Ponte Genova? Austria si offre per ricostruzione. Meglio i nipotini di Maria Teresa che Toninelli

A large section of the Morandi viaduct upon which the A10 motorway runs collapsed in Genoa, Italy, 14 August 2018. Both sides of the highway fell. Around 10 vehicles are involved in the collapse, rescue sources said Tuesday. The viaduct gave way amid torrential rain. The viaduct runs over shopping centres, factories, some homes, the Genoa-Milan railway line and the Polcevera river. ANSA/FLAVIO LO SCALZO

di ANGELO VALENTINO – Lo sapete che il big austriaco delle costruzioni europee si è offerto per la ricostruzione del ponte Morandi a Genova? La prima considerazione è che di certo sono meglio i nipotini di Maria Teresa d’Austria che la solidità culturale del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. La notizia l’ha data Radiocor del Sole 24 Ore, e non con poco slancio.
Strabag è pronta a partecipare alla ricostruzione del ponte Morandi a Genova. Lo annuncia la presidente di Strabag Italia Marina Humitsch a «Edilizia e Territorio» (Il Sole 24 Ore)”.

Di che si parla? Di una realtà da 100 milioni di euro di ricavi, controllata dal gruppo della casa madre con 14,6 miliardi di euro di giro d’affari e numero 6 nella classifica dei costruttori europei per fatturato.

Riporta Radiocor:”Siamo interessati alla ricostruzione del ponte, aspettiamo dal commissario le regole per l’affidamento degli appalti. Siamo un’impresa di costruzione generale parte di un gruppo da quasi 15 miliardi di euro, abbiamo già realizzato in Italia diverse opere infrastrutturali, tra cui un maxi-lotto del Quadrilatero Marche Umbria, un lotto della Pedemontana Lombarda, un lotto della Sgc Siena-Grosseto, e all’interno di queste opere molti ponti e viadotti. Fra l’altro abbiamo spesso collaborato con Cimolai, una delle migliori imprese nel mercato della carpenteria metallica, e saremmo felici di lavorare con loro anche per il ponte di Genova».

«Una volta che il commissario (Marco Bucci, sindaco di Genova e commissario straordinario di governo, ndr) si sarà pienamente insediato – prosegue Humitsch – ci candideremo, faremo sapere il nostro interesse. Circa le procedure di affidamento, siamo anche noi in attesa di capire meglio come si muoverà il commissario, ma credo che un affidamento diretto sarebbe in contrasto con le norme europee, ci aspettiamo che ci sia almeno un invito alle imprese qualificate e interessate, e la possibilità di un confronto competitivo».

Considerando le illuminate menti che ispirano la gestione delle infrastruttute in Italia, ai genovesi e al commissario, sindaco Bucci, converrebbe immediatamente chiedere “l’annessione” all’Austria delle grandi opere. Sempre meglio dell’Italia delle grandi gaffe.

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One Comment

  1. caterina says:

    certo che una decisione a Genpva la dovranno prendere, e prima possibile… le referenze saranno le opere costruite in giro per il mondo se la società è così importante…

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