Plebiscito Veneto, mesi per certificare i voti online

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Si è tenuta oggi a Sappada – Podn (BL) una riunione della Delegazione dei Dieci della Repubblica Veneta, che ha visto una prima parte di incontro con la comunità e il sindaco Alberto Graz nel Municipio. A margine dell’incontro si è quindi tenuta una conferenza stampa presso il Centro Congressi di Cima Sappada, nel corso della quale è intervenuto anche il Dr. Beglar Davit Tavartkiladze, già Ambasciatore di Georgia in Italia, Presidente del Comitato degli Osservatori Internazionali del Referendum di Indipendenza del Veneto tenutosi il 16-21 marzo scorsi.

L’Ambasciatore Beglar Davit Tavartkiladze ha presentato alla stampa il metodo di lavoro del Comitato degli Osservatori Internazionali che si rifà ai principi previsti dalle Organizzazioni Internazionali in tema di monitoraggio di consultazioni referendarie ed elettorali. La Comissione presenterà uno short report prevedibilmente nel corso della prossima settimana, mentre il final report richiederà una corposa attività di controllo e certificazione che richiederà alcuni mesi di lavoro per essere completata. L’Ambasciatore Beglar Davit Tavartkiladze ha anticipato che al momento l’attività di controllo sulla corrispondenza tra elettori dichiarati dal comitato organizzatore ed effettiva corrispondenza con le persone reali ha confermato al 100% l’avvenuta votazione da parte degli elettori interpellati dal Comitato degli Osservatori Internazionali.

La Delegazione dei Dieci composta da Gianluca Busato, Silvia Gandin, Stefano Vescovi, Selena Veronese, Manuel Carraro, Gianfranco Favaro, Gianluca Panto, Raffaele Serafini, Lodovico Pizzati e Paolo Luca Bernardini ha presentato il percorso fattivo verso l’indipendenza del Veneto, spiegando in particolare che i comuni dolomitici e di confine con le ragioni a statuto speciale dello stato italiano godranno di ampia autonomia fiscale. In particolare Gianluca Busato ha anticipato che i comuni dolomitici e di confine tratterranno sul territorio il 95-98% delle risorse fiscali. Nel corso della conferenza stampa sono quindi intervenuti Franco Rocchetta, l’avv. Andrea Arman, il sindaco di Sappada-Plodn Alberto Graz, Daniele Kratter, presidente della società di gestione impianti a fune, piste di fondo e Nevelandia e Gianluca Panto, oltre alla presenza di Max Pachner, figura storica degli studi e delle iniziative per la difesa  e la promozione della lingua e della identità di Sappada – Plodn e delle altre minoranze e compagno di lotte di Franco Rocchetta fin dagli anni ’70.

Gianluca Busato ha dichiarato: “La rivoluzione digitale è una pandemia benefica e inarrestabile e sta coinvolgendo in modo straordinario anche tutte le regioni oppresse dallo stato italiano. Oggi una nostra delegazione è presente in Sicilia per aiutare gli amici siciliani ad indire il referendum di indipendenza della Sicilia, sabato sarò a Cagliari per aiutare gli amici sardi a organizzare il referendum di indipendenza della Sardegna, mentre anche gli amici friulani ci hanno chiamati per la stessa ragione.

Domani mattina alle ore 9 presso l’hotel Millepini a Montegrotto Terme si terrà inoltre la Convention dei quadri dirigenti di Plebiscito.eu, che inizieranno a mettere in pratica l’esercizio fattivo dell’indipendenza previsto nella roadmap verso l’assemblea costituente della Repubblica Veneta. I primi passi saranno il piano operativo pratico di obiezione fiscale per l’attuazione del decreto di esenzione fiscale totale e l’apertura degli uffici pubblici delle Comunità Locali della Repubblica Veneta.

Ufficio stampa-Plebiscito.eu

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41 Comments

  1. Consulente di diritto internazionale says:

    Senza un atto pubblico ufficiale, il Sig. Busato non può certificare nulla. Fatemi capire, da voi in Italia avete un presidente del consiglio eletto nelle primarie del suo partito ( uno dei primi partiti italiani ), con meno di due milioni di voti ( presi dagli iscritti al PD), e in veneto votano per una specie di “consultazione” più di due milioni di sedicenti veneti ? Ma chi è veneto in Italia ? Fatemi capire, ve ne supplico.

