Plebiscito veneto: un’inchiesta della magistratura direbbe se i voti sono veri

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

di ANDREA BACCAGLINI

Io ero a Treviso venerdì scorso, ho festeggiato in piazza l’avverarsi di un sogno che da tempo conserviamo nei nostri cuori. I dati rilasciati da Plebscito.eu sono formidabili, la maggioranza assoluta del popolo Veneto ha scelto di secedere dall’Italia e ripristinare la Repubblica Serenissima.
Questo risultato è, per il diritto internazionale naturale, già oggi pienamente valido e, anche se con molte difficoltà, potrebbe legittimare un ricorso ex art.35 dello statuto ONU. Ma ancor di più il risultato plebiscitario sembra rappresentare la solida base per un riconoscimento da parte di un’altro stato (straniero), che farebbe immediatamente precipitare la questione sul diritto internazionale sostanziale, bypassando completamente qualsiasi disposizione costituzionale italiana, e sfociando per forza in un ricorso alle Nazioni Unite.
Questo voto quindi ha un valore storico per il nostro paese, ed è la seria opportunità di riscrivere la storia, non solo Veneta , ma probabilmente dell’intera Europa dando un nuovo impulso dal basso alle scelte comunitarie.
Ma c’è qualcosa in questo voto che non mi convince.
Innanzi tutto, sono state mosse da più parti critiche sulla serietà dell’iniziativa e sulla sua validità.
Sulla validità, come sopra, c’è poco da dire, quando le decisioni sono prese a maggioranza assoluta e in maniera democratica queste sono vincolanti, magari non per l’Italia che le subisce, ma per tutto il resto del mondo si.
Sulla serietà  invece, c’è chi ha sostenuto che si potesse votare con nomi fasulli, inventati o al posto di altre persone. Si, è vero, si poteva fare, ma procedure “notturne” dovrebbero aver verificato i dati con le anagrafiche elettorali in possesso di Plebiscito.eu e smascherare i voti falsi, cosa effettivamente avvenuta, ma che so per certo non può essere stata completata per quei comuni dei quali Plebiscito.eu non ha gli elenchi elettorali.

C’è però sicuramente chi ha votato in frode, a mio parere commettendo il reato di cui all’Art. 494 c.p. “Sostituzione di persona – Chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, induce taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria all’altrui persona, o attribuendo a sé o ad altri un falso nome…”
Allo stesso tempo, gli stessi numeri annunciati da Plebiscito.eu sembrano gonfiati, più parti infatti sottolineano un’apparente contraddizione con i dati tecnici di accesso ai siti che alcuni operatori forniscono. Qualcuno dice che effettivamente potrebbero aver votato dalle 100mila alle 200mila persone.
Plebiscito.eu ha rigettato tali critiche asserendo la correttezza dei suoi dati e annunciando che sarebbero stati “messi a disposizione di chiunque” (lo stesso Busato dal palco di Treviso). Ad oggi, io personalmente di elenchi non ne ho visti, anzi, a precisa richiesta ho solo ricevuto secchi no, “c’è la privacy”…
Ho letto invece recentemente che i dati sono stati messi a disposizione di un organizzazione americana per la verifica e la certificazione. Alla faccia della privacy! Io non ricordo di aver dato il mio consenso al trattamento e la cessione a terzi dei miei dati personali. L’unico dato sensibile per fortuna è quello del voto espresso, ma chi certifica il o i certificatori?
Purtroppo nella vita ho imparato a fidarmi solo di ciò che vedo e tocco personalmente e cerco, se possibile, di non farmi prendere per il naso.
Abbiamo troppo da perdere come popolo Veneto da una truffa del genere, sempre che di truffa si tratti ( io spero che i dati siano reali!).
Ecco perchè ragionavo sulla possibilità di creare un comitato per presentare una denuncia, e far iscrivere nell’elenco delle notizie di reato, il team di Plebiscito.eu per aver commesso il reato di cui all’Art.482c.p. “Falsità materiale commessa dal privato” e presentare una denuncia contro ignoti per il reato di cui all’Art.494c.p..
La speranza è quella che un processo certifichi la verità del plebiscito stabilendo i veri risultati, a quel punto esenti da critiche e garantiti, sempre che nel frattempo questi elenchi non vengano diffusi e siano quindi soggetti a libera verifica.
Un processo da celebrare di fronte alla magistratura Italiana che potrebbe diventare storico.
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113 Comments

  1. Angelo says:

    Cari lettori,

    ma se il governo PD fa finta di governare senza essere stato eletto dal popolo!!! Manca l’attore RENZI a rubarci ancora più soldi..

    ma visto che il terrorismo va punito, caro PD il popolo italiano non è d’accordo che sostenete l’operazione mare nostrum con i nostri soldi che ci sta riempendo di gente senza niente, terroristi, delenquenti, assssini,

    TUTTO CON I NOSTRI SOLDI!!!!
    DOVE E’ LA DEMOCRAZIA !!! E’ IL POPOLO CHE DEVE VOTARE UN OPERAZIONE DEL GENERE…
    MA PER QUANTO POSSIAMO PERMETTERCI di spendere 300 mila euro al giorno…

    Le famiglie italiane sono sommerse da tasse… dobbiamo pagare tutto, lo stipendio non basta più…
    disoccupazione alle stelle…

    Che senso a festeggiare il giorno dalla liberazione dei tedeschi, quando il PD per un pugno di voti ha venduto l ‘Italia , che non i nostri soldi sudati, a iniziato la guerra di invasione dei clandestini… per velocizzare gli sbarchi con Letta il gegno… si è inventato di utlizzare le navi della marina militare italiana…

    Operazione= Aumento povertà, più tasse ai poveri italiani, più delinquenza, furti, scippi, omicidi…, più malattie, meno sanità e soldi per gli italiani..

    E’ Questo il bene che il PD che governa vuole agli italiani…

    Se non si ferma questa follia…è la fine per tutti gli italiani, sempre più poveri…

    IL PD E’ IL DITTATORE CHE COMANDA alle spese della vita dei poveri italiani con falsi ideali di democrazia:

    TUTTO PER I POVERI CLANDESTINA = NIENTE PER GLI ITALIANI…..

  2. Roberto Porcù says:

    Par carità del Signor ! Lassa perdar.
    La magistratura ha altro da fare e quel che fa lo fa in tempi troppo lunghi per i quali già paghiamo sanzioni alla UE.
    Per votare erano richieste generalità e numero della carta d’identità.
    Forse qualcuno avrà votato per altri, a favore a contro, “e ‘na bota e un buso fa un guaivo”.
    Da chi bisognerebbe essere poi certificati, dallo stato italiano partitocratico, burocratico e malavitoso che questo referendum ha impedito nelle urne e del quale i veneti hanno dimostrato di avere repulsa?
    La Libertà è una cosa che non si può chiedere, se la si vuole ce la si piglia, e basta.
    E così per il plebiscito, quello che possono dire a noi non deve importare un tubo, lo abbiamo votato, e basta!

  3. luigi cifra says:

    Mia modesta proposta:
    1 si approntino degli uffici dove consegnando la tessera elettorale italiana si riceva un documento del nuovo Stato Veneto.
    2 Una volta raccolte 2 milioni di tessere le si porti all’Onu per chiedere il riconoscimento come stato.
    3 Contestualmente si emani la legge fiscale provvisoria e quindi stop soldi a Roma
    4 Nazionalizzazione di tutte le proprietà della Repubblica. E sfratto degli inquilini.
    5 arruolamento polizia veneta.

  4. leandro says:

    CARA ITALIA,
    non importa se i voti siano 2milioni o solo 20mila, fa scappare ancora le fabbriche all’estero o falle chiudere, crea ancora un poca di disoccupazione, facci stare con la pancia ancora un pò più vuota e ti faremo vedere noi se i voti sono veri o non veri. Aspettiamo solo quel momento, il sistema democratico è morto ormai.

  5. Bepi says:

    Oggi, domenica 30 marzo, Il Giornale pubblica un’intervista di due pagine a Gianluca Busato. Da leggere.

