Plebiscito.eu: al quarto giorno hanno votato 1,3 milioni di Veneti

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

È ormai una cavalcata trionfale del destriero per l’indipendenza del Veneto quella che si sta registrando in internet, al telefono e nelle centinaia di seggi che stanno portando il Veneto alla ribalta del mondo.

Alle ore 18 del quarto giorno di votazione del Referendum di indipendenza del Veneto sono 1.307.334 (pari al 35,02% del corpo elettorale) i veneti che hanno dato la loro risposta al quesito “Vuoi che il Veneto diventi una Repubblica Federale indipendente e sovrana?”.

Anche nella giornata di oggi i riflettori della stampa mondiale si sono accesi su Plebiscito.eu, con interviste alla BBC e ad Al Jazeera concesse da Gianluca Busato, che ha così commentato i risultati: “l’obiettivo di due milioni di veneti che votano il Referendum di indipendenza del Veneto è raggiungibile; facciamo passare in ogni dove, in ogni angolo del Veneto la notizia che nella nostra Terra sta crollando il dominio dispotico del regno del male. La Repubblica Veneta si sta rialzando in piedi”.

Rispetto alle crescenti adesioni di diversi esponenti di ogni schieramento politico Gianluca Busato ha poi commentato: “è giusto, tutti si stanno rendendo conto che il Veneto è compatto, determinato e unito nel decidere da sé il proprio destino. È normale che quando il Popolo si muove i politici si debbano adeguare. La volontà del Popolo è legge”.

Domani mattina l’andamento del Referendum di indipendenza del Veneto sarà analizzato e commentato nel corso di una conferenza stampa aperta al pubblico che si terrà presso la Sala Tamai a Silea, in via Roma 81. Presenzieranno alla conferenza, Gianluca Busato e il sindaco di Silea Silvano Piazza (esponente del partito democratico).

Alla conferenza hanno già annunciato la loro presenza, tra gli altri, diversi organi di informazione internazionali.

Ufficio Stampa
Plebiscito.eu

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35 Comments

  1. sergio says:

    ..peccato sia terminata la votazione, avrei partecipato volentieri ache io. purtroppo l’ho saputo solo oggi .
    ..speriamo abbia finalmente un seguito e non muoia i distinguo o ripicche come in alcuni commenti emerge.

  2. Roberto Porcù says:

    E’ una goccia bellissima che è servita a noi per prendere coscienza, ma ne serviranno altre.
    Vi imploro, non devono esserci ripicche ed incomprensioni, ad ogni elezione deve esserci un solo partito a rappresentare il popolo veneto.
    Per avere forza dobbiamo parlare ed agire con un’unica strategia.

  3. lalla says:

    Sono veneta, orgogliosa di esserlo!!!!!!
    Finalmente c’è stata una scossa forte che ha portato noi veneti a prendere coscienza che possiamo autogestirci, senza continuare ad avere la palla al piede che è Roma; Roma è il nemico n.1 d’Italia, con la sua casta magna magna,; fingono di comprendere ma sono lì esclusivamente per guadagnare il più possibile e arraffando tutto quello che possono arraffare, senza pensare ai cittadinni che ”dovrebbero” rappresentare. Classe dirigente mediocre e senza spina dorsale. E’ arrivato il momento della riscossa..
    AVANTIIIIIII!!!!!! Stiamo tutti uniti, aiutiamoci a vicenda, siamo un popolo di lavoratori, creativi, fantasiosi e, soprattutto, onesti..Un abbraccio a tutti.. Lalla

  4. annalisa says:

    per me ce stata poca informazione , io lo saputo mercoledì ho votato e ho fatto votare altre persone che non lo sapevano , speriamo in una svolta voglio essere ottimista

  5. Paolo Franceschi says:

    Quando el Leon alsa la coa le altre bestie sbassa la soa

  6. Marco Ghin says:

    Ce ne dobbiamo andare da Roma. Da libero professionista posso accettare un carico fiscale del 50% ma voglio veder crescere servizi, strade, scelte energetiche, scuole pubbliche etc. etc.. Non posso e non devo accettare una pressione fiscale al 70% per non avere niente di ritorno, solo incertezze, crimini ed il senso di star a condurre una vita di sopravvivenza.
    ROMA, ce ne andiamo, W LA REPUBBLICA VENETA, W EL LEON!!

  7. Lepanto says:

    Sapendo che mai e poi mai le sanguisughe romane ci lasceranno andare per la nostra strada, è indispensabile cominciare a valutare l’opzione 2, quella meno democratica, già praticata da Slovenia e Croazia negli anni 90. Nessuna rivoluzione è mai stata incruenta.