    Ho letto commenti sulla Catalogna, che riconosce per la sua autonomia una cittadinanza politica ai Catalani, ma sul piano giuridico sostanziale spagnolo sono e restano spagnoli anche nei documenti. Ma il veneto, non ha neppure l’autonomia. Di cosa blaterate ?

    Ripeto, il diplomatico chiamato in causa ( anzi ex-diplomatico), può fare solo affermazioni e dare giudizi sommari di natura privata e personale, non pubblica !!!

    Infine, oltre ai numeri, ma quante persone c’erano a Sappada e Montegrotto ? Dove si sono nascosti e rifugiati questi due milioni ? Da un video di Agorà RAI 3, si vede anche una cane. Beh, consolatevi, almeno questi plebiscitari virtuali potranno dire, una cosa vera: ” ALMENO, NON POSSIAMO DIRE, CHE NON CI SEGUE NEMMENO UN CANE.”

    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-237561ed-3af6-4ce7-99b0-5b641028bdd5.html#p=0

  2. Pikaya says:

    Prima la tragedia, dopo la farsa. Tragedia nel 1866 quando i Veneti furono incorporati senza il loro consenso nel Regno d’Italia, decisione che accentuò la crisi che spinse centinaia di migliaia di Veneti ad emigrare per cent’anni. Farsa del 2014, quando un manipolo di auto-proclamati patrioti riducono una questione seria a un maxi-sondaggio online che adesso si rivela una bufala o quasi. A prescindere dalla buona volontà dei ‘plebiscitari’, C’è solo un organismo che può parlare a nome dei Veneti ed è la Regione Veneto. Per cambiare lo status quo, il Consiglio Regionale dovrebbe nominare, idealmente con un voto unanime, una commissione sul futuro costituzionale del Veneto. Quest;ultima dovrebbe sondare l’opinione pubblica in sedute pubbliche in tutta la regione, dando ai cittadini ordinari come agli esperti, costituzionalisti e altri, la possibilità di esprimersi. Alla fine di un periodo predefinito (6 mesi p. es.), tale Commissione dovrebbe presentare al Consiglio Regionale un rapporto con i risultati delle sue consultazioni. E’ probabile che una buona parte della popolazione dimostri di essere in favore di una riforma in senso federalista dello stato (con la sovranità condivisa tra stato federale e stati federati) con l’indipendenza come opzione di riserva da esercitare in caso di fallimento della riforma (con o senza modifica dell’articolo dell’attuale costituzione sull’indivisibiltà del territorio nazionale). In questo modo, ai Veneti sarà permesso di poter capire pienamente tutti gli svantaggi e i vantaggi delle varie opzioni: status quo, federalismo o indipendenza.

    • Bepi says:

      Campa cavallo che l’erba cresce. Il consiglio, la commissione, la sottocommissione, gli esperti, i saggi, i costituzionalisti, i pareri, le consultazioni, i sondaggi, i vantaggi, gli svantaggi, il consenso, il voto unanime, le modifiche, le opzioni, lo status quo, il federalismo? L’indipendenza? La domanda di riserva… E intanto il tassametro corre.

      • Pikaya says:

        Qui non si tratta di perdere tempo, ma di fare le cose per bene e non lasciarle in mano a dei principianti come i plebiscitari che confondono la politica con i pii desideri, parlando a vanvera a nome dei Veneti. Capisco che la democrazia sia lenta ma è il solo modo per far avanzare le cose. Comunque, quello che suggerisco si può fare in pochi mesi e darebbe alla Regione Veneto la legittimità morale per chiedere delle modifiche profonde allo stato italiano (o dentro o fuori da questo stato stesso). Se no c’è il rischio che il Veneto diventi veramente lo zimbello dell’Italia e del mondo.

    • citax says:

      Masa ciacole caro ometto!! e co le ciacole non se impasta la farina!!..e intanto la gente fa la fame..

      • Pikaya says:

        Ometo tientelo ti e mostra un po de educassión. Pì ‘a farina lasseghea ai forner. In Veneto, ghe xe xente che sofre, par carità nessun el pol negarlo, ma par cambiar le robe, bisogna anca capirle. Far l’indipendenssa non ‘a xe na roba che se pol far senza prender in considerassión tute le repercussión. Finora no go ancora sentí qualcun che el gabbie parlá dei costi: par esempio, ‘a proporssión veneta del debito talian, l’acesso ai marcá taliani, europei e del resto del mondo, ‘a sicuressa sul territorio nel periodo de transissión, ecc. Tuto questo merita de esar discusso, ma par farlo bisogna usar ‘a testa no ‘e emossión. Ciao e campa fin a sento.