  6. Nicola Busin says:

    Quando parliamo di correttezza d’informazione alcuni quotidiani non brillano di sagacia, diciamo che anche i grandi si dimostrano piccoli, molto piccoli, da nascondere sotto il tappeto .
    La fonti della Stampa – Quanto ai contenuti dell’articolo che infanga il referendum, Feltri si dice basito. “Brambilla si è prestato al gioco della vulgata conformistica, accreditando l’ipotesi che le aspirazioni indipendentistiche dei veneti non trovino riscontro nella realtà e siano semplicemente state enfatizzate a livello locale grazie a metodi truffaldini”. La certezza di Brambilla di questa truffa, fa notare il direttore, viene dalle elucubrazioni del Corriere del Veneto in cui si afferma che il “sondaggio” è stata una buffonata, ma non fornisce prove a sostegno della propria tesi. “E tutti noi dovremmo comunque pensare che abbia ragione”, tuona Feltri. “Roba da matti”. In pratica Brambilla ha fatto sua la tesi del Corriere che a sua volta dà per scontata l’attendibilità “di alcuni siti internazionali che si piccano di essere capaci di misurare il traffico su Internet. Peccato che tali siti si basino su programmi installati volontariamente dagli utenti. In pratica, essi sono in grado di monitorare appena 15 milioni di utenti su 2,7 miliardi di persone che nel mondo usano la Rete. E possono farlo soltanto nell’arco di almeno tre mesi. Ma su un’area assai limitata, quale il Veneto, non sono all’altezza di misurare un cavolo di niente”.

  7. Riccardo says:

    Può anche capitare che qualcuno andando a scuola impari la lingua italiana o l’inglese o lo spagnolo o il francese e via andando ; ma non significa che non conosca o non apprezzi il dialetto o la lingua di cultura tipica . Non significa ancora che la padronanza dei linguaggi ancorchè la conoscenza di svariate culture siano fattori che annacquano lo spirito indipendentista , soprattutto quando questo rappresenti vera opportunità per le genti . Di contro l’ostentare lingua veneta ad ogni piè sospinto par quasi millantare una purezza superiore e che gli argomenti siano più validi e convincenti , soprattutto veri se in lingua veneta . Come quelli che sparano latinorum per confondere il popolo , l’inglese per dare dei provinciali agli altri etc. Attenzione brave persone , non fate l ‘errore di guardarvi il posteriore l’uno con l’altro , adesso che avete fatto cosa buona , andate a vanti a farla anche giusta , altrimenti vi rimettono nel pollaio a far uova per Pasqua. Esempio : Erode ai re Magi disse che quando avessero trovato il bambino Gesù di farglielo sapere perchè serbava per lui un bel regalino …..! L’innominato alla Lucia Mondella dei promessi sposi offriva la sua protezione….! Per essere sicuri , avete pensato a chi far controllare i voti se sono “validi ” ………ancora o no ?

  8. Riccardo says:

    La paura di libertá spesso annebbia la mente : dopo tanti anni di attivitá occulta , un lavorio ai fianchi per plasmare le menti alla sottomissione il carnefice arriva a far innamorare letteralmente le proprie vittime ; questo fenomeno viene definito sindrome di Stoccolma . La libertá non è vero che sia per tutti , ma è una sorta di esame di ammissione , una forma di sbarramento sotto la quale il livello celebrale ha più assonanze con la fedeltá , ad esempio del proprio fufi (cagnolino) , che con una mente umana che esprime concretamente l’evoluzionismo di Darwin. Più gli agglomerati sociali sono antropologicamente “dipendenti” , più sono bisognosi di autoritá ( tipo quando si domano gli animali , con frusta o bastone e carota ) . Quando ad una donna gli fracassano il viso e si mette ancora sotto tutela del violento , non ha nulla di dolce o di femminile , ma una arretratezza storica dentro di sé che le fa morbosamente amare la morte invece della vita , ignoranza e paura spersonalizzano fino al grado di schiavitù . Ma come si fa a mettere la testa sul ceppo del boia cioè , la magistratura italiana , che di mestiere fa proprio quello di tagliarla soprattutto a coloro che hanno giá superato l’esame per gestirsi la libertá ? Ai polli e agli impotenti , purtroppo , portano via i figli perchè accusati di indigenza ( povertá) e li affidano alle case famiglia che cuccano dallo stato 200 euro al giorno per bambino . I giudici che deliberano, gli assistenti sociali, i presidenti onorari di queste case sono prefetti : tutto questo giro si pappa la torta che è frutto di un crimine organizzato contro natura e libertá . Così è organizzato lo status italiano , questo è il livello di “servizio ” che a loro piace fare al cittadino . Non vado più avanti perchè quando sento discettare gli allocchi di legittimità e democrazia perdo lo spirito amorevolmente costruttivo .

  9. anonimo says:

    Gentile dott. Baccaglini,

    Lei afferma che non tutti i comuni hanno fornito le anagrafiche per i controlli d’identità. Questo differisce da quanto dichiarato dagli organizzatori di plebiscito.eu. Qual’è la fonte? Se avesse ragione, sarebbe indubbiamente un fatto gravissimo che metterebbe in dubbio la validità del referendum.

    Detto questo, il ricorrere alla magistratura sembra una pessima idea. In Italia i processi durano svariati anni, e in molti casi svariati decenni. E non accertano un generico fatto X a piacere dell’attore – accertano invece (se penali) se il convenuto sia o meno passibile di pena. Per cui sarebbe estremamente difficile ottenere una certificazione “X voti sono autentici”: il massimo sarebbe “Tizio ha votato più di una volta” o, più probabilmente, “Il fatto che Tizio abbia o meno votato più di una volta è irrilevante perché il reato è nel frattempo prescritto”.

    • andrea baccaglini says:

      Mi perdoni se non le do il nome, ma si tratta di un amico che ha lavorato che ha fatto la campagna di Plebiscito. E’ un bravo ragazzo che ci ha creduto tantissimo e non voglio metterlo in mezzo.
      Mi ha detto che siccome le liste costano , sono riusciti ad averne circa il 70% , io allora ho suggerito che avrebbero comunque potuto completare il restante con una verifica all’anagrafe tributaria che invece è gratuita e online, almeno per la verifica del codice fiscale.

  10. A ghe faremo tanto mal, ala lega !!! says:

    Quante cassade !!!

    Punto prima, ancora sento gente andare avanti con la storia del plebiscito del 1866 ? L’autodeterminazione è un principio nato e sviluppato dopo Yalta (1945), non prende minimamente in considerazioni, ricorsi storici per modifiche di confini e territori, ormai prescritte dal tempo. E men che meno in una regione di diritto italiano, che non è erede di nessun Serenissima, ma solo di stato italiano.

    La magistratura se ne frega di questa buffonata, come se ne fregano tutti ( non mi risulta che Mr. Obama incontri il Sig. Bisato a Treviso), ma se proprio dovesse indagare, indagherebbe per altro motivi, come l’utilizzo di dati privati per fare database o altro, e per scopi che possono esulare lo scopo iniziale prefissato ( tipo fare partiti, e liste politiche per mandare su partiti ….ops ….ogni riferimento a cosa e persona, è puramente casuale).

    Ma alcuni dubbi, non mi fanno dormire la notte ( tanto per dire):

    1- I risultati dichiarati rientrano in un contesto di legislazione e diritto italiano; seguono quindi regole italiane anche nella votazione, spero non siano coinvolti minorenni, visto che per il nostro ordinamento il voto è ritenuto valido solo per maggiorenni.

    2- Dare solennità a un risultato, comporta la formalizzazione di quanto acclarato e decantato, attraverso un atto pubblico ufficiale, che può redigere solo una terza parte non coinvolta o/e soprattutto un notaio ( per avere validità in Italia). Mi risulta che quanto dichiarato sia stato espresso, da un organo monocratico e autoreferenziale, promosso dai promotori stessi del plebiscito.

    3- Allo stato attuale, non sono ancora stati comunicati, nomi e cognomi ( e per c/to di chi agiscono) di osservatori internazionali.