    W SAN MARCO

  8. Simone says:

    Era inevitabile un cambiamento e sono veramente grato a chi a saputo interpretare il vero desiderio della popolazione veneta,con questo referendum si fatto vedere che è l’unione a fare la forza!basta con destra e sinistra ,questo e servito solamente a dividere le persone e non ha mai portato a nulla di buono,e nell’interesse di chi governa che le persone non siano unite tra di loro, così facendo si riesce a mandare avanti un governo fantoccio atto solo ad ingrassare pochi eletti ,e poi dicono che la legge e uguale x tutti! Le grandi nazioni crescono solamente con la collaborazione di tutti per perseguire un bene comune ,se tutti son felici e lavorano ,tutti spendono e portano benessere,basta con l’invidia e l’ignoranza uniamoci tutti quanti x il bene comune facciamo libera la nostra regione e che sia un esempio x tutti e so che i veneti questo lo possono fare !!

  9. ettore says:

    il partito politico italiano Indipendenza Veneta cita ilmplabiscito come ‘sondaggio digitale in corso’
    poverelli non riuscivan piu a far finta di nulla
    http://www.indipendenzaveneta.com/editoriali/2014/03/18/indipendenza-veneta-ha-varcato-il-punto-di-non-ritorno/

  10. giorgio lidonato says:

    Il risultato va rimarcato in piazza, a Venezia, invitando i media stranieri. E’ solo l’inizio,ma bisogna far saltare il silenzio e l’omertà mafiosa dei media italiani che tacciono volutamente! La notizia sta già facendo il giro del mondo! Guardatevi i telegiornali degli altri Paesi! Non permettiamo che finisca come sul Po nel 1996. Adesso BASTA!!

  11. Eric says:

    C’è qualcosa che non mi quadra.

    1.300.000 cittadini che via internet o per telefono o recandosi ai seggi manifesta liberamente la propria ambizione è un risultato eccezzzzzzzzzzzzionale, imprevedibile e storico!

    Però nessuno ne parla ed i promotori organizzano LA conferenza stampa in un paesotto, vantando la presenza del suo sindachino democratico !

    Se solo l’uno per mille dei votanti si radunasse ad esultare in un capoluogo…sarebbe scoop nazionale !

    C’è qualcosa che mi sfugge…spero di acchiapparla presto !

    • Michele De Vecchi says:

      Ti aspettiamo domani sera a Treviso in Piazza dei Signori: alle 19.00 con il gonfalone marciano

    • Enea says:

      La stampa nazionale non da risalto alla cosa per evitare di fare pubblicità, ed impedire così che i numeri possano salite ulteriormente. Il TGCOM24 l’ha messo nel web in posizione di risalto per alcune ore Martedì, ma poi la notizia è scomparsa.
      La manifestazione che renderà noti i risultati è organizzata per Venerdì sera in piazza a Treviso, e dall’aria che si respira credo ci saranno un bel po di persone. Il caso vuole che anche indipendenza veneta abbia organizzato una manifestazione a Padova domenica mattina e pomeriggio.
      Credo che nei prossimi giorni si parlerà molto della causa veneta.

    • pierino says:

      votare in due minuti nell arco di una settimana si fa. MA prender su e spostarsi per andar in piazza ancora non è nel indole dei Veneti…

      • Roberto Porcù says:

        @ pierino – in piazza ci siamo andati tante volte e non abbiamo concluso null’altro che dare lustro a quello o quel’altro affinché potessero lui aderire alla associazione a delinquere di stampo politico-burocratico che regge le sorti dell’Italia.
        A votare per il plebiscito di tempo ne basta poco, il rimanente tempo ci serve per lavorare ché con gli attuali rastrellamenti fiscali la situazione economica non è felice ed il tempo per lavorare non basta mai.
        Quando sarà il momento e ne varrà la pena, sono certo che nelle piazze e nei palazzi del potere andremo tutti.

  12. antonio says:

    marco il motivo economico è una ragione più che sufficiente per scegliere l’indipendenza, per quali ragioni pensi che gli americani si siano staccati dall’inghilterra nel 1776?

  13. Davide says:

    Cambia l’orchestra ma la musica sara’ sempre la stessa dato che i “nuovi” suonatori provengono dallo stesso conservatorio.

  14. Moray says:

    L’ondata indipendentista del Veneto che monta e monterà coinciderà con la scomparsa della “Lega” dalla circoscrizione nord-est alle prossime europee. Ormai è un’equazione: dove scompare la “Lega” dilaga l’indipendentismo.

    • Jhonny says:

      Un fuoriuscito della lega “piemontese”, mi pare facesse di cognome Fogliato, diceva pubblicamente che l’obiettivo vero della lega era quello di catturare i voti della protesta per metterli in freezer
      E’ quello che ha fatto con successo per almeno un ventennio in cambio di cadreghe ed altre utilità ..

  15. marco svel says:

    Marco,Mi spiace che non vuoi vedere la realtà e cioè che i veneti in maggioranza non si sentono italiani! O meglio dal momento che nell’immaginario collettivo ITALIANO equivale a TERRONE i veneti non si sentono rappresentati dallo stereotipo pizza mafia mandolino. in questo caso poi la questione economica é cosi grande che paradossalmente eclissa tutto il resto.

  16. Luigi Bandiera says:

    Mi preoccupa la presenza di esponenti di partiti itagliani.
    Ocio, non cadiamo nella brace dato che siamo già nella padella trikolorita.

