiche in tutto il Portogallo. Nonostante ciò, il governo conservatore in carica prevede di presentare il prossimo febbraio alla Troika (Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale), il proprio piano di risparmio, che ha spiegato ampliamente con una dichiarazione pubblica ai propri cittadini. L’obiettivo è chiaro: l’intero paese deve assolutamente tagliare 4 mila milioni di euro pubblici. Che piaccia o no, questa è la soluzione di Passos Coelho…e nessun portoghese ad oggi sa davvero cosa il futuro gli riserverà.

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3 Comments

  1. max says:

    Se non si modificano gli accordi sindacali sui dipendenti pubblici che possono fare solo la mansione per cui sono stati assunti e non possono essere spostati ad altra mansione non si esce dal pantano,4.0000.000+i baby pensionati sono una zavorra.

  2. max says:

    No l’Europa non è destinata a morire,basta leggere l’articolo,le indicazioni sono chiare abbassare gli assegni sociali,abbassare gli stipendi dei dipendenti pubblici,e licenziarne 12000,sembra l’Italia dove appena ci si appresta ad elezioni si promette subito l’aumento o la firma dei contratti pubblici,pensioni a raffica nessun licenziamento,ma con la prospettiva di aumentare la produttività dei dipendenti pubblici.
    Di contro si licenziano i dipendenti delle aziende private o li si manda in pensione a 76 anni, ecco perché falliremo.

  3. francesco_b says:

    purtroppo l’Europa è destinata a morire… 🙁

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