    Premesso, che la gente abbia votato in buona fede, senza sapere che sarebbe nato l’ennesimo partito dai soliti personaggi per candidarsi alle europee, sinceramente non riesco capire come possano essere controllati in ambito privato anche se digitale, le liste elettorali e la materia anagrafica riservata agli ufficiali pubblici ( o chi ne fa le veci nei comuni). Essere in possesso di dati pubblici ( anche se riservati), ai quali si ha accesso libero senza permesso: è un REATO !!!! Chi ha autorizzato i Signori del plebiscito ad aver liste elettorali per fare controlli incrociati sui dati dichiarati dai sottoscrittori ( ignari e in buona fede) ?

    P.S. Mi sa che i veneti, più che una mancanza e comprensione del di diritto internazionale, abbiano una palese ignoranza in diritto amministrativo e diritto degli enti locali. Ma non abbiate paura, abbiate fede nella nuova magistratura veneta che verrà di diritto italiano…..un vero esempio di legalità IOCI CAUSA.

    • bacca says:

      Le liste elettorali sono disponibili in ogni comune italiano su richiesta e in qualche caso previo pagamento.
      Plebiscito ( da fonti interne) possiede il 70% delle liste del Veneto.

      • A ghe faremo tanto mal, ala lega !!! says:

        Sono in possesso (LORO) del 70% delle liste elettorali, dati anagrafici ecc ??? Sono più efficienti dello stato italiano (BASTA ANDARE DA LORO PER UN CERTIFICATO ALLORA), e dei Mormoni con i dati anagrafici, d’altronde le denunce nei loro partiti per firma false, partono dal 2009, e in tutto questo periodo credo bene che di dati, ne abbiano incamerati parecchi anche per votare in massa al plebiscito, senza che i diretti interessati iscritti alle liste ne fossero a conoscenza. Inoltre i dati dei call center, fanno miracoli !!! E mi sembra, che il promotore di questo bluff mediatico, digitale e virtuale lavori proprio per fare e installare call center.

        La ringrazio bacca, conferma i miei dubbi; è una ammissione indiretta di colpevolezza. Chissà quanti, hanno votato per il plebiscito senza saperlo: ” A LORO INSAPUTA”. Funziona così in Italia ….e i veneti, sono perfettamente integrati con i metodi e il sistema italico.

        I codici sono generati dal sistema, i dati delle liste ci sono, tutto il resto può essere inventato come sempre.
        Bravi ….boccaloni !!!

        • andrea baccaglini says:

          Io continuo a sperare nella veridicità dei dati forniti. E’ troppo importante che siano veri e sarebbe troppo brutto per noi indipendentisti se fossero falsi.
          Certo che da venerdì, che ero convinto della certezza dei dati, ad oggi , i miei dubbi sono andati via via aumentando.

    • Aquele Abraço says:

      L’autodeterminazione, diritto naturale riconosciuto in campo internazionale, è un principio nato e sviluppato dopo Yalta (1945) e mi pare che ora siamo nel 2014.
      Quelli che hanno votato, e sicuramente erano tanti (i sondaggi ufficiali da diverso tempo dicono che circa il 60% dei veneti è a favore della secessione dall’itaglia) non gli importava niente del trattamento dei dati personali, né di sapere se sarebbe nato l’ennesimo partito, né dell’accesso indebito di qualcuno alle liste elettorali o ai dati anagrafici (tanto questo Stato ladro ha accesso anche ai nostri conti bancari e un accesso in più o in meno non fa differenza). Essi hanno votato in quanto veneti laboriosi che vogliono la libertà da questo Stato insopportabile che a parole si dice fondato sul lavoro quando in realtà si fonda sulla clientela e il parassitismo. Senza libertà, per la gran parte di loro c’è solo un futuro certo di lacrime e sangue che li aspetta nei prossimi vent’anni.
      Uno che parla come te e vede solo pregi in questo Stato irriformabile, che si bea della sua magistratura parruccona e della selva normativa che ha prodotto, puzza di spudorato parassita che ha paura di dover lavorare davvero o che ha già messo molta paglia nel fienile, magari in Svizzera, e non gli interessa un cazzo se il Veneto va in malora, divorato da zecche e sanguisughe.

      • A ghe faremo tanto mal, ala lega !!! says:

        Non parlo di diritto, con chi non sa intendere ne volere, e non capisce la differenza tra stati, popoli e regioni.

        Le dico solo questo, se l’indipendenza del veneto come decantata da questo bluff, è solo per ragioni fiscali….non mi interessa !!! O si ritorna ai fasti della Serenissima, o sinceramente se devo vedere un veneto indipendente con EURO, EU E NATO …..NO GRAZIE !!! Cosa cambierebbe da quello attuale ? 20 miliardi di euro da investire a scopi politici che non vanno a Roma, tanto da permettere ai nuovi politici veneti di mangiare come quelli romani ? No, grazie !!!

        A questo punto sono d’accordo con il documento delle diocesi venete, va bene un giusto ricollocamento delle risorse in base ai meriti ( autonomia, statuto speciale ecc…ecc….), ma la secessione non ha alcun senso se è solo una ragione de SCHEI !!!!

        Tanti criticano la fusione con Trentino o Friuli, ma forse è meglio una fusione che non comporta modifiche costituzionali, che altre vie. Che poi si faccia un unico capoluogo di regione tra le due tipo Verona ( Trentino + Veneto), ancora meglio !!! La verità del veneto è solo una….prime donne politiche par schei e careghe ….tutto il resto solo folclore !!!

        • Aquele Abraço says:

          Perché i veneti non dovrebbero vivere indipendenti e autogovernarsi nella terra dei loro padri? Forse perché alcuni come te pensano che il morbo italico abbia ormai degenerato e pervertito l’etico civismo veneto, che il contagio pelasgico sia divenuto ormai irreversibile e che i veneti con l’intera classe dirigente sguazzino nella corruzione e nel clientelismo alla pari dell’Italia? Ma non è ancora così e per quanto siano presenti qua e là sacche di corruttela, la Regione veneta, unica nell’Italia intera, è risultata immune al malcostume politico imperante (e non si può negare che i magistrati inquirenti ci abbiano messo tutto il possibile per sputtanare anche la Regione Veneto), mentre la sua sanità è un esempio di buon servizio, organizzazione e costi moderarti, tanto da essere considerata il riferimento per i costi standard nel Servizio Sanitario Nazionale. La nostra classe politica e dirigente veneta è certo imperfetta, ma questi sono fatti che la distinguono persino dai politici del Trentino-Alto Adige, che passeranno alla storia per aver messo in conto spese un oggettino per trastullarsi. In ogni caso io preferisco un veneto che un romano a governarmi (anche per questioni di distanza è più controllabile e verificabile). Per i veneti (l’8% circa della popolazione, poco meno di 5 milioni su quasi 60 milioni di abitanti lo Stato italiano) la quota da accollarsi per la loro libertà corrisponderebbe grosso modo a 160 miliardi di euro (sui 2.000 e più di debito pubblico complessivo) che essi potrebbero estinguere in massimo otto anni anziché in venti a causa del fiscal compact, dato che il residuo fiscale che già versano a Roma è di 20 miliardi di euro l’anno. Se al Veneto fosse aggregato l’intero nord est, non cambierebbe di tanto la sostanza, anche se, come regioni autonome, il Trentino-Alto Adige e il Friuli-Venezia Giulia continuassero ad avere gli attuali vantaggi fiscali. Della Serenissima si possono prendere a modello alcune istituzioni che hanno funzionato benissimo, mi riferisco al Magistrato delle acque, ai metodi di ballottaggio e ricambio dei governanti per impedire familismo e clientelismo o all’introduzione nel sistema giudiziario di forme giuridiche basate sulla common law.
          Se tu vuoi farti governare da Roma e impregnare della sua attuale “civiltà”, d’accordo, devi però prendere atto che la maggioranza dei veneti non la pensa così e smetterla perciò di parlare di bluff per screditare questo sentimento veneto ormai indiscutibilmente diffuso.

    • Sensa nome, sensa creansa e co tanta ‘gnoransa:

      Łe łiste ełetorałi łe xe pioveghe:
      http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/40493

      OGGETTO: pubblicità delle liste elettorali (art. 51 d.P.R. n. 223/1967)

      Il Ministero dell’interno ha chiesto un parere, alla luce dei princìpi introdotti dalla legge n. 675/1996, in ordine all’art. 51 del d.P.R. 20 marzo 1967, n. 223, che prevede la conoscibilità e la pubblicità delle liste elettorali.