    • pierino says:

      han gia nel naso il profumo delle nuove ‘cadreghe’ e son partiti tutti per la tangente (in senso figurato, non le mazzette eh)

      se tutti i governanti che avremo non saranno a rotazione e sostituibili in 4 e 4 otto con seria responsabilità su quel che fanno saran axxi

  17. gianpaolo says:

    Ovviamente con il Veneto arriverà anche il Friuli. Molti stanno seguendo il finale.

    • Veneto Nasion says:

      Ovviamente siccome la Nuova Repubblica Veneta sarà uno stato federale a modello cantonale svizzero il Friuli sarà – se lo vuole – un cantone federato dello Stato Veneto con enorme autonomia e con diritto di secessione se non contento della Unione.

  18. Marco (*) says:

    Su un’emittente locale veneta hanno mandato in onda un servizio in cui si parlava di questo plebiscito digitale, ed hanno fatto sentire le interviste ai passanti che incontravano: la maggior parte delle persone intervistate ha detto che voterebbe sì a questo referendum, ma solo per avere più autonomia, per avere, dicevano, una regione che trattenga più risorse. La debolezza insita nell’indipendentismo, o pseudo-tale, veneto, è che è mosso esclusivamente da ragioni economiche. Il fattore identitario non esiste, tanto che molti intervistati, e quindi anche molti votanti, si considerano e si sentono italiani. E’ qui che l’indipendentismo veneto ha il suo grande limite. L’autodeterminazione di un popolo è tutta un’altra cosa.

    • Roberto says:

      questa è colpa di chi governa il Veneto da decenni (la Lega) che non ha fatto nulla sotto l’aspetto culturale e identitario, pur avendo preso il 35% dei voti ed avendo la presidenza della regione…un altro grazie a Maroni e soci!!!

      • Bepi says:

        Non solo della Lega, ma in generale di tutti i partiti italiani, e non da decenni ma dall’unità d’Italia. E’ un vero miracolo che ancora persista in noi veneti un sentimento identitario dopo il sistematico lavaggio del cervello che abbiamo subito e continuiamo a subire a suon di inni di Mameli e di travisamenti storici. E’ ovvio che tanti si sentano italiani, senza però sapere cosa significhi essere italiani. Se solo sapessero quanto sangue veneto fu versato sull’altare della patria, per arrivare a tanto, altro che più autonomia, altro che ragioni economiche…

        • Rodolfo Piva says:

          Giusta osservazione signor Bepi. Se ad un italiota gli chiedi se è orgoglioso di essere italiano ti risponde: si. Se poi gli chiedi il perché allora gli si blocca il palpito di ciglia e comincia a boffonchiarti qualche stereotipo che gli è rimasto in fondo al cervello dai tempi della scuola elementare.

    • Dan says:

      Guarda che il fattore identitario quanto quello religioso sono da sempre dei pretesti per nascondere una realtà molto più materiale.
      Se la cosa non tira è semplicemente perchè fino adesso a sostenere il progetto indipendentista non si è presentato nessuno considerato abbastanza serio.

    • Enea says:

      Marco, come dicono anche gli altri commentatori, questo è il frutto di 150 anni di Italia che ha avuto il preciso compito di creare gli italiani, e di conseguenza sminuire lo spirito Veneto, Sardo o Siciliano. Ma non la cosa non mi preoccupa più di tanto. Il 70% dei residenti Veneti parla il Veneto. Solo un anno fa ad essere indipendentisti si era guardati come marziani, ed oggi con il referendum una grossa parte dei Veneti sta accarezzando l’idea di diventare uno stato indipendente. Questo dimostra che lo spirito Veneto è ancora dentro ognuno di noi, solo che è assopito, e ora finalmente si sta svegliando!!! Se i Veneti incominciano a credere che uno stato Veneto sia realmente possibile, la nostra identità risalterà fuori nel giro di pochissimo tempo, perchè nonostante tutto l’identità Veneta non è mai morta.

      W SAN MARCO

  19. ermanno says:

    copio tra i post sul sito del plebiscito un post che mi piace molto.

    “RICORDIAMO A TUTTI CHE UFFICIALMENTE SIAMO STATI ANNESSI NEL 1866 CON IL 26% DEI VOTANTI! NON VEDO PERCHè ORA SERVA IL 50+1. SUPERATO IL 26% SE VINCONO I “Sì” SIAMO LIBERI ED INDIPENDENTI.
    Nico 19 marzo 2014 17:33 “

    • Paul Brembilla says:

      le critiche degli itagliani sono proprio ridicole visto che sono già al 3° premier non eletto dai cittadini e sostenuto da maggioranze virtuali basate solo sul mantenimento delle “caste”

  20. William says:

    un successo,grazie Busato,grazie Pizzati.
    Quello che mi ha scioccato è la presa di coscienza della gente che si tocca con mano la catastrofe.Annunciata,ignorata,ma incombente.
    Il panico stà dilagando.Cosa brutta,ma cosa anche bella.
    Finalmente la liberazione è cominciata.

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