Politica padana, il vuoto progettuale che ci circonda…

padaniamapdi MARIO DI MAIO – Nel mondo padanista non mancano i “cervelli” e “l’indipendenza Nuova” ne diffonde idee proposte riflessioni provocazioni e polemiche.
Verrebbe anzi da pensare che di materiale da ” sfruttare” ce ne sia anche “a bizzeffe”. Sull’ indipendentismo e l’ autodeterminazione, poi, oltre che sui ben noti pensatori ed esempi stranieri, i Padani possono contare sul proprio patrimonio ” specifico”, consistente nell’ eredita’ dottrinale e “pratica” ricevuta da due “giganti della liberta’” come Miglio e Onesto. Eppure, finora, dobbiamo ammettere che nonostante la buona volontà’ e il super attivismo di molti, la ” macchina della liberta’” pur continuamente rimessa in moto, puntualmente si inceppa. E questo e’ particolarmente grave perche’ i ” macchinisti” sono al lavoro da oltre vent’ anni.
Enzo Trentina (vox clamans in deserto) ne ha individuato la causa nell’assenza di un progetto indipendentista strutturato, sufficientemente articolato istituzionalmente e collegato all’identità delle singole popolazioni, atto quindi a coinvolgerle come tali e non perche’ lanciato da un partito o da una consorteria. Sembra l’ uovo di Colombo, ma finora non e’ stato preso in considerazione, probabilmente anche per il farraginoso moltiplicarsi di ” addetti ai lavori” che ovviamente faticano ad accordarsi per operare insieme.
Urge recuperare in fretta il bandolo della matassa, perche’ mai come nel momento attuale l’Italia e l’Europa si sono trovate in uno sprofondò cosi’ “profondo” e c’ e’ il rischio che ne approfittano “altri”.

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5 Comments

  1. L.I.F.E. FEDERALE says:

    VOGLIAMO LE AUTONOMIE REGIONALI E UN FEDERALISMO SOLIDALE

    Da parecchi anni lo Stato presenta la sua inefficienza governativa nel gestire il Paese,gravato dalla burocrazia parassita e dalla voracità fiscale di cui i lombardi sono tra i contribuenti più tartassati d’Italia, con una grave disoccupazione soprattutto giovanile ed un debito pubblico enorme oltre il 133%,,inoltre si mantiene una partitocrazia incapace e opportunista !

    Questi sono elementi che ci inducono a proporvi un regionalismo forte, avanzata da anni,ma elusa da questo Stato accentratore, lo prova anche una proposta avanzata e ampiamente illustrata nel Gennaio 1996 oltre 20 anni fa, con il documento autorevole dalla Commissione Diocesana “Giustizia e Libertà” della Diocesi di Milano presieduta allora dal Card. Carlo Maria Martini “Autonomie Regionali e Federalismo Solidale”. Costruiamo insieme il bene comune per la destinazione delle risorse in una società adulta e solidale !
    Questo sottolinea l’importanza di ottenere un federalismo solidale che è decentratore e autonomista, in quanto riconosce l’autodeterminazione dei popoli, applicando i principi di solidarietà, sussidiarietà e di interdipendenza, tutt’ora inesistenti,ma necessari in Italia !
    Noi riteniamo che uno Stato federalista deve essere solo il mandatario e l’esecutore della volontà popolare e solo a questo patto è legittimo; pertanto i depositari del potere esecutivo non sono i padroni del popolo, ma i suoi funzionari, che il popolo può istituirli e destituirli quando crede, che per essi non può essere questione di trattare col popolo, ma di ubbidire al popolo !

    In ambito europeo la storia ha assegnato alla regione Lombardia una posizione di rilievo,sopratutto per la nostra capacità imprenditoriale, motivo per il quale lo sviluppo dell’Europa la dobbiamo ricostruire a cominciare dalle regioni, prima che dalle nazioni. In questa visione noi lombardi, ci segnaliamo per la nostra capacità di continua trasformazione dimostrando la volontà del cambiamento formato da regionalismi forti,eliminando senza equivoci il centralismo statalista italiano che è in decomposizione, questo giustifica maggiormente una partecipazione della piccola e media imprenditoria,determinante forza economica della Lombardia!

