Pontida sfondo blu come Facebook. I decibel della rivoluzione del Nord cercano un padre

pontida molise  2015

di BENEDETTA BAIOCCHI –  I decibel della rivoluzione del Nord cercano un padre. La questione è solo nazionale, sfondo blu come facebook.

Salvini? “Scriveva Gilberto Oneto su una delle ultime Pontida: “Ha fatto anche un paio di citazioni storiche come faceva Bossi ma proprio come lui le ha abborracciate con parecchia disinvoltura, tanto se ne accorge nessuno. Invece proprio così ha mostrato quanto la Lega 2.0 somigli a quella vecchia soprattutto nella paura e nel disprezzo per la cultura. Ha detto non senza un certo candore di avere trovato la Carta di Chivasso su Wikipedia e questo non fa certo piacere a vecchi autonomisti e a gente che da decenni ne parla, ci fa convegni e pubblicazioni, la utilizza come sicuro riferimento ideologico. Ha citato Don Milani anche un po’ a sproposito sull’obiezione di coscienza ma si è dimenticato completamente del coté autonomista del parroco di Barbiana, espresso con la straordinaria immagine dei  “ventimila  San Marini”. Insomma, a proseguire con l’idiosincrasia  del Goebbels di Gemonio  per la cultura forse si evita qualche problema di leadership ma non si va lontano. Con la cultura delle figurine dei calciatori e con le trasmissioni radiofoniche sugli Ufo non si liberano le nostre comunità. Salvini è un ragazzo sveglio e dovrebbe magari essere un po’ più attento al percorso identitario catalano (e non solo)”.

Il percorso è invece lungo come la penisola,  da Nord a Sud. Giorgio Gaber insegnava. “La rivoluzione oggi no, domani neppure, ma dopodomani sicuramente!”

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

One Comment

  1. Ric says:

    La RIVOLUZIONE , se quando c’è , o non ti accorgi o non ti interessa più ……
    La terra del padre è la patria , si ma quale ?
    Don Milani iconografia di sensibilità e di intelligenza rapida nel configurare in mision a necessitá virtù un impegno finalizzato all’elettiva possibilitá che offre la condivisione del sapere come strumento di emancipazione dei più bisognosi , poveri .
    Evangelico sentire che in terris ti porta come minimo guai e come norma in croce .
    La passione ardente di valorialitá elevate ed il piano attuativo hanno un filo di unione col possibilismo istintuale e medianico che muove una tipologia dell’intelligenza diversa ma non per questo meno utile nel favorire politica a servizio nel mare magnum dell’attuale complessitá che nulla ha a che vedere con rigurgiti di nazismo e fascismo ma dell’imprimatur dell’ignoranza / povertá , tirannide e non altro come chiave d’accesso ad ogni possibile ignominia e atrocitá , compresi appunto gli ismi del novecento che sono effetto e non causa .
    Così come forme federaliste sono contenitori auspicati ed ideali per le tutele valoriali territoriali, identitaria , culturali , la ragionevole razionalizzazione concettuale dell’auspucio propositivizzante dell’ottimismo tanto da rendere il senso di libertá un sintomo generalizzato ed adatto a svariate esigenze .
    Stante a significare che , per meglio mantenere lo status individuale di supposta evoluzione raggiunta (libertá astratta , espressione del bene intimizzato e fattuale dell’animo umano come obbiettivo centrato) dicasi che per tale “status” collettivo abbisognasi di forma IDONEA , confacente , su misura , appunto una gestione armonica , in linea , organica , cioè FEDERALISMO , INDIPENDENTISMO .
    AUTOGESTIONE da tirare a sorte come direbbe Grillo , idea mediata dell’antica Grecia in considerazione dell’esigenza di far saltare la casta dei gestori del potere pubblico per scardinare parzialmente la loro capacitá autopoietica del potere .
    In caso contrario siamo nel fanatismo allucinante ed illusorio delle ideologie delle religioni delle astrazioni , promesse del sol dell’avvenire , paradisi con vergini a servizio , verdi pascoli di Manitù e via cantando .
    Non la casa dunque che fa la qualitá di chi la abita ma è chi la abita che fa la qualitá ;
    ergo , i fallimenti e le storture innaturali nonché campate per aria di imperativi bislacchi del tipo “ abbiamo fatto l’Italia adesso facciamo gli italiani “ , risulta più un esperimento alla Josef Mengele (medico della morte nazi) che un principio di ragionevolezza .
    Libertá è bella , tuttavia è euforia generalizzata , certamente benefica , ma non possiamo connotarla ed assolutizzarla se non in subordine di funzione .
    Se non adeguatamente intimizzata corriamo il rischio che dopo l’ebrezza subitaneamente arrivi la paura dilemma del “adesso che fare” ? Fuggire dalla libertá è più di una dicotomia , è un dramma evidente .
    Predeterminare funzione della libertá non prescinde od assolutizza al valore storico come citazione del ricordo e dei riferimenti emblematici , ma accortezza sistemica da trasdurre in ” cogenza impellente che impone l’utile del fare o perire per sempre . ”
    Oggi se fai politica funziona così : o per farsi un’ occupazione per accaparrarsi prebende e rendite personali oppure convincere .
    Per la seconda ipotesi bisogna VINCERE insieme , ed essendo finalizzato all’espressione di popolo e di territorio diciamo “complesso” un politico alla Salvini non andrebbe disprezzato , anzi .
    La fisioniomica direbbe che sopperisce a mancanze “specialistiche” con l’umiltá dell’impegno , a non ritenersi perfetto , sinonimi di voler imparare in fretta per dover far bene , con responsabilitá ed orgoglio .
    STRATEGIA ?!
    il grande Oneto esortava ad attenzionare la vicenda Catalana come incipit di scuola docet ;
    ad oggi come è messa la questione , ha ancora la stessa forza corroborante di un tempo o per l’indipendentismo mondo occorrerebbe agganciare almeno forze sociali con attitudini reali al favorire cambio di sistema ?
    La nostra Padania massacrata , vilipesa , ferita a morte come le nostre anime , da farci vergognare nel nominarla , il riunirci in catacombe per contarci o Reunion di reduci patetici e folkroristici come agli anniversari di battaglie storiche con costumi al seguito tipo la recente commemorazione della Battaglia di Solferino San Martino , con tutto il rispetto hanno incidenza emozionale e nulla più ;
    e ciò non lo ha determinato Salvini ma il FALLIMENTO storico di un processo strategico che andava rivisto ed intrapreso sotto l’egida del realismo oppure scomparire per sempre !
    Bossi diceva spesso che “se la Lega non ci fosse bisognerebbe inventarla” , esatto , uno “strumento” utilissimo , come la ruota , come la gravitá ; saper utilizzare gli strumenti finalizzati , induce connessione con intelligenza e visione .
    Oggi se metti nel sacco , grazie al popolo attento , ( mossa di Lega + M5s ) , le élite beneficianti di sistema di sempre , è chiaro che ti vogliono fare la pelle , magari anche solleticando giuste frustrazioni di “parentele” in fase di stortura di naso , utili idioti prestigiosi ( alla Maroni per intenderci che adesso , chissá mai perché ne parlano tutti bene , fatto salvo un attimo prima volerlo far fuori anche lui con aiutino della magistratura per scandaletti sputtananti ad hoc ) da far fare il lavoro sporco , al motto “ Giuda di tutto il mondo unitevi “ .
    Se hai paura divieni obsolescenza programmata della restaurazione che ti aspetta a fauci spalancate e finisci sotto tutela , al manicomio , o sotto terra a San Marino se sei fortunato .

Leave a Comment