Poltrone che vanno, poltrone che vengono. Verdini

verdinidi OPENPOLIS – Chi guadagna e chi perde nei rinnovi in Commissione a Palazzo Madama? 77 i cambi totali, interessante vedere come variano gli equilibri fra maggioranza e opposizione . A Verdini e i suoi, altre due vice presidenze.

 

Rispetto all’inizio della Legislatura molte cose sono cambiate. In primis, alla guida del Governo non c’è più Enrico Letta, e in secundis, i numeri e la consistenza della maggioranza sono notevolmente variate. Proprio per questo motivo, gli avvicendamenti nei ruoli chiave delle commissioni hanno dovuto tenere conto di vari elementi. La principale novità riguarda Forza Italia. Il partito di Berlusconi, che nel corso del tempo è passato all’opposizione, ha mantenuto alcuni incarichi in commissione generalmente affidati a membri della maggioranza.

Partiamo dai numeri. Fra i presidenti, i cambi sono stati molto limitati, con solamente la Commissione Giustizia che ha visto un cambio alla guardia (Vincenzo D’Ascola di Area Popolare ha preso il posto del forzista Nitto Palma).  La vera partita si è giocata con le nomine dei vice presidenti e dei segretari.

Dati alla mano, il gruppo di Denis Verdini sembra essere il vero vincitore. Al-a ha infatti guadagnato due vice-presidenti e due segretari, facendo meglio di qualsiasi altro gruppo a Palazzo Madama. Unico gruppo insieme a Pd e Aut-Psi-Maie a registrare un saldo positivo in entrambe i ruoli.

Diminuisce di molto il peso di alcuni gruppi di opposizione. Il Movimento 5 Stelle perde un vice presidente e due segretari e la Lega Nord due vice presidenti. Il gruppo Misto da un lato registra un saldo negativo di -3 vice presidenti, dall’altro guadagna due segretari.

Cosa dicono realmente questi numeri? Per prassi, come anche recentemente confermato dal capo gruppo Pd Luigi Zanda, si è solito dividere equamente le vice presidenze fra maggioranza e opposizione. Un elemento fondamentale per capire, almeno sotto questo aspetto, dove e come si posizione il gruppo di Denis Verdini.

Seguendo il ragionamento di Zanda, le 28 cariche di vice presidente andrebbero quindi divise 14 e 14 fra i due schieramenti. Come sono realmente le cose? Senza il contributo dei tre vice presidente di Al-a (Alleanza liberalpopolare-autonomie), parrebbe che all’attuale maggioranza vengano assegnate solamente 11 vice presidenti. 

Non solo, i tre vice presidente di Al-a in questione si trovano in commissioni in cui gli altri pari livello appartengono a gruppi apertamente all’opposizione, come Forza Italia (V e VI Commissione) e il Movimento 5 Stelle (IV Commissione).

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One Comment

  1. Paolo says:

    La maggior parte degli italiani sono di centro-destra, ma negli ultimi 20 anni questi segretari di partiti di centro-destra hanno praticamente fatto scappare nell’ astensionismo la maggior parte dei loro elettori. Partiti personali e basta.

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