  2. FIL DE FER says:

    Ci sono gli uomini ed anche i progetti……….forse troppo diversi ed ambiziosi.
    Nel Veneto se riusciamo a mettere tutti assieme e a superare certi personalismi, egoismi e protagonismi che non portano da nessuna parte, allora, solo allora avremo raggiunto già il 90% del compito che ci aspetta per conquistarci l’indipendenza non solo del Veneto, ma successivamente anche del resto del Nord se lo vorrà.
    Meglio soli che mal accompagnati dico io. Ma la porta resterà sempre aperta…..ma con tanto di sorveglianti e controllori per evitare come nel passato che ci siano personaggi infiltrati dal centralismo romano.
    Chi ci dice, chi ha prove che dimostrino che anche i vertici della Lega non siano collusi con il sistema italiota???? Stando ai fatti sembra di sì perché fare un cambiamento così incredibile, da Movimento di secessione, poi di devolution e poi di federalismo….siamo arrivati che è diventoto un partito nazionale…..cioè contro i Padani…..ed in favore degli italiani.
    C O M P L I M E N T S !!!!!!!!!!!!!!!!!! PADANI SVEGLIAAAAAAAAAA !!!!!!!!!
    VENETI SVEGLIAAAAAAAA !!!!!!!!!!!!
    WSM

  3. giancarlo says:

    La Liga Veneta è stata tradita dalla Lega Nord. Punto !!!!
    Invito i Veneti a svegliarsi e meditare seriamente chi votare alle prossime elezioni politiche.
    Quelli della Lega, compreso Salvini, sanno benissimo come la pensano i Veneti e se sono ancora presenti nelle istituzioni italiote è perché erano diventati il partito meno peggio da votare.
    Oggi non ha più senso votare la Lega Nord per i Veneti.
    Alla fine nascerà un nuovo movimento unitario Veneto ( M U V ? ) che dovrà riunire tutti i movimenti indipendentisti Veneti e farla finita definitivamente con la Lega, badando questa volta a non avere infiltrati dello stato italiota che è sempre pronto, come l’Idra, a mettere la testa dentro i movimenti indipendentisti Veneti e quando si riesce a tagliarne una, rispunta un’altra , e via dicendo………..
    Capisci a me !!!!
    WSM

  4. caterina says:

    ..e pensare che la lega di Bossi assorbi la Liga veneta ed ora va a finire annacquata nella lega di Salvini che la snatura in una cosa tutta italiana!…
    Quando prevalgono i protagonismi personalistici e non c’è chi elabora con competenza, perseveranza e su basi non sentimentali ma direi scientifiche un progetto preciso che miri al l’unico obiettivo fondamentale che è l’indipendenza di un popolo che si sente tale, non si può pensare di arrivare da nessuna parte…
    Per fortuna nel Veneto che è ricco di personalità appassionate e prestigiose ha potuto però contare alla fine su un personaggio dotato di metodologia scientifica oltre che di passione per la causa…
    Per questo con Plebiscito.eu ora andiamo avanti, un mattone al giorno dopo aver posto le fondamenta col referendum della primavera 2014…
    A volte anche nel Veneto sembra che se lo dimentichino perché la strada è lunga ma alla fine si arriverà alla meta…. La libertà ci aspetta, perché ormai ci spetta… e una solitaria bandiera di San Marco sulla cima di un albero maestoso a San Vendemiano colpisce col suo significato più dell’invasione del milione di tricolori sparpagliati su tutto il territorio ad accogliere in quest giorni gli alpini…

    • caterina says:

      quanto mi sento ignorante per non conoscere il nome della piante!… mi dicono che è un tiglio… l’albero sacro dei veneti antichi!!!!… e quella bandiera lassù mi piace ancora di più…

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