Porto franco a Trieste, presentata petizione all’Onu

di ROBERTO GIURASTANTE

Tremilacinquecento persone hanno sfilato domenica 8 dicembre lungo le rive fino al Porto Franco Nord per il ripristino dei diritti stabiliti dal Trattato di Pace in vigore per il porto di Trieste e per il Territorio Libero.

I cittadini uniti hanno lanciato un vero ultimatum per la legalità allo Stato italiano con scadenza al 10 febbraio 2014. I triestini dopo decenni di illegittima occupazione da parte italiana alzano la voce. Da due anni Trieste chiede inascoltata alle autorità italiane di rispettare la legge. Legge che qui è dettata dal Trattato di Pace di Parigi del 1947 che determina lo status giuridico della città e del suo porto internazionale.
Un territorio indipendente e al di fuori della giurisdizione di ogni singolo Stato. A partire dalla Repubblica italiana, che qui è solo un Paese terzo intromessosi nella amministrazione della Zona A del Territorio Libero affidata al Governo (non allo Stato) italiano.
Ecco perché l’ultimatum ha un preciso significato. I cittadini di Trieste in assenza di risposte da parte dei legittimi amministratori non sono tenuti a rispettare le leggi di chi li sta occupando con la forza.
L’ultimatum segue di pochi giorni la presentazione al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite della  “Petizione per azione urgente” presentata in base alla Carta delle Nazioni Unite con richiesta di ispezione nella Zona A del Territorio Libero e cambio dell’amministratore provvisorio.
La Petizione sottoscritta ad oggi da circa 15.000 cittadini del Territorio Libero è stata presentata il 10 dicembre in occasione della giornata mondiale per i diritti umani anche all’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani di Ginevra.
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5 Comments

  1. Sono orgoglioso di aver marciato con voi e di aver potuto conoscere tante brave persone oneste.

  2. Dan says:

    >> I cittadini uniti hanno lanciato un vero ultimatum per la legalità allo Stato italiano con scadenza al 10 febbraio 2014.

    Supponiamo di arrivare al 11 febbraio 2014. Cosa dovrebbe succedere e se no, altrimenti, cos’altro ?

    • renato says:

      Non poniamo il carro innanzi ai buoi. I Triestini hanno fatto finalmente ciò che era da fare: BRAVI ! Attendiamo l’evolversi della situazione. Ma in costante all’erta; perché la classe politica che li ha resi schiavi (non è un’iperbole) non merita alcuna fiducia.

      • Dan says:

        Se si va avanti con questo passo per quella data torna un nipote di d’Annunzio

        • renato says:

          Non credo che l’Italia d’oggi sia in grado di produrre un “nipote di d’Annunzio”. Mancano i presupposti, ossia gli attributi. Per quanto concerne la tempistica, vedremo di usare il pungolo nel caso il popolo si assopisca.

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