  3. hal says:

    2.300.000 VOTI… a Sappada c’erano si e no 15 persone nella sala ad ascoltare… http://www.youtube.com/attribution_link?a=NoeGj5poca0&u=%2Fwatch%3Fv%3DAju03oi2v6o%26feature%3Dshare e gli altri dov’erano? Ma andate a c… quelli che credono a ste baggianate sono proprio dei fessi… come quelli che hanno creduto per 20 anni alla Lega…

    • GIANCARLO says:

      Infatti si trattava della riunione dei 10 saggi.
      Non era alcuna assemblea pubblica o similare.
      hal abbi il coraggio di scriver il tuo nome che è TROLL…

  4. Bepi warda ke na cavara la xe pì studià de sti ki!
    No sta preocuparte gnaona jeloxia.

    Łi tałiani fanfaroni łi va tratà come ke łi se mereta, co łe so meme lej, forse a ghe xe łi estremi:

    Dispositivo dell’art. 661 Codice Penale

    Fonti → Codice Penale → LIBRO TERZO – Delle contravvenzioni in particolare → Titolo I – Delle contravvenzioni di polizia (art 650-730) → Capo I – Delle contravvenzioni concernenti la polizia di sicurezza → Sezione I – Delle contravvenzioni concernenti l’ordine pubblico e la tranquillità pubblica

    Chiunque, pubblicamente, cerca con qualsiasi impostura, anche gratuitamente, di abusare della credulità popolare è punito, se dal fatto può derivare un turbamentodell’ordine pubblico, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a milletrentadue euro (1) (2) (3) (4).

    Note
    (1) Importo incrementato a norma dell’art. 113, c. 1, l. n. 689/981.

    (2) Oblabile ex art. 162bis.

    (3) L’impostura deve essere rivolta verso un numero indeterminato di persone: infatti, se essa è rivolta ad una persona determinata per trarla in errore e conseguire un ingiusto profitto, si configurerà il reato di truffa ex art. 640.

    (4) Cfr. art. 121, r.d. 18-6-1931, n. 773 (TULPS) che vieta il mestiere di ciarlatano la cui definizione è data all’art. 23, r.d. 6-5-1940, n. 635 (Regolamento di esecuzione al TULPS).

  5. Eugenio says:

    Plebiscito Veneto..Mesi forse Anni per certificare i voti online.Io come Indipendentista Veneto Stenderei un Velo Pietoso,su questo Plebiscito ,e su chi la fatto (in questa maniera) Consiglierei agli amici Sardi e Siciliani se vogliono fare un Plebiscito di farlo come hanno fatto i nostri amici indipendentisti Sud-Tirolesi ,li dopo pochi giorni sapevano i risultati e non ci sono state Contestazioni sui numeri e sule persone

    • Te ghè raxon!

      Łi tałiani fanfaroni łi va tratà come ke łi se mereta, co łe so meme lej, forse a ghe xe łi estremi:

      Dispositivo dell’art. 661 Codice Penale

      Fonti → Codice Penale → LIBRO TERZO – Delle contravvenzioni in particolare → Titolo I – Delle contravvenzioni di polizia (art 650-730) → Capo I – Delle contravvenzioni concernenti la polizia di sicurezza → Sezione I – Delle contravvenzioni concernenti l’ordine pubblico e la tranquillità pubblica

      Chiunque, pubblicamente, cerca con qualsiasi impostura, anche gratuitamente, di abusare della credulità popolare è punito, se dal fatto può derivare un turbamentodell’ordine pubblico, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a milletrentadue euro (1) (2) (3) (4).

      Note
      (1) Importo incrementato a norma dell’art. 113, c. 1, l. n. 689/981.

      (2) Oblabile ex art. 162bis.

      (3) L’impostura deve essere rivolta verso un numero indeterminato di persone: infatti, se essa è rivolta ad una persona determinata per trarla in errore e conseguire un ingiusto profitto, si configurerà il reato di truffa ex art. 640.