      Tale articolo stabilisce, all’ultimo comma, che “chiunque può copiare, stampare o mettere in vendita le liste elettorali del Comune” e, al primo comma, che “gli atti relativi alla revisione semestrale delle liste elettorali sono sempre ostensibili a chiunque” .

      Secondo le istruzioni che il Ministero dell’interno ha impartito agli uffici elettorali comunali con la circolare 1 febbraio 1986, n. 2600/L, le richieste di accesso alle liste elettorali possono essere presentate in qualsiasi momento e devono essere evase, dietro pagamento delle spese di duplicazione, con modalità tali da arrecare il minore intralcio nel procedimento di formazione degli elenchi e delle altre operazioni relative alla tenuta e alla revisione delle liste.

      Il Ministero dell’interno ha precisato che, al fine di contemperare le finalità sottese all’art. 51 con quelle relative alla disciplina degli atti anagrafici (che ammette il rilascio a privati degli elenchi degli iscritti all’anagrafe della popolazione soltanto in forma anonima ed aggregata, per fini statistici e di ricerca: art. 34 d.P.R. n. 223/1989), il medesimo art. 51 è stato interpretato costantemente in modo da riconoscere l’ostensibilità delle liste elettorali e l’accesso alle stesse per le finalità di “controllo generalizzato (di natura, per così dire, popolare) sull’attività revisionale e di tenuta delle liste medesime” .

      In particolare, l’Amministrazione ha specificato che l’accesso alle liste elettorali dovrebbe ritenersi consentito solo per il perseguimento di “dichiarati fini elettorali” , finalità che corrisponderebbe alla ratio della legislazione in materia di elettorato attivo e che, sempre secondo il Ministero dell’interno, potrebbe essere interpretata in modo estensivo, dovendosi ritenere permessa la conoscibilità delle liste
      anche per altre finalità di interesse generale, come, ad esempio, quelle di ordine statistico, di studio, di programmazione socio-assistenziale o attinenti a ricerche sociali.

      • A ghe faremo tanto mal, ala lega !!! says:

        In particolare, l’Amministrazione ha specificato che l’accesso alle liste elettorali dovrebbe ritenersi consentito solo per il perseguimento di “dichiarati fini elettorali” , finalità che corrisponderebbe alla ratio della legislazione in materia di elettorato attivo e che, sempre secondo il Ministero dell’interno, potrebbe essere interpretata in modo estensivo, dovendosi ritenere permessa la conoscibilità delle liste
        anche per altre finalità di interesse generale, come, ad esempio, quelle di ordine statistico, di studio, di programmazione socio-assistenziale o attinenti a ricerche sociali.

        APPUNTO….SCOPO ELETTORALE ? ITALIANO O VENETO ?

        La domanda è nasce proprio da questo, gli organizzatori, se sono in possesso delle liste, e non fanno fare un controllo incrociato con le carte di identità valide, come possono affermare che i voti siano sinceri ? Se il sistema, riconosce valida la persona che risulta nelle liste, ma accetta tutte le carte di identità, quanti morti veneti saranno resuscitati per il plebiscito ? Quanti avranno votato a loro insaputa, e con una carta d’identità inventata ?

  11. Mi a go votà e sta ki la xe la me skeda voto:

    http://www.filarveneto.eu/wp-content/uploads/2014/02/skeda-voto_2.jpg

    Buxato basta ciacole dighe a tuti ca ghemo da catarse fora de caxa en piàsa, cusi a se contaremo dal bon e se saremo almanco 1milion te rengrasiaremo e scuminsiaremo a organixarse par torse la nostra lebartà,

    ma se se catasimo lomè en 10mila a ve convien a ti e a tuti i tui, de tor su el fagotelo en prèsia e de corsa migrar en Afrega, en Congo dai parenti de la kyenge … là a podarè dimandar axilo poledego.

    Basta ciacole a Sappada!

    Fora de caxa en strada o en piàsa a contarse.

    • A ghe faremo tanto mal, ala lega !!! says:

      Mi risulta che per il fine settimana si incontrino a Montegrotto terme in una SPA, dica al Sig. Bisciato, che l’albergo in questione non ha la possibilità di contenere 2 milioni….di indipendentisti.

  12. mv1297 says:

    io non mi agiterei tanto
    se la magistratura italiota interviene, allora si metta nel piatto il plebiscito del 1866…
    si azzera tutto e si faccia il referendum attraverso la Regione.
    chi vince?

    • E par ti la majstradura taliana la se perdaria drio a on sondajo lejtimo fato da na asoçasion privada?

      On sondajo kel pol esar tarocà fina ke se vol, la majistradura taliana no la garia gnaon dirito-dover de entervegner.

  13. sandrone says:

    Ma la magistratura in un paese normale persegue i crimini…

  14. zisp says:

    Il fatto che la magistratura non sia ancora intervenuta, sapendo chi sia e quali reali fini abbia la magistratura italiana, è una evidente ed importante prova indiretta che il Referendum di plebiscito.eu non ha gravi vizi; la magistratura italiana si guarda bene infatti dal dare una qualsiasi parvenza formale di legalità e legittimità ad un processo che ne comporta la pressoché immediata fine assieme a tutto il resto dell’italico circo Barnum. State pur certi che se loro avessero il benché minimo sentore di irregolarità sarebbero già intervenuti in forze; al momento il Regime si limita a controbattere con le deboli armi spuntate della stampa venduta e prezzolata, che ancora oggi insiste a pubblicare dati analisi clamorosamente inaffidabile e provenienti da loschi figuri con un passato oscuro; nel momento in cui durante il prossimo finesettimana l’organizzazione rivelerà i dati finali certificati da osservatori indipendenti internazionali, ci saranno delle belle sorprese e non escludo che qualche direttore di giornale, servo sì, ma anche un po’ sprovveduto, sia costretto a fare pubblica ammenda se non a dimettersi, ne vedremo delle belle

  15. luigi bandiera says:

    Scrivono solo per distrarci.

    Tuttavia, affidarsi alle toghe rosso/nere talibane e’ come affidarsi alla SANTA INQUISIZIONE, mai morta tra l’alto.

    Se quel referendum non piace si cambia, se ne fa un altro e che piaccia al NEMICO.

    Noi tanto dobbiamo stare sempre sotto dei talibani. Lo dicono loro?

    Comunque, kax, quante sirene a farci le cantatine serali e mattutine per tenerci sempre nel sogno e basta di indipendenza.

    Noi vogliamo i FATTI..!

    Basta sirene tririnkoglionitrici.

    BASTA NE’?!!

    SERVE UNA VERA ORGANIZZAZIONE e ai vari canti sireneici deve rispondere solo uno, l’addetto alla relazione con la stampa e con le altre asso. Rispondere a tutti diventa dispersivo e poco producente in quanto fa solo perdere tempo, e denaro, e NON risolve il problema dell’AUTODETERMINAZIONE..!

    Non leggo ancora dei suggerimenti e o delle proposte, solo lamentele e se e’ valido o no il numero dei partecipanti al voto.

    Ma nel 1866 nessuno fece una obbiezione per via della VERA TRUFFA..?

    Eh no… di colpo tutti diventarono patrioti del uno e indivisibile stato gia’ nato in fallimento.

    Per farcelo digerire lo chiamarono in tanti modi, perfino belpaese, e quante asso talibane per dire che lo stato era da sempre esistito: falsi e truffaldini di natura sono i notissimi kornuti detti padri della patria. Talibani sogno.

    Per farci il lavaggio (da testa a piedi) ingaggiarono degli intellighenti, ignoranti naturalmente, i quali ci raccontarono la loro di storia e spiegato cosa voleva dire la nota carta igienica.
    Studiandola e anche sentendola spiegare a me pareva sublime davvero, ero giovane e inesperto. Una poesia che ti faceva fare LACRIME E SANGUE da commovente e umana era.
    Beh, la carta igienica se e’ soffice ti fa lacrimare e sanguinare meno di quella un po’ ruvida, ruspante.
    Una poesia kax come la carta igienica.
    Io so che le poesie non puliscono mika il kulo nostrum. Il loro si, purtroppo per noi.

    Come si notera’: serve andare a votare?

