Portogallo in crisi punta a drastici tagli della spesa pubblica

di LUIGI POSSENTI

Era praticamente finito nel dimenticatoio, ma il Portogallo – già lettera iniziale dei PIIGS – continua ad avere grossi problemi nei suoi conti pubblici. Così, il primo ministro del Portogallo, Pedro Passos Coelho, ha annunciato ieri dei tagli ”drastici” alla spesa pubblica dopo la decisione della Corte costituzionale di respingere diverse misure di austerità inserite nella legge di bilancio del 2013.

Coelho ha assicurato che non ci saranno nuovi aumenti delle imposte, un’affermazione classica, ma che devono essere prese misure per ”contenere la spesa pubblica nei settori della sicurezza sociale, della sanità e dell’educazione”. La Corte costituzionale portoghese venerdì scorso aveva bocciato come ”discriminatoria”, e quindi incostituzionale, la soppressione della quattordicesima degli stipendi dei funzionari e delle pensioni e la riduzione delle indennità di disoccupazione e di malattia decise dal governo come misure di austerità.

Una decisione che ha fatto mancare alla legge di bilancio un risparmio calcolato fra i 900 milioni e 1,3 miliardi di euro. Una sentenza, ha detto ieri Coelho nel suo discorso alla nazione, che crea ”serie conseguenze per il Paese”, complicando il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla troika (Ue-Fmi-Bce) per la spesa pubblica dopo la concessione di un prestito di 78 miliardi nel 2011. Il capo del governo ha assicurato comunque che ”il governo rispetterà tutti gli obiettivi del programma di aiuti e riafferma il rispetto di tutti gli impegni interni e internazionali presi dallo Stato portoghese”. Ma ha ammesso che ora il Paese è ”piu’ fragile”, anche in vista della riunione dei ministri delle finanze dell’eurozona, la prossima settimana a Dublino, dove Lisbona intende negoziare una dilazione del rimborso dei suoi debiti. Turbolenze in vista anche nell’estremo ovest d’Europa

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One Comment

  1. Dan says:

    Dice tutto e dice niente.
    Spesa pubblica sono i super stipendi dei dirigenti di stato e dei politici, ma anche gli stipendi normali degli altri dipendenti o eventuali forniture che servono a dare certi servizi.
    Cosa sceglieranno di tagliare per prima e soprattutto, nell’eventualità che a farne le spese saranno sempre i soliti costoro se ne staranno in pantofole come i nostri ?
    Se è vero che un anno fa hanno veramente sparato ai caselli dell’autostrada dopo l’aumento dei pedaggi forse c’è da sperare che i portoghesi sono un po’ più svegli.

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