      (4) Cfr. art. 121, r.d. 18-6-1931, n. 773 (TULPS) che vieta il mestiere di ciarlatano la cui definizione è data all’art. 23, r.d. 6-5-1940, n. 635 (Regolamento di esecuzione al TULPS).

    • pierino says:

      infatti i voti eran talmente pochi che non gli ne è fregato nessuno di contestarli o certificarli.

      pensa che se votassimo con la matita potremmo ritrovarci 7 milioni di no su 3 milioni d elettori, magie tagliane…

      • Eugenio says:

        Pierino,non dire stupidaggini se si votava con la matitia con osservatori anche esterni come hanno fatto i Sud-tirolesi ,come avremmo fatto a trovarci 7 milioni di no?Per quanto riguarda gli indipendentisti Sud-Tirolesi loro hanno confermato i loro voti,perchè la situazione nelle regioni Autonome ,non è come in Veneto,loro gran parte dei loro soldi se li tengono,quale partito indipendentista Veneto ,a mai preso come loro il 7,2% di voti?Quindi anche se a malinquore devo dire ke noi Veneti da loro abbiamo tutto da inparare,non dai Catalani..

    • - says:

      Difatti te vedi quanti sud tirolesi i è indipendenti ora. Mona.

    • roby says:

      io credo che verso l’alto adige non ci sono state contestazioni perchè il referendum è stato un colossale flop.
      poco oltre 60.000 voti su 400.000.
      e pensare che per attirare la gente al voto, i promotori tirolesi avevano messo in palio due viaggi all’estero (cosa che a mio parere è segno di consapevolezza di un basso partiottismo popolare).

      bisogna comunque dare atto che l’operazione della spedizione della scheda per ogni altoatesino è stata fatta a tappeto. tutti l’hanno ricevuta, cosa che in veneto non è stato (forse i promotori del plebiscito veneto pensavano di puntare maggiormente su internet).
      sta di fatto che in veneto erano in molti a non sapere nulla del plebiscito.

      darei merito ai veneti che con il loro voto hanno dimostrato amore per il proprio popolo e terra.
      così come nella serenissima, non si sono venduti per qualche viaggio offerto.
      onore ai promotori veneti che non hanno voluto usare il loro popolo.

  6. Consulente di diritto internazionale says:

    Una commissione di osservatori internazionali, o chi ne fa le veci, nominati ex-post non sono espressione di nulla, e non possono confermare nulla, spettabile Sig. Busato delle farse. Le commissioni di osservatori internazionali intervenute nei processi di decolonizzazione, e autodeterminazione previste secondo diritto e costituzione, hanno sempre agito EX-ANTE ….mai EX-POST !!!

    Adesso dopo la farsa digitale e virtuale, aggiungiamo l’interpretazione del diritto internazionale e sue procedure “ad cazzum”. Ma come dicono le menti dei venetisti, loro sono superiori a tutti i diritti, per loro è tutta carta igienica.

  7. Consulente di diritto internazionale says:

    L’ex-diplomatico in questione, non può certificare nulla senza mandato. Sig. Busato, lei un bluff vivente…..giochi a poker, avrà più successo !!!

    Osservatori internazionali (d. internaz.)
    Organi inviati da uno Stato o da un’organizzazione internazionale presso le riunioni della diplomazia internazionale per assistere con funzioni di conoscenza e informazione, ai lavori di tali consessi.
    Le informazioni acquisite dagli (—) vengono per lo più utilizzate ai fini della cooperazione internazionale.
    Oltre ad una finalità meramente cognitiva e diplomatica, gli (—) possono essere utilizzati a fini di controllo internazionale, per vigilare sull’adempimento degli obblighi internazionali assunti dai singoli Stati. In tale ipotesi gli (—) vengono generalmente inviati dalle Nazioni Unite [O.N.U.].
    Si distinguono (—):
    — individuali, costituiti da organi singoli;
    — collegiali, formati da delegazioni organiche;
    — istituzionali, che danno vita a missioni permanenti.
    Essi beneficiano di uno status particolare che varia a seconda del carattere della missione ad essi affidata.
    Infatti se la misura ha carattere occasionale, lo status degli (—) è quello della missione diplomatica, se, invece, ha carattere permanente lo status coincide con quello degli organi diplomatici ordinari [Diplomazia].

    • Bepi says:

      Adesso salta fuori il “consulente di diritto internazionale”… E io sono l’agente 007. Giù la maschera, non siamo a cernevale!