    Se dite si perdete di stima…

    I fatti dicono che NON serve andare al voto: sono gia’ tutti PRESCELTI.

    Voi avallate i dati e il loro mandato, e, badate bene, solo i loro scelti.

    Siamo in UNO STATO (gabbia e’ molto meglio) DITTATORIALE DEMOKRATIKO.

    Secondo loro, i noti menestrelli della politica, noi andando a votare, non si sa chi come gia’ detto, dimostriamo al mondo, insulso, che qui c’e’ demokrazia…

    Ma, dico io: la vedete davvero la demokrazia qua in TALIBANANìA o Talibanana loro patria..?

    Renzi passa tutte le scuole: vuole palpare il polso dei giovanissimi, prossimi talibani e al voto e nei posti di comando.

    Sa, come sapevano Benito, Adolfo, Merikani e ecc. che lì si sfornano tanti patrioti talibani.

    Se non si fermano le varie KST e le si sostituisce con scuole vere (al tempo della Serenissima ste kax di cose non esistevano, eppure tutti si sentivano parte di quella NAZIONE VENETA.
    Se lavano cervelli vuol dire che tutto e’ FITTIZIO e FALSO soprattutto).

    Ma gli intellighenti di cui l’intellighenzia malata sanno certe cose e quindi sono in malafede oppure non le sanno per cui sono in buona fede..?

    Concludendo:
    BASTA itaglia e…
    itaglia BASTA..!!

    An salam

    PSM

  16. leandro says:

    CARI COMPATRIOTI VENETI,
    lo vogliamo capire che per avere la nostra indipendenza, serviranno solo le armi?, Credete forse che Roma ci lasci andar via? e poi loro come mangeranno?.

  17. Elio says:

    e questo mette una pietra tombale sull’indipendenza dei Veneti e forse è meglio così

  18. Garbin says:

    che stupidaggine, se indaga la maggistratura itagliana, e sottolineo itagliana sappiamo già quale sarà il responso.

    Tanto per cominciare i magistrati sono tutti meridionali e il loro stipendio arriva dal lavoro delle regioni settentrionali.

    Secondo voi che diranno?

  19. Gianfrancesco says:

    non ho alcun elemento per dire se i dati sono veri o se sono falsi, però spero vivamente che siano veri o che siano sbagliati di poco, tipo 2,1 milioni invece che 2,3.
    Diversamente sarebbe una catastrofe e non solo per il veneto, per tutti, sarebbe un montagna di fango che seppellirebbe tutti gli indipendentisti seri.

    per evitare questi problemi era forse il caso di fare come i sud tirolesi, che PRIMA e non dopo hanno fatto certificare il loro referendum, anzi l’hanno affidato in toto fin dal principio ad una società esterna, in quel caso nessuno ha osato dire che la Klotz aveva forse barato sui numeri.

  20. Dan says:

    La questione non è se ci sono tanti o pochi voti. Fossero quelli reali anche solo 100 mila, quei 100 mila tizi devono mettere in campo una reazione tale da imporre il cambiamento.
    Finchè si ragionerà di dover stare ad aspettare gli altri, cosa dicono, cosa pensano, se sono disposti a fare o meno, cosa, quando ecc.ecc. fino a raggiungere un’ipotetica maggioranza non si otterrà mai nessun cambiamento.

    • mmarco says:

      se i dieci avessero scritto : il 25 aprile 2014 inizia il nuovo Veneto, basta pagameti all italia, etc etcc…

    • andrea baccaglini says:

      Io ero a Treviso, e sinceramente ho visto molta meno gente di quella che mi sarei aspettato visto i numeri. Siamo un popolo da poltrona è vero, ma dobbiamo cambiare e dimostrare in piazza la nostra volontà.
      Con questo voto alle spalle oggi direi che siamo legittimati a farlo, ma ci possiamo fidare ciecamente ?

  21. pippogigi says:

    Non c’è bisogno della magistratura per sapere che in Padania la maggioranza degli autoctoni vuole l’indipendenza.
    Ho diversi amici “misti”, nel senso che un genitore è dei nostri e l’altro è italiano.
    Tutti mi raccontano delle porcherie che devono vedere o sentire quando vanno a trovare i parenti in meridione, parecchi non amano proprio andarci. Mi raccontano che in Sicilia chi lavora (nel senso che non ha un lavoro pubblico o una pensione) viene deriso, dello spreco di soldi.
    Sono loro i primi a dirmi che l’unica soluzione è l’indipendenza, non c’è speranza fino a che si rimane attaccati a questa gente.

    • lucano says:

      quando legge scemenze del genere rimane allibito! Davvero non ci sono parole per commentare

      • mv1297 says:

        ho conosciuto un napoletano senza lavoro in Giappone ed un mio amico veneto gli offrì di lavorare come barista in un circolo privato, per cui anche ben pagato, ebbene il napoletano accettò ma disse al mio amico di non dire a nessuno che lavorava in un bar: in poche parole si vergognava di dover guadagnare da vivere lavorando seriamente
        non aggiungo altro

  22. Max dall'Emilia says:

    Popolo Veneto! smettete di mandare i soldi alla agenzia delle entrate e aprite un vostro fondo in una vostra banca!

    S U B I T O !!!
    prima che sia troppo tardi !!

    la politica itagliana è fallita !
    e vi farà fallire uno ad uno..

    INDIPENDENZA SUBITO!!!!

  23. Max dall'Emilia says:

    non c’è da fidarsi della magistratura italiana. sono corrotti 3 giudici su 4. e comunque è filo itagliana.

  24. liugi says:

    La Magistratura ha tutti gli interessi a condannare il Plebiscito, e penso che lo farebbe senza indugio anche di fronte all’evidenza dei dati. Sarebbe come chiedere a Rifondazione Comunista di confermare i dati contenuti ne Il libro nero del comunismo.

  25. Marcaurelio says:

    Volevo rassicurare Lepanto, e sciogliere i suoi dubbi,
    confermo che venivo da una nottata passata fuori casa a fare bisboccia, questo è il motivo del mio intervento a quell’ora di mattina. Lavorare non è che fa tanto bene….o sbaglio?

  26. Giorgio da Casteo says:

    Caro dott. Baccaglini sul fatto della SERIETA’ che lei dice che si potessero votare nomi fasulli o inventati la informo che cio’ era assolutamente IMPOSSIBILE perche’ di costoro non esisteva il N. di Codice segreto e tantomeno un documento identificativo personale.
    2^ Osservazione. Per mia diffidenza e autocontrollo del voto ( SI ) votai una seconda volta. Cosa non possibile. Votazione respinta e dichiarata NON VALIDA
    Invece devo dire che i 4 milioni di buste circa con i relativi nomi ed indirizzo ,per scarsita’ di postini,non hanno raggiunto tutti i possibili votanti e le ore di votazione settimanali dovevano essere estese fino alle 22 come accaduto domenica 16 marzo. W San Marco

    • andrea baccaglini says:

      So benissimo che i voti venivano controllati, e mi sono informato per capire anche il come.
      So anche che molti giornalisti o politici hanno deriso il plebiscito asserendo di aver votato con altro nome!
      Vedi gli oltre 600 voti annullati provenienti da rai 3…
      Contro questi va azionata sicuramente la magistratura, che dovrebbe se seria fare il suo corso.
      Allo stesso modo, son convinto che possa essere avvenuto che qualcheduno tra i nostri , abbia votato per il nonno o parente o amico senza delega. Anche questo comportamento è allo stesso modo punibile.

      • Bepi says:

        Impossibile pure che qualcuno votasse senza delega, dal momento che il codice personale veniva inviato all’indirizzo di posta elettronica del richiedente il voto. L’eventuale “votante plurimo” averebbe dovuto conoscere non solo i dati personali altrui, compreso numero della carta d’identità, ma avere anche la password per leggere le loro email.

