Polverini e centrodestra resistono: niente dimissioni. Alemanno: tutto da rifare

di REDAZIONE

Il presidente della Regione Lazio Renata Polverini ha incontrato nella serata di ieri il presidente del Consiglio Mario Monti per informarlo della situazione che si è verificata in regione, come la stessa Polverini ha dichiarato in una nota. Niente dimissimioni pe ril momento, come invece si era ipotizzato in serata. La maggioranza del consiglio regionale si è schierata compatta a suo sostegno giudicando “infantile” l’atteggiamento della minoranza, con il Pd in testa, che ha avviato la raccolta delle firme per le dimissioni. “Ho chiesto al presidente del Consiglio, Mario Monti, un breve incontro per informarlo della situazione che si è verificata in Regione; mi sembrava corretto farlo considerato che il Lazio è una realtà certamente non marginale sotto il profilo economico e istituzionale del nostro Paese”, ha dichiarato Polverini in un comunicato. “Il colloquio è stato cordiale come sempre e ringrazio il Presidente per avermelo accordato”. “La maggioranza della Regione Lazio – si legge invece nella nota dei capigruppo della maggioranza della Regione – giudica infantile l`atteggiamento di una minoranza che, prima vota con noi provvedimenti essenziali per restituire moralità e credibilità alla politica, per poi tentare di oscurarli con un`incomprensibile dietrofront rappresentato dalla sceneggiata delle finte dimissioni, miranti esclusivamente a placare l`ansia propagandistica dei loro partiti. La maggioranza – prosegue la nota firmata da Chiara Colosimo (Pdl) Mario Brozzi (Lista Polverini), Francesco Carducci (Udc), Francesco Storace (La Destra), Antonio Paris (Gruppo Misto), Rocco Pascucci (Mpa), Francesco Pasquali (Fli), Olimpia Tarzia (Politica Etica Responsabilità) – è orgogliosamente al fianco di una Presidente di Regione onesta e determinata, incitandola a proseguire nell`incisiva azione di governo fin qui svolta”.

”Dobbiamo guardarci in faccia e aprire un dibattito serio, non dilatorio. Credo serva un azzeramento totale all’interno del centrodestra. Dobbiamo rifondare una realta’ che ha bisogno non solo di valori, che ci sono, o di riferimenti politici ma anche di comportamenti che rendono credibili questi valori di fondo come persone, famiglia, nazione e merito. Non possiamo continuare a vivere di espedienti”. Lo afferma il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, commentando lo scandalo dei fondi Pdl in Regione Lazio. ”Contemporaneamente – continua Alemanno nel video pubblicato sul suo blog – bisogna fare un discorso di sistema. Credo che le forze politiche debbano adesso compiere una riforma. Questo momento di crisi e’ il momento delle riforme, come quella del sistema elettorale che riconsegna agli italiani il diritto e la partecipazione a scegliere le persone che devono essere elette”. ”Cosa si aspetta ad attuare un articolo della Costituzione che prevede il riconoscimento giuridico dei partiti? – si chiede il sindaco della Capitale -. I partiti devono essere sottoposti a regole chiare da punto di vista dei conti, dei soldi, della partecipazione, della democrazia interna, della selezione della classe dirigente. Lo dice la Costituzione ma non e’ mai stato applicato”. Alemanno nel video invita ”tutto il centrodestra a fare discorsi seri, senza i quali il sistema non sara’ adeguato a gestire l’Italia, a portarla fuori dalla crisi, a renderci credibili nei confronti delle persone. Tutti dobbiamo adesso fare un’analisi profonda e rapida per trovare noi una strada per il centrodestra che cosi’ non puo’ continuare e in generale il sistema per fare poche riforme efficaci che riconsegnano la politica agli italiani”.

Parlando dello scandalo sui fondi Pdl alla Regione Lazio il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, critica chi, come il Pd, chiede le dimissioni della presidente Renata Polverini e ricorda i tempi di Tangentopoli dicendosi convinto che ”nulla e’ cambiato”. ”Non dobbiamo fare il facile gioco del capro espiatorio – afferma in un video pubblicato sul suo blog -. Quando vedo per esempio il Partito Democratico che chiede le dimissioni della presidente Polverini mi viene quasi da sorridere se la situazione non fosse drammatica. Ogni partito, ogni gruppo nella Regione Lazio sapeva come venivano ripartiti i fondi. Forse quello che meno sapeva era il presidente della Regione che non era direttamente dentro il consiglio”. ”E’ un vecchio gioco che comincia nel 1992, quando fini’ la Prima Repubblica, quando scoppio’ il caso di Tangentopoli, di Mani Pulite – ricorda Alemanno -. Tutta l’attenzione era su Craxi, su quel personaggio o su di un altro, cercando di individuare chi doveva pagare per tutti. E’ cambiato qualcosa da allora? No, in realta’ non e’ cambiato. Al di la’ di atteggiamenti strumentali, di chi cerca di trarre vantaggio da questa crisi senza pensare al dramma del Paese, io credo che dobbiamo fare tutti una riflessione profonda”. ”Tutte le critiche che sono state rivolte ad un certo tipo di federalismo che faceva perdere i controlli dentro gli enti locali e dentro le Regioni – sottolinea il primo cittadino della Capitale -, erano delle critiche che avevano un fondamento, come detto anche dalla Corte dei Conti. Forse quella scelta non e’ stata una scelta felice in questi anni. Credo che ci sia necessita’ di guardare quali sono le forme di finanziamento dei partiti”.

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3 Comments

  1. Albert Nextein says:

    Dimenticavo.
    A proposito dei dibattiti seri che alemanno invoca.
    Direi che per stimolarne il contenuto ed il suo attento esame, tali dibattiti dovrebbero esser svolti non in aula.
    Ma al cesso.

  2. Albert Nextein says:

    Mi son fatto un’idea chiara .
    Il Pdl è un cesso.
    Il comune di roma è un cesso.
    La regione lazio è un cesso.
    L’italia è un cesso.
    L’europa è un cesso.

    E’ ora che i cittadini li usino,tutti questi cessi.
    Per quel che sono.
    Letteralmente.

    Alternativamente potrebbero utilizzarli quali discariche a cielo coperto.
    Trasferendovi sacchi di immondizia in massa.
    Ritengo potrebbe esser una incisiva protesta.

    Cessi e discariche.

  3. Dan says:

    Quanto manca a lor signori ladri per ottenere il vitalizio ?

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