    • pierino says:

      ‘a loris torna a raccoglierti il milione d euro per scappare nell isola tropicale …

      • Consulente di diritto internazionale says:

        Mi spiace deludervi, ma non sono il fanatico di Loris, ovverosia colui, che ancora racconta baggianata sul Lombardo-Veneto.

        E non sono nemmeno un membro di un qualsiasi governo veneto fantoccio, che dice o afferma, di essere stato all’ONU per registrare l’anagrafe di un sedicente popolo veneto o cavolate del genere, mostrando un timbro senza data di un atto protocollato in una sede ONU. Per fortuna !!!

        Mi spiace, per voi, ma sono solo una persona, che segue da molto tempo impietrito le vostre affermazioni, progetti, articoli, partiti ecc….che potrebbe essere spunto per tesi, ai miei studenti in diritto internazionale.

    • GIANCARLO says:

      PAR CASO SITO loris palmerini ????

  8. Silvano says:

    E’ vero, siamo una regione di grande esportazione. Adesso esportiamo nelle altre regioni anche il metodo di come rendersi indipendenti. E’ una bella idea: rendendo gli altri indipendenti ci ritroveremo automaticamente indipendenti anche noi. Solo che voi, ideastori del progetto, diovreste passare più tempo nelle altre regioni. Anzi è meglio che vi trasferiate stabilmente in alcune di esse finché l’idea non sarà vittoriosa.

  9. franz says:

    l’impero del male continua!!! per finire la storia del voto internet,andiamo a votare in cabina elettorale !!! amen e cosi sia!!!!

  10. Alessandro says:

    Di fatto i media hanno badato molto meno alle certificazioni delle primarie del PD e queste decidevano per il presidente del consiglio . È comunque più importante che i veneti si riappropriano della storia propria e siano consapevoli che giå nel 304 a.c. (prima di roma) sconfiggevano gli spartani ricacciandoli al mare da dove erano venuti (Tito Livio).

  11. berghem says:

    Grazie Gianluca per la risposta.
    Tuttavia non sarebbe “politicamente” più facile ricostruire una repubblica che esisteva già in passato e con una lunga storia come appunto la serenissima, rispetto alla singola regione veneto? Poi capisco che oggi c’è una regione che forse mette al voto la proposta e che Come regione è riconosciuta anche dallo stato itaglia però la serenissima è esistita come la scoaScozia

    • roby says:

      finalmente leggo qualcosa di sensato ( per me ovviamente).
      tutte le nazioni che ci conoscono (dico tutte non la maggior parte), ci chiamano “veneziani” e SANNO cos’era la serenissima repubblica di venezia. così chiamavano i nostri avi durante la serenissima così ci chiamano oggi.
      cambiare nome per me è sintomo di debolezza della propria percezione e forza, ma pare che i veneti non se ne accorgano.
      i croati p.e. hanno mantenuto il loro nome storico, così faranno gli scozzesi, catalani ecc.
      pare invece che i venetiani sotto l’austria abbiano abiurato sè stessi accettando il nome “veneti”, mantenuto poi dall’italia (togliere un nome significa togliere un’identità particolare, si aggiunga poi che l’italia ha fatto insegnare nelle scuole una storia tutta sua… risultato: i veneti sono figli dell’italia perchè dimentichi di sè stessi).

      condivido il suo post.
      è interessante notare che i media russi parlano di secessione di venezia e non del veneto. è evidente che loro conoscono e hanno rispetto della storia meglio di noi.

      mi rendo conto che per noi, ormai irrimediabilmente italianizzati, sia difficilissimo uscire da questa visione “regionale”, ma dobbiamo fare uno sforzo e riappropriarci della nostra storia e da lì attingere la dignità lasciataci in eredità.

      c’è tuttavia un’altra possibilità:
      la novità.
      i veneti vogliono fare “novità”.
      ma si, butemo fòra el vecio, femo tuto novo, pì moderno…
      come se un figlio buttasse all’aria tutto il suo patrimonio genetico perchè vuole fare una “cosa” nuova.
      per carità, terrà ben incorniciata la foto dei genitori ma dna e geni, tutti da non mantenere.
      fa così paura l’esperienza dei avi?
      la scusa, perchè di scusa si tratta, è:
      la serenissima non è adatta ai nostri giorni, è per i nostalgici…

      il punto è che invece la serenissima fa ancora paura per la sua trasparenza e sincerità governativa.
      fa più paura ai politici futuri veneti… appunto perchè italiani e non venetiani.