  27. ALE says:

    Baccaglini esprime un ragionamento illogico per chiunque si interessi veramente di cosa è e sta succedendo, questo lo capisce anche mio figlio di 10 anni…
    O si è messo a ridere anche lui quando lo ha finito o gli è stato commissionato, non vedo altri motivi per dire cose del genere, per chiunque di noi che ha avuto a che fare con la magistratura italiana, non credo servino altre parole..
    Anche per me questo articolo stava bene per esempio sul gazzettino per generare ad arte confusione a chi si è appena affacciato a cosa possiamo ambire noi veneti.
    Leggerei più volentieri le teorie di chi è contrario ma esprime cose sensate, che una castroneria come questa, e il direttore ha come lavoro selezionare gli articoli….
    Non è non dare libertà di espressione, per me è scrivere e pubblicare un articolo con un contenuto illogico che è stato un errore.

    VENETO LIBERO

    • gianluca says:

      Le lascio volentieri il posto… a proposito lei come si chiama? perché io e Baccaglini ci firmiamo nome e cognome

    • andrea baccaglini says:

      Se Lei conosce altri metodi per fare verificare seriamente il voto , gli esprima, sinceramente questo è il primo e più sicuro che mi sia venuto in mente.
      Vogliamo veramente andare in piazza , occupare gli uffici pubblici, iniziare una guerra, con alla base un voto che potrebbe essere fasullo?
      Io prima di mettere in gioco la mia vita, vorrei avere delle certezze.

      • Te ghè raxon al 10mila%.
        Però se en piàsa a se catasimo en 2milioni gavarisimo la çertesa ke i dati de le votasion li jera justi.
        Ma coeli de Plebisito me par ke i fasa de tuto parké i veneti no li vaga fora de caxa e en piàsa,

  28. Marcaurelio says:

    Caro Giampaolo,
    io non parlo male dei veneti anche perchè li ritengo persone serie ed efficienti.
    E dico questo con assoluta franchezza.
    Politicamente non la penso come loro, ma questo è un’altro discorso. La diatriba è tutta qui.
    Gli indipendentisti veneti hanno tutte le ragioni del mondo per pensarla come vogliono. odiano Roma ma questo è un loro problema.
    Io sono per l’unità d’Italia. Punto.

    • pierin says:

      magari anche equa dove non esista quelle grandissime differenze di residuo fiscale ? o le basta solo unita.
      perche nel secondo caso mi spiace ma da paese a paese siamo troppo diversi. a meno che non si senta pure napoletano

    • Bepi says:

      Egregio sig. Marcaurelio, se gli indipendendentisti veneti odiano Roma mi pare ovvio che non sia un problema loro ma di Roma. Comunque non è che sia Roma in quanto Roma ad essere odiata, perché è una città straordiaria, quanto la politica colonialista e centralista attuata dai vari governi, prima monarchico, poi tirannico, infine partitocratico, sin dall’unità d’Italia, di cui Roma è la capitale.

  29. Pol says:

    articoli che gettano fango e basta….
    In ogni caso nei prossimi giorni Plebiscito presenterà i dati UFFICIALI certificati dagli osservatori internazionali, e a quel punto ne vedremo delle belle

    • gianluca says:

      e questo sarà un momento molto importante

    • pierin says:

      e quel giorno chiaramente partirà il giro di fango e sputtanamenti vari verso la figura degli osservatori internazionali …

    • andrea baccaglini says:

      Nei giorni scorsi ho contattato membri interni di plebiscito per sapere con certezza come avrebbero certificato i dati, ma non ho ricevuto precise risposte, anzi, sono arrivato a fare il ragionamento di cui sopra, proprio per le risposte fornite. Io non mi accontento di credere.

  30. Albert Nextein says:

    Soluzione pratica per la prossima volta.
    Innanzi tutto tempi più lunghi, anche 15 giorni per raccogliere le indicazioni della gente.

    Tecnicamente vedo bene che la gente veneta o altra gente voti usando il codice fiscale.
    Si può approntare , e non è difficile, una specie di lettore di carte , sul genere del POS bancario.
    Con questo strumento si va nelle piazze, si va nelle campagne, si va in giro a raccogliere i voti della gente.
    Naturalmente di questi POS ce ne vogliono molti, e tutte le sere si scaricano i dati, per controllare che non ci siano doppie votazioni.
    Se ci sono, si annullano quelle in eccesso.
    Idem on-line.
    Per votare si immette il codice fiscale, e poi i dati vengono scaricati e controllati la sera.
    Questo per 15 giorni, un mese.

    Infine, si tirano le somme.
    Sulla procedura si introduce una supervisione indipendente, meglio se straniera.

    Io la vedo molto semplicemente.
    Può darsi che sia stato già fatto così, io non lo so.
    Dovessi organizzare io, farei come sopra.

    • mmarco says:

      io invece darei un codice unico ai residenti in Veneto, codice che a differenza del fiscale l ‘taglia non ha e non può usare al posto tuo.

    • pippogigi says:

      Se avessi dovuto organizzare la cosa sarei partito dalla cittadinanza. Il voto deve seguire il principio dello ius sanguinis, un immigrato italiano, un colono italiano, benché residente in Padania, non può votare e decidere sul futuro di una popolazione che non è sua.
      Quindi solo a chi ha i 4 nonni padani e poche altre eccezioni (antenati tedeschi, francesi, ecc) veniva concessa la cittadinanza.
      A chi ne faceva richiesta veniva inviato un passaporto, sembra complicato ma si può fare, una volta avevo letto i internet come fare, ci sono Stati fittizi che già concedono il passaporto (anche l’italia è fittizia….).
      Il numero progressivo del passaporto veniva usato sia per identificare il votante sia per evitare doppi voti. In questo modo anche i padani temporaneamente all’estero possono votare, cosa che con i lettori di carte non è possibile.
      La richiesta di passaporto è importante: i pavidi, i conigli, quelli che attenderanno fino all’ultimo per poi saltare sul carro del vincitore poi avranno procedure più lunghe e severe per ottenere la cittadinanza, all’indomani dell’indipendenza, dovendo anche giustificare il ritardo.
      Tra l’altro spero che una volta liberi si proceda ad una banca dati del Dna e delle impronte digitali, sia dei cittadini che dei residenti e di chi ha un visto turistico.
      Oltre ad evitare frodi in materia di identità la cosa sarebbe utile per le indagini criminali.

  31. - says:

    Denunciare par farghe aver a la magistratura italiana tutti i nostri nomi? Brao mona!

  32. quaglia daniele says:

    la grande truffa? Si, certo, quella commessa il 19 ottobre 1866 quando fu deciso il plebiscito che si svolse due giorni più tardi vale a dire il 21 e 22 ottobre sempre 1866. Due giorni per indire un plebiscito manualcartaceo, informare dovutamente tutti i Veneti, portarli al voto, scrutinare …..beh, 2 giorni mi sembrano un po’ pokini.
    So per certo che gli organizzatori del plebiscito 2014 hanno lavorato non meno di 8 mesi per organizzarlo in tempi veloci e con le tecniche più sofisticate.
    Caro Gianluca Busato sarai anche ingenere informatico ma Vittorio Emanuele di Savoia, con il suo staff, rimane ben al di sopra del tuo livello organizzativo.
    La prossima volta copia da lui e in tre giorni libereremo “democraticamente” il Veneto dall’Italia allo stesso modo con cui è stato annesso perchè “Chi di Plebiscito colpisce, di plebiscito perisce”

