Basta fisco: le imprese si mobilitano in 80 piazze

di REDAZIONE

Un documento di 30 pagine sviluppato in 12 punti, dal fisco alla burocrazia, dal credito al lavoro, alle infrastrutture, all’energia. E’ cosi’ strutturata l’Agenda che Rete Imprese Italia portera’ lunedi’ all’attenzione delle forze politiche che si candidano a governare l’Italia. Un documento che, partendo dalle ragioni dell’economia reale, cioe’ delle imprese e del lavoro, vuole aprire una nuova stagione di dialogo e portare al centro dell’attenzione il ruolo che il sistema delle piccole e medie imprese e dell’impresa diffusa deve ricoprire nelle politiche economiche del prossimo governo e della prossima legislatura.

La mobilitazione di Rete Imprese Italia, lunedi’ 28 gennaio e’ imponente: coinvolgera’ 80 citta’, assumendo le forme piu’ varie: un tappeto nero nel capoluogo toscano con la scritta ”non spengiamo Firenze”. A Padova verranno stese al sole mutande accanto al cartello ”Ridotti cosi”’. Distribuzione gratuita di pane a Napoli, in alcune province verranno consegnati ”libri neri” agli amministratori. Molte iniziative tutte con unico scopo: far arrivare alla politica un messaggio forte e chiaro, la sofferenza delle imprese. E’ necessario che la prossima legislatura riparta dalle imprese legate al territorio, cioe’ da quel tessuto produttivo che, nonostante tutto, non si rassegna a tirare i remi in barca, si e’ messo in discussione e ha saputo innovare, dicono dalla superorganizzazione della piccola impresa. La giornata di mobilitazione nazionale sara’ aperta a Roma dall’intervento del presidente di turno di Rete Imprese Italia e di Confcommercio, Carlo Sangalli.

Parteciperanno i presidenti delle associazioni che compongono l’organo di rappresentanza delle Pmi; Giacomo Basso di Casartigiani; Ivan Malavasi di Cna; Giorgio Merletti di Confartigianato; Marco Venturi di Confesercenti. ”Una giornata che senza enfasi – evidenziano dal quartier generale di Rete Imprese – puo’ essere definita storica, e’ la prima volta che tante associazioni e tanti imprenditori vogliono testimoniare il disagio e le difficolta’ che incontrano quotidianamente nel gestire la propria attivita’ d’impresa”. D’altra parte, il clima nelle aziende e’ veramente pesante. ”Nel 2012 e’ morta un’azienda al minuto” ha detto Sangalli. Una recente indagine di Rete evidenzia che il 47% degli imprenditori italiani imputa il perdurare della crisi, all’incapacit… della politica di trovare soluzioni efficaci, il 35,1% alle logiche e negli assetti della politica internazionale, il 32,7% alla burocrazia che blocca le riforme. Tra gli elementi che potrebbero sfociare in conflitto sociale ci sono la disoccupazione crescente (per il 35,9% delle imprese), i privilegi delle caste (32,3%), l’aumento della pressione fiscale (30,9%).

Insomma, dicono gli imprenditori, senza l’adozione di politiche coraggiose e di impegni finanziari dedicati alla crescita, gli sforzi delle imprese per rimanere sul mercato e produrre sviluppo potrebbero non andare a buon fine.

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5 Comments

  1. Roberto Porcù says:

    Le nominate associazioni di categoria sono sempre state pappa e ciccia col potere politico.
    Questa azione serve per stancare gli imprenditori che dopo averle prese abbondantemente ed in previsione di prenderle ancor di più dopo le elezioni, faranno ritorno a casa quel giorno soddisfatti perché “gliele abbiamo dette!”

  2. Unione Cisalpina says:

    a kuesto punto mi vien proprio da dire:” vadano a kagare … bastardi !” … insensibili al nostro dolore e grida d’aiuto x la nostra gente padalpina ed alle nostre grida di libertà e giustizia e della loro stessa salvaguardia… kontinuano a rikonoscere e servire il regime italiko merdional_levantino e roma reverire …

    • caterina says:

      loro che sono organizzate hanno il coltello dalla parte del manico per sciogliere il cappio: decidano di non versare più nessuna tassa e nessun contributo, stop. Quelle che riescono a sopravvivere vadano avanti con l’attività e pagamento stipendi… chi glielo impedisce di prendere una drastica iniziativa contro il governo? non certo i loro operai, non certo le banche, insomma se volessero…

  3. FrancescoPD says:

    Basterebbero due mesi di mancati versamenti a tutti i livelli, compresa auto, sigarebbe, bolli vari etc. etc. ,.. 2 mesi non sono niente,… e la bestia muore stecchita.

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