  12. raniero says:

    Gatta ci cova o no?

  13. Luigi says:

    Bravo Berto, son d’accordo con ti: nel torbido la Verita’ fa fadiga a venier fora. Confido nea Giustizia, lenta ma innessorabile. In piazza a Venezia se poe tentar de contarse, il 25 april di’ de San Marco e del Bocolo de rosa.WSM e tutti quei che i se dichiara VENETI.

  14. berghem says:

    Una curiosità, quando si parla di veneto indipendente, si intende la regione, o la vecchia e gloriosa Serenissima che inglobava anche parte della Lombardia?

  15. fabrizioc says:

    25 Aprile

  16. Cusì fando, łe robe łe resta entel linbo:

    i dubi łi resta e anca łe połemeghe, no se gà çertesa, no se sa ben, no se pol tor deçixion, provedimenti, no se pol aderir co conpleta fiduxa a coel ke vegnarà deçidesto dai “organi” ełeti, no se podarà ris-ciàr, gnaon veneto co ła testa so łe spałe el podarà ri-sciàr de viołar łe łej tałiane metendo en xugo ła so vita, ła so łebartà łi so beni … tuto deven torbio, tuto vien coverto da na capa de całigo e de sofego.

    Saria stà mejo se łi promodori de tuto sto caxin łi ghese envità tuti i veneti ke ga votà SI a ndar en piàsa: ente on par dì se podeva contar tuti e cusì se gavaria savesto so ke nomari, so ke forse se pol contar … envençe se ga prefaresto el torbio.
    Purtropo par coalkedon ma mejo par tuti łi veneti, xe ke na busoła ła ghemo e lè ke ła veretà ła xe nemiga del torbio, senpre!

    • Davide DeNogher says:

      Berto,
      co ste paroe te te si riscata’. Bravo.
      Davide DeNogher

    • pierino says:

      in piassa ghe va cho no ga gnente da fare.
      ze sta tirá su du miloni de voti con comoditá in sette giorni. qualchedun ga votá anca sentá tel vc..
      pensito che i se scomoda a tor su la machina far strada e nar in piassa ? noesite i veneti no fa ste robe

    • Bepi says:

      Scusa Alberto, ma due milioni e mezzo di persone in piazza? Due milioni e mezzo di persone che si alzano presto la mattina per lavorare e non hanno tempo da perdere? Ciò che è accaduto non è un’insurrezione, ma un plebiscito, svolto con tutti i crismi per essere riconosciuto valido dalla Comunità Internazionale. E dietro a tutto questo non ci sono dei capipopolo esaltati e facinorosi, né i soliti politici carrieristi disposti a vendere la loro madre per una poltrona, ma persone rispettabilissime, con posizioni professionali di prestigio e con alle spalle curricula non comuni. Faccia un confronto tra il curriculum del prof. Paolo Bernardini, per esempio, e quello di Renzi, e poi ne parliamo. Stai pur certo che stanno facendo le cose seriamente e con grande determinazione. Pensi che persone così abbiano messo in piedi un simile ambaradam per poi dire scusate era uno scherzo? Come potrebbero pensare poi di farsi vedere ancora in giro?

      • Tito Livio says:

        Me par giusto Bepi, classica mentalità veneta, ohe xe a possibilità storica de diventar indipendenti ma ghe xe el laoro ecc ecc.
        Quindi se bisognasse far na manifestasion de domenega a scusa quale sarisea ? a benzina costa? ma possibile che so 2 milioni de favorevoi no i xe boni portar in piassa gnanca 100.000 persone? almanco quele…invese, gnente.

        • Bepi says:

          Una manifestazione di piazza a cosa serivirebbe? A sensibilizzare le istituzioni italiane? Chi se ne frega?

          • Tito Livio says:

            Servirebbe a far vedere che la gente c’è non solo in rete ma anche nel mondo reale invece quando organizzano manifestazioni si e no ci sono 1000 persone o giù di lì.
            Cosa pensa che l’indipendenza si ottiene solo con un voto on line, procedura un po’ così tra l’altro, e poi stando a casuccia la domenica? dove sono i veneti?

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