  33. BdG says:

    Mi meraviglio che De Marchi,Facco o chi per esso, abbiano potuto accettare che in un giornale on-line che si chiama L’indipendenza che promuove l’autodeterminazione dei popoli, venga pubblicato un siffatto articolo,che rappresenta l’antitesi del promuovere l’autodeterminazione dei popoli, ma anzi la vuole combattere a suon di carte bollate nelle aule giudiziali,peraltro itagliane.
    A mio avviso era da rispedire al mittente, ma siccome il direttore non sono io, mi tocca replicare a malavoglia in quanto da Indipendentista e Venetista convinto, mi sento indignato e offeso.
    Allora Sig. BACCAGLINI, lei sostiene di essere Veneto e di avere votato al PLEBISCITO.eu, sarebbe così cortese di fornircene la prova?
    Lei si permette di dubitare dell’onesta altrui, …un vecchio detto dalle mie parti, dice che chi dubita è da dubitare, per cui se permette, anch’io posso dubitare di ciò che Lei sostiene.
    Lei pretende in quanto votante, di ricevere l’elenco di coloro che hanno votato?
    Alle prossime elezioni europee, la invito a presentarsi in un qualunque seggio, a ordinare seduta stante al Presidente di seggio, l’immediata consegna dell’elenco di coloro che hanno votato, pena la denuncia in Procura.
    Secondo Lei, tale documento le verrà immediatamente consegnato o il Presidente sarà costretto a chiamare il militare ivi presente?
    Vede io sono un Indipendentista senza tessere, ne di parte alcuna, che ha votato e ha fatto votare amici e parenti, persone che per loro natura ideologica non si sarebbero mai recate al seggio, che ora inorridiscono all’idea che un elenco possa diventare pubblico e possa dimostrare che loro, proprio loro, hanno votato per l’indipendenza del Veneto, non se ne vergognano, ma hanno votato nella convinzione che il voto fosse e rimanesse segreto.
    Per quale natura o ragione, lei pretende quello che a suo dire rappresenta un suo diritto, ma di fatto ignora e calpesta il diritto altrui, ovvero quello della segretezza del voto ??
    Vede sig. Baccaglini, se lei è davvero un Indipendentista, un Venetista, a mio modesto avviso,dovrebbe appoggiare e sostenere qualunque iniziativa,da qualunque parte provenga, volta ad ottene la libertà del nostro popolo, senza ideologia d’appartenenza o di schieramento, non di certo a contrastarle. Probabilmente l’Iniziativa di Plebiscito non le è piaciuta o il risultato l’ha negativamente sorpresa, ma un Popolo se vuole vincere deve essere unito e coeso, di certo non antagonista del proprio vicino, che sta combattendo la stessa onesta battaglia. Ma forse lei sta combattendo un’altra battaglia.
    Ci rifletta, prima di scrivere simili articoli!

    • gianluca says:

      La sua meraviglia poteva anche risparmiarsela, invece il suo argomentare è più che legittimo. E poi mi chiamo Marchi…

      • lucano says:

        DE MARCHI è un cognome napoletano….. guarda un po come si va a finire!!!!
        Comunque tutto ma tutto…. ma l’indagine giudiziaria nooooo!!!!! Per l’amore di Dio!!!
        FInirebbe tra 10 anni e con un nulla di fatto

    • Cinzia says:

      Bravo BdG,ottima risposta a tutti quei fasulli indipendentisti che stanno criticando i risultati del referendum, quando tutti i sondaggi fatti confermano i dati.In veneto la maggioranza è per l’independenza,piaccia o non piaccia,ma questa è da democrazia. Gli Itagliani e i loro collaborazionisti non lo vogliono accettare,se ne facciano una ragione,altrimenti possono sempre espatriare, nessuno li trattiene, anzi gli paghiamo il biglietto se vogliono.

    • andrea baccaglini says:

      Io ho appoggiato il Plebiscito per quanto mi era possibile in tutti i modi, ho fatto votare, sono stato in piazza vicino ai volantinanti e dato volantini, ho votato (non ho lo screen) , ed ero a Treviso venerdì , mi si vede nelle foto.
      Io credo nel Veneto libero dal 1997, e non considero l’Italia la mia patria.
      Davanti a casa mia sventola il gonfalone, e prego che questi risultati siano veri, perchè sono la base per il nostro domani.
      Non vorrei però nella situazione di aver combattuto per una truffa, perchè a quel punto a Busato & c. conviene veramente andare in carcere , che verrebbero linciati altrimenti.

    • Cesira says:

      Io la penso come B&G.La proposta di Baccaglini è tanto insensata quanto controproducente.Chiedere al proprio carceriere di diventare giudice per chiedere la propria libertà è una cosa folle e sconsiderata.Una proposta da allucinato.

  34. Michele Bendazzoli says:

    Cojon, la legge sulla privacy vale per lo stato taglian, se ati te intasera savere se i voti se boni o no, che casso te ciava se i dati che viene da un ente certificatore american? Che i scopra che non te ghe votà?

    • andrea baccaglini says:

      me ne ciava che l’ente non sia un mona che ciapa do schei par dire che se tutto bon, senza vardare niente. Non voio farme tore in giro.
      MI go votà domandaghe a quei de plebiscito che i ga el me vota e la me mail.
      Po assa stare a privacy che a se na monada bea e bona, mi se fossi plebiscito non me scondaria drio a privacy…

  35. Bepi says:

    Un processo da celebrare di fronte alla magistratura italiana? Mi sembra un’idea alquanto peregrina. E’ evidente che la magistratura darebbe il meglio di sé per dimostrare che si è trattato di una truffa. E probabilmente ci riuscirebbe. In tempi biblici ma ci riuscirebbe, senza per altro scalfire minimamente la portata storica dell’evento, data la scarsa credibilità internazionale dell’Italia. A dire il vero, questo tentativo di smontare un dato di fatto che infastidisce non pochi, mi sembra scontrarsi prima di tutto con il buon senso. Com’è pensabile che non un singolo esaltato, ma numerosi seri professionisti, onesti lavoratori, gente della cui buona fede non vi sarebbe motivo di dubitare, mettano a repentaglio non solo la propria persona ma un ideale in cui fermamente credono, prendendo per i fondelli il popolo veneto al quale fieramente appartengono? Com’è pensabile che questi signori- con posizioni sociali di rilievo, tra cui imprenditori, professori universitari, non degli sbandati- siano tanto incoscienti e sciocchi da creare un pasticcio di risonanza mondiale pensando ingenuamente di farla franca? Pensando di non finire linciati dalla folla inferocita? Il ritardo nella presentazione della certificazione dei dati mi sembra assai più verosimilmente attribuibile a tempi tecnici di verifica – più di due milioni di voti da controllare uno ad uno sono un’enormità!- che a un troppo goffo tentativo di insabbiare una truffa.

    • gianluca says:

      Le perplessità di andare di fronte alla magistratura italica sono anche le mie. Ne ho discusso con l’autore il quale pensa si possa trovare un pm sensibile a queste problematiche e non schierato a priori. Io rimango scettico…
      gl marchi

      • niki says:

        C’è una cosa che è fondamentale ricordare e che l’autore dell’articolo forse non ha messo in conto: i tempi giurassici della magistratura italiana.
        Per adesso si otterrebbe di screditare il plebiscito. Poi, forse, tra 10-20 anni si avrebbe una sentenza. Quanto onesta, visto che la magistratura italiana è molto politicizzata non lo so.
        Senza contare che, di nuovo, metteremmo nelle mani della repubblica italiana il potere di decidere. Voglio dire, non hanno fatto abbastanza danni in 150 anni? Ancora ci fidiamo di loro?

        • gianluca says:

          Anche questo è un argomento non peregrino che induce più di una perplessità sul ricorrere alla magistratura italica

        • Mister Libertarian says:

          Sappiamo come vanno le cose.

          Nell’attesa della sentenza la stampa si getterebbe a capofitto, strombazzando a titoli cubitali “GLI INDIPENDENTISTI VENETI DENUNCIATI PER TRUFFA”.

          Titoli così sui giornali valgono più di qualsiasi tardiva sentenza.

          Pessima idea, quindi, la denuncia alla procura italiana.

          • andrea baccaglini says:

            a parte che non ho mai usato la parola truffa, perchè nel caso non si profila questo reato, ma un processo del genere certificherebbe i dati in pochi mesi, forse al massimo 6, non basatevi solo sulla tv o giornali, la magistratura quando vuole è veloce.
            Guardate la Valandro.

      • Bepi says:

        E poi perché tutta questa fretta nel tentativo si smontare dei risultati che, fino a prova contaria, sono di portata storica? Perché se non sulla spinta di una reazione isterica? Proprio iersera Busato ha parlato ad Antenna 3 di questo ritardo, dicendo che le verifiche sono in corso. Un po’ di pazienza, diamine.

      • Cesira says:

        Ma dai Marchi.Anche lei tra i barzellettieri d’Italia?Chieda ai serenissimi cosa vogliono dire le sentenze dei tribunali italiani con i PM sensibili.

  36. Luke says:

    Un magistrato italiano non sarebbe “terzo” rispetto alla questione. Ci vuole un arbitro esterno, un organo straniero.
    Le uniche alternative sono
    1. Due milioni di persone in piazza a dichiarare l’indipendenza
    2. Un referendum regionale, incontestabile (PdL 342 Valdegamberi)
    WSM

    • andrea baccaglini says:

      Perfetto, sono pienamente d’accordo!
      Ma che organo straniero possiamo adire?
      Ci può bastare la certificazione dei risultati da parte di un ente privato qualsiasi?
      D’accordo con le alternative, spero che Zaia & co decidano di muoversi, sarebbe ora.
      Per le due milioni di persone la vedo dura, a Treviso ierino gran pochi…

  37. Tito Livio says:

    “Questo risultato è, per il diritto internazionale naturale, già oggi pienamente valido e, anche se con molte difficoltà, potrebbe legittimare un ricorso ex art.35 dello statuto ONU.”

    Ciò ma sio drio schersare? sto sondaggio autogestito sarebbe legale per il diritto internazionale? e allora chiedo all’esperto di diritto internazionale la norma che disciplina il caso, può fornirla?

    • andrea baccaglini says:

      E’ valido per il diritto internazionale naturale, perchè già espressione della maggioranza assoluta del popolo che dice si!
      Non esistono norme scritte precise sull’autoderminazione (a parte le solenni proclamazioni dell’assemblea e la carta Onu), e ben che meno di diritto naturale, solo precedenti.
      E’ prorpio sulla base dei precedenti che dico “ci serve un riconoscimento” , ma secondo Voi chi può darci questo riconoscimento se si può dubitare della validità del voto?

  38. Daniele says:

    Complimenti Andrea Baccaglini. Un processo da celebrare di fronte alla Magistratura italiana…
    Una domanda sola: quanto o cosa le hanno dato? O promesso? Tra lei e Palmerini non so chi sia più pennivendolo? Se avesse parlato di un giudizio a fronte di una magistrato di livello sovanazionale avrei potuto pensare che è solo un pirla (per il contenuto balordo dell’articolo senza nessuna fonte e/o documentazione in merito) mentre se mi parla di un giudizio a fronte della Magistratura più corrotta e lottizzata e incompetente d’Europa (non che parte in causa in quanto istituzione dello Stato verso cui si va a votare per il distacco) capisco che è semplicemente un finto indipendentista. Hanno cominciato la campagna acquisti. Bel segnale.

    • pierin says:

      sottoscrivo.

    • andrea baccaglini says:

      Purtroppo non conosco giudici esteri imparziali a cui fare riferimento per una certificazione certa.
      Se lei me ne indica uno sono propenso a seguirla.
      Ma secondo Lei veramente chi dubita e non ha fede cieca non è un vero indipendentista?
      Ma stiamo scherzando ? Siamo tornati a livello delle persecuzioni religiose?

  39. niki says:

    Il solito autolesionismo.
    E già che ci siamo sporgiamo denuncia contro tutti i veneti che sono a favore di una cosa anticostituzionale come l’indipendenza.
    Ma quanti sensi di colpa italioti ha questo signore?

  40. Alessandro Z. says:

    Cialtroni all’arrembaggio!
    Un giornale che si titola l’Indipendenza accetta l’articolo di un individuo che definisce secessione la dichiarazione di indipendenza fatta a Treviso; costui non sa che il popolo veneto è appunto un popolo e che non potrebbe che secedere da sé stesso? Dichiara invece, come è corretto sia, l’indipendenza.

    Quanto al resto dell’articolo di una lunga serie che l’indipendenza ha pubblicato non fa altro che dimostrare una pregiudiziale ideologica rispetto a Plebiscito ed ai suoi risultati.

    Fin il dipartimento di Stato americano citando la consultazione plebiscitaria veneta e facendo i distinguo con quella avvenuta in Crimea ha dato dignità alla cosa mentre questo giornale on line sembra non accorgersi che sì, i veneti hanno votato in un numero elevatissimo

    Un brivido, un fremito, un’onda di gioia ha scosso il Veneto ma a qualcuno dá fastidio e passi siano gli italiani, quelli dello Stato occupante che si infastidiscono ma che lo siano alcuni di un giornaletto a causa di piccinerie ciò provoca solo tanta commiserazione per chi se ne macchia

    Complimenti

  41. Marcaurelio says:

    E’ tutto una sola..è tutto una truffa e se truccate le carte in questo modo, non andate da nessuna parte.
    I dati sono tutti falsificati.
    Una persona qualsiasi poteva votare più volte cambiando le generalità..hanno fatto le prove alcuni giornalisti dell’Espresso per verificare la veridicità dei dati. Siete molti ma molti ma molti meno di quello che millantate..
    L’indipendenza ahahahahahaha!!!
    Rimarrà un sogno per pochi illusi…(quattro gatti)
    2 milioni e mezzo di voti???
    Ahahahahahahahahaha!!!!
    A ridicoli, a guappi de cartone…

    • lepanto says:

      E puntuale arriva il solito troll pagliaccio romano

    • gianpaolo says:

      Marcaurelio, sei forse pagato dal nemico (in termini benevoli) che parli sempre male dei Veneti?

      • lepanto says:

        Secondo te uno che si nikka come Marcaurelio cosa vuoi che sia…

        anvedi sti romani fancazzisti, hanno tempo di andare a fare i guastatori in giro per i forum, tanto di lavorare non se ne parla. Da apprezzare per l’orario (8.22 a.m): un romano già in piedi a quell’ora è un evento, a meno che non sia di ritorno di una delle mitiche feste alla “grande schifezza” , naturalmente pagate da noi…

    • Ernesto Furioso says:

      Invece il plebiscito del 1866 era uha cosa seria,con il 26% dei votanti,tra i quali moltissimi soldati dell’infausto regno Sabaudo?.
      Se è stato fatto un plebiscito per entrare,perchè non si può farne un’altro per uscirne?.
      Faccio anche notare che la costituzione italiana è stata di fatto abrograta dal trattato di Lisbona,chi gestisce il potere applica secondo pro domo sua o una o l’altra e sempre a danno del popolo,troppo comodo,decidetevi.

    • Aquele Abraço says:

      A centuriò, vai a mettete ‘n posa sotto ar collosseo, che sta a’ rrivà Obbama.
      StaI dritto cun a schiena e nun fa ‘o scemo, che so cazzi!

  42. Breenhin says:

    Verifichiamo. d’accordissimo.
    Ma quale magistratura dovrebbe fare questo accertamento?

    ‘A maggggisdradura idaiana? Gualghe simbadico maggggisdrado giogiaro o mmagari galabro o, berghé no?, gambano?

    Lo stato occupante non puó giudicare documenti o atti di chi cerca la libertá dall’occupazione.
    Bisogna portare tutto ad un livello di attenzione giuridica internazionale.

    Un processo IDAIANO? O sei troppo giovane ed ingenuo o sei semplicemente comico Baccaglini.

    Secessione!

    • andrea baccaglini says:

      Forse si sono ingenuo, credo che esistano comunque in ogni ambito persone di una caratura superiore, anche nella magistratura. Si forse ci vuole fortuna su un buon PM, a cui interessi accertare la verità e non condannare.

      • nazione toscana says:

        Baccaglini ti si vole tutti bene, ma questa l’hai buttata di fori. Ma come ti é venuto in mente di pensare alla magistratura? Ma che c’entra?
        Non parliamone più dai, per piacere.
        Avanti con il prossimo articolo e che sia migliore di questo.

  43. Boniver says:

    Cioè Andrea Baccaglini inizia l’articolo dicendo che era a Treviso a festeggiare i risultati del referendum e conclude con l’intenzione di denunciare Plebiscito alla magistratura italiana.

    … problemi di skizofrenia ?

    E’ chiaro che la stampa di regime cerca di sputtanare i risultati del Referendum, vergogna ai Veneti che si prestano a queste strumentalizzazioni

    Palmerini, Baccaglini … avanti un altro!

    SV
    passaporto n.049

    • andrea baccaglini says:

      Non sono al soldo di nessuno, e mai lo sarò, cerco solo di dire quello che penso e critico quello che vedo , con la mia testa, senza lasciare a nessuno la possibilità di indrottinarmi.

      Una denuncia si fatta potrebbe essere un evento storico per fare certificare alla stessa magistratura i dati